BIG BANG
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Pubblicato il: 10 gennaio 2018

MUGNANO ’18. Bianco si scatena: replica a Vasta, difende l’operato e ne ha per tutti: “Si parla senza conoscere i fatti. Al paese non serve una sola lista…”

Lui ha le sue idee e a differenza di tanti, con sincerità, dice ciò che pensa”. Lo afferma il sindaco di Mugnano del Cardinale Nicola Bianco in replica alle dichiarazioni rese alla nostra testata meno di ventiquattro ore fa da Matteo Vasta.

Personalmente, e non me ne voglia, lo vedo un po’ distante da quella che è stata la vita politica amministrativa degli ultimi anni almeno per i circa 10 anni che sono stato sindaco – afferma Nicola Bianco – Quindi parla più per sentito dire e poco per la diretta conoscenza dei fatti”.

Il sindaco di Mugnano del Cardinale difende il suo lavoro al servizio della comunità. “Sento dire che tutti bocciano il mio operato da sindaco, penso che non è così. Sicuramente ci sono tante persone che mi hanno sostenuto, che conoscono i fatti, e che mi vorrebbero ancora candidato. Chi mi sostiene sta zitto, i pochi che ho contro parlano, ed inoltre qualcuno si diverte a ripetere quello che un minuscolo gruppetto di frustati o psicotici, chiamateli come volete, scrive sui social. Sicuramente da sindaco avrei potuto dare di più, riconosco che nel mio secondo mandato ho dedicato meno tempo alla attività amministrativa, ma ho avuto validi motivi per farlo. Ho iniziato a fare il sindaco con entusiasmo e con successo, ma poi man mano che è passato il tempo rendendomi conto che le mie idee erano diverse da quelle degli altri, che non tutti mi seguivano, che qualche dipendente remava contro, ho perso l’entusiasmo”.

Il sindaco non ha dubbi. “Nel primo mandato sono stato più autoritario mi sono interessato di tutto dal bilancio alle opere pubbliche, nel secondo mandato l’errore più grande è stato quello di dare deleghe piene agli assessori e specifiche attribuzioni ai consiglieri senza interferire nel loro lavoro perché pensavo che solo così si poteva far crescere un gruppo di amministratori”.

La disamina operativa della fascia tricolore uscente. “Se si vuole dare un serio giudizio al mio operato, bisogna prima conoscere tutto. È vero ci sono cose che non sono andate bene ma ci sono stati anche diversi risultati positivi. Non posso in poco tempo discutere di ciò che è stato fatto e di ciò che si poteva fare ci vorrebbe troppo tempo.

Però, ad esempio, non si parla mai del Piano di Zona Sociale, di ciò che era e di ciò che è diventato con me, forse a tutti piace solo polemizzare su chi ci lavora, ma dei servizi offerti nessuno mai ne ha parlato.

Nessuno dice che ho amministrato a testa bassa senza cautelare nessuno e senza favoritismi, considerando l’ente comune alla stregua di una azienda privata.

Non si parla del bilancio dell’ente. Ho mandato via un segretario che voleva dichiarare il dissesto e in pochi anni abbiamo fatto un recupero inatteso.

Nessuno dice che questi ultimi cinque anni rappresentano il periodo peggiore per essere sindaco visto il ritardo della regione a pubblicare bandi per accedere ai fondi europei ed i continui tagli dei trasferimenti economici.

Nessuno parla di ciò che abbiamo dovuto pagar per le sentenze relative agli espropri della via San Silvestro.

Parlano della manutenzione ordinaria, ma nessuno dice che non entrano più nelle casse del comune oneri di urbanizzazione e quindi è difficile reperire somme da destinare ai capitoli della manutenzione.

Dicono che non è stato fatto il PUC, ma nessuno dice che con le risorse disponibili abbiamo preferito fare prima il PAF altrimenti non avremmo potuto più fare i tagli boschivi.

Dicono che la macchina amministrativa non funziona, ma nessuno dice che gli altri comuni stanno peggio di noi. A tal proposito ho il dovere di dire che a differenza del passato ,e non me ne vogliano i miei dipendenti, dove sono state fatte sempre e solo assunzioni che non hanno rafforzato l’organico dell’ente, ho programmato solo assunzioni necessarie dopo attento studio del fabbisogno dell’ente e spero che il mio successore continui con il percorso da me iniziato che prevede l’assunzione di un responsabile agli affari generali, di un esperto di piano di zona, di un comandante dei vigili, di un tecnico, e di un esperto di tributi. Quasi tutti i concorsi dovrebbero espletarsi con il prossimo sindaco quindi nessuno può dire che ho mai fatto promesse o che ho pensato di “sistemare“ qualcuno”.

