BIG BANG
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Pubblicato il: 15 maggio 2018

AVELLA. Rischio tagli alla sanità, Caruso e Carpentiero “chiamano” tutti i comuni dell’Irpinia. Ecco la lettera

Il piano di razionalizzazione dei servizi medici sul territorio irpino continua a far discutere e a mobilitare. L’Asl di Avellino sarebbe pronta a ridurre di due unità ogni presidio medico ed eliminare presidi di comunità assistenziale (guardie mediche) in aree disagiate, distanti chilometri dagli attuali laboratori e dagli stessi presidi ospedalieri.

Dal comune di Avella lo scorso aprile, con apposita delibera di consiglio comunale, ha preso il via un’importante mobilitazione. Il civico consesso della cittadina archeologica, infatti, nella deliberazione in questione poneva l’accento sulla necessità di una mobilitazione comune per richiedere all’Asl e alla Regione Campania di riconoscere come zone disagiate tutti i comuni irpini, in particolare quelli del Parco del Partenio e non continuare a tagliare le unità mediche;  e di salvaguardare i servizi dell’azienda ospedaliera “Moscati” di Avellino gestendo al meglio le risorse esistenti evitando ulteriori sprechi economici.

Il vicesindaco di Avella Antonia Caruso e il presidente del consiglio comunale Rosanna Carpentiero, intanto, decidono di dare ulteriore forza all’azione intrapresa provando ad intensificare il piano di mobilitazione generale. Di comune accordo i due esponenti dell’amministrazione avellana hanno deciso di inviare una missiva a tutti i 118 comuni della provincia di Avellino facendo il punto della situazione rispetto al piano che si intenderebbe mettere in campo (penalizzando quindi le aree interne) ed invitando a discutere della questione nelle sedi istituzionali competenti coinvolgendo altri amministratori sulla questione.

Il presidente del consiglio comunale di Avella e la vicesindaco inviano tale delibera per sensibilizzare ed informare sulla disastrosa politica sanitaria irpina, prevista dai decreti regionali del Governatore della Regione Campania. Le conseguenze di tale politica saranno: lo smembramento dell’Azienda Ospedaliera Moscati che sarà privata di reparti, quali Geriatria ed Oculistica da trasferire a Solofra; nomine di figure apicali doppioni presso le due aziende e conseguenti alla creazione di reparti con pochi posti letti (quali dermatologia, odontoiatria e malattie endocrine-nutrizione presso l’Azienda Moscati). Quest’ultimi furono eliminati circa otto anni fa e resi specialità ambulatoriali; dover nuovamente creare un pool d ambulanze (per urgenze e consulenze) quale collegamento del Landolfi con l’Azienda Ospedaliera Moscati. In tal modo si riporta la Sanità Irpina agli anni duemila, quando esistevano quattro plessi ospedalieri dislocati nell’ambito di Avellino, dunque dopo aver costruito un’azienda ospedaliera e parcheggio in modo megagalattico si tende a smembrare, nonostante gli spazi esistenti presso l’Azienda Ospedaliera Moscati anziché utilizzarli al meglio. Perché tanto spreco di danaro pubblico ed eventualmente casi di malasanità? Si chiede inoltre di riconoscere come zone disagiate tutti i comuni irpini, in particolare quelli del Parco del Partenio e non continuare a tagliare i presidi e le unità mediche di Guardia Medica sul territorio“.