Capitolo Opere pubbliche. “Anche qui si fa solo confusione – sottolinea Nicola Bianco – non è vero che non è stato fatto niente in dieci anni. Nei primi cinque anni abbiamo avuto diverse opere finanziate, in provincia di Avellino i primi finanziamenti con il Piano Sviluppo Rurale li abbiamo avuti noi. E voglio aggiunge altro: quando fui eletto sindaco la prima volta avevo degli obiettivi ben precisi che riguardavano sfera sociale e prospettive turistiche, essendo capofila del piano di zona mi proposi di creare infrastrutture per dare servizi sociali. Partimmo dall’abbattimento delle barriere architettoniche al comune, tutti i progetti presentati nell’area sociale ci furono finanziati, prendemmo due auto e due pulmini per il trasporto dei disabili, un centro di aggregazione sociale, un centro sportivo per disabili, più un finanziamento per la ristrutturazione del la sede del piano di zona per creare le officine sociali e contemporaneamente un finanziamento di 500.000 euro per la gestione. Se tutto non è andato a buon fine sicuramente non si può dire che non c’è stata attenzione per i finanziamenti possibili e sinceramente penso di avere complessivamente più meriti che demeriti. Il centro sportivo è nato male, già dall’inizio avemmo problemi ci son voluti circa 80.000 euro per rimuovere i rifiuti accantonati in quell’area poi i continui furti e i danni del vento.Mi proposi di pensare ad un futuro rilancio del culto filomeniano e feci progetti per il centro storico, via Casa Canonico e via Fratte furono subite messe in cantiere e finanziate con i fondi dell’ex legge 51; sono stati ottenuti due finanziamenti per l’ex educandato Maria Cristina di Savoia, per l’allungamento della piazza siamo ancora in attesa di sapere se il finanziamento avuto è stato perso o è ancora disponibile, anche qui penso di avere più meriti che demeriti, e non so perché l’ufficio tecnico non ha provveduto all’adeguamento dell’impianto elettrico di via Mancini e via Garibaldi considerato che a tal fine furono destinati risorse dell’ex legge 51.Pensai che era necessario creare le infrastrutture per la montagna, ci finanziarono il primo ed il secondo lotto della vie delle neviere, preparammo anche progetti per la riqualificazione del’area Litto e della pineta di San Pietro a Cesarano; ricordo qualche assessore che diceva che io sistemavo le strade per i cacciatori, ma nessuno dice del successo che avemmo alla borsa del turismo di Paestum dove noi presentammo la via delle neviere come proposta per un turismo ambientale. E se in dieci anni non abbiamo fatto via Fratte e via Pucciano, opere finanziate da tempo, non penso di avere troppe colpe personali”.

La disamina finale del sindaco: “Mi sono candidato la seconda volta per dare continuità a ciò che era stato fatto nel primo mandato; è vero sono stato troppo permissivo, ma non ho il tempo ed il carattere per fare guerre con chi mi rema contro, è vero che abbiamo perso opportunità per opere finanziate e non messe in cantiere, e a riguardo di ciò quello che mi ha amareggiato di più è il fatto che tutto si è consumato tra l’indifferenza dei miei amministratori. Se si pensa a una lista unica è perché il sottoscritto in due amministrazioni ha avuto sempre rapporti distesi con tutti, si sono ridotte le rivalità con i gruppi di opposizione tanto è vero che oggi con me si candiderebbe chiunque.

Sicuramente non sarò candidato, per me non è una priorità fare una sola lista, Mugnano ha bisogno di un gruppo di amministratori attenti, capaci, e dediti al paese e per fare questo non è prioritario fare ammucchiate, ma bisogna solo coinvolgere le persone adatte a prescindere del candidato a sindaco. Io non sono stato bravo a fare le mie scelte e sarà difficile anche per i prossimi candidati a sindaco coinvolgere i candidati giusti per una buona amministrazione. Questo perché anche qui mi dispiace contraddire Matteo Vasta, a Mugnano la gente vede lontano l’attività amministrativa, dappertutto c’è poca fiducia nelle istituzioni e nella politica, ma una cosa è certa: a Mugnano è più difficile che altrove fare una buona lista.

Al prossimo sindaco la situazione dell’ente chiederà ancora qualche anno di sacrificio; sarà necessario amministrare considerando l’ente comune come una azienda privata, non c è più margine per amministrare come in passato, non esiste più avanzo di amministrazione né tesoretto, bisogna solo far squadra e dedicare tempo, tanto tempo al comune.

Non c’è più la possibilità di amministrare in modo clientelare se c’è interesse per il progresso del nostro paese”.