BIG BANG
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Pubblicato il: 11 febbraio 2018

MUGNANO ’18. Ferrara si prenota: “Forse ritorno in campo. D’Apolito patrimonio da salvaguardare; Valentino e Monteforte già luccicano”

di Rosa D’Anna

Con le elezioni comunali, sempre più vicine, la redazione di Mandamento Notizie ha pensato di chiedere il parere del dott. Carmine Ferrara, un indiscusso protagonista della politica di Mugnano del Cardinale.

Dott. Ferrara, gira voce intorno al suo nome su di un possibile ritorno in campo: cosa c’è di vero?

Anche io ho sentito questa voce, siamo sul punto di decidere. Mi sento spesso con il Dr Matteo Vasta per organizzare qualche incontro utile a noi tutti che per parlare di politica cittadina. Molti mi danno già impegnato in qualche lista. Di vero esistono solo le lunghe discussioni con qualche amico, più rivolte al passato che al futuro. Il passato è stato meraviglioso ma anche crudele qualche volta. Ma non è il tempo di bilanci, oggi per fortuna non ne devo fare. Però non posso dimenticare la grande stagione ambientalista vissuta con Filomeno Caruso e Andrea Canonico che ha formato la coscienza di tanti di noi, anche con loro due mi sentirò per  una azione comune, se possibile; dentro o fuori una lista“.

Per quella che è stata la sua esperienza di cosa ha bisogno Mugnano del Cardinale?

“Credo che vi sia necessità che Nicola Bianco e Lucio D’Apolito si siedano ad un tavolo, ognuno rappresentando la propria parte politica, e discutano delle necessità e delle prospettive del paese. Sarebbe il vero piano politico di discussione da offrire ai prossimi candidati. Sono le persone che hanno dato molto in questi cinque anni, secondo il loro ruolo. Sia il Sindaco, sia il Capogruppo del Movimento avrebbero visto con piacere una maggiore collaborazione dei cittadini. Le assenze di molti consiglieri, anche nelle sedute del consiglio comunale, si sono fatte sentire. Poi se alle riunioni comunali i cittadini sono assenti bisogna programmare un consiglio che si riunisca nei luoghi più frequentati e negli orari più adatti; potremmo farlo nei spazi aperti in estate, davanti alla farmacia, nella piazza al Cardinale, nel Bar Aragonese, nelle sedi delle associazioni anche cattoliche o dei pensionati, nelle scuole. Se Maometto non va alla montagna … Dobbiamo portare il Consiglio tra la gente, assolutamente. Ciò  per fare in modo che anche i consiglieri eletti sentano il dovere di onorare l’incarico ed il voto che hanno avuto dai semplici cittadini elettori”.

Cosa ne pensa di Alessandro Napolitano come candidato sindaco?

“E’ una buon candidato ed è una buona occasione per chi ritiene di voler cambiare, per candidati più giovani, per chi ha la sensazione che un futuro diverso è possibile. La sua candidatura mi riporta un poco a quella condizione che anche io tempo fa ho vissuto  e che mi portò alla candidatura con Antonio Napolitano. Non avrei mai voluto vivere un secondo 2006, questa è la storia. E comunque fu una stagione ed una esperienza ricchissima, vissuta nel pieno di una maturità da consigliere di opposizione, risultata poi inutile. Anche la solitudine non ti disarma di fronte al rinnovarsi di veti inutili.  Ricordando anche, con nostalgia però, che non ebbi nessuna difficoltà a presentarmi nella lista della Tromba con Michele De Lucia e Antonio Rozza nel 1983. Non è più quel tempo, non è più quella età”.

Cosa ne pensa di una riproposizione a sindaco di Giovanni Colucci?

“Valgono le considerazioni iniziali; bisogna che anche Colucci raccolga l’invito ad una costruzione di democrazia  necessaria, perché necessaria è la costruzione di giovani dirigenti che rilancino un Comune verso un futuro possibile. Anche questa è una buona candidatura per chi vede la stabilità come elemento di possibile programmazione e di progresso. Direi a Colucci che dalla valorizzazione del Parco del Partenio, dalle sedi Universitarie che Avellino ed il Baianese devono avere, non si può prescindere se si vuole disegnare una possibilità di sviluppo. Direi anche che la benedetta città del Baianese è un obiettivo non più rinviabile; la costruzione del mandamento amministrativo reale ci permetterebbe, al di là dei progetti regionali che verranno, di poter risolvere il problema principale di Mugnano e di Quadrelle: l’acqua. Ci darà, inoltre, un peso politico importante nel quadro provinciale, almeno quanto Ariano e Solofra. I cittadini ed i politici del mandamento sono sempre stati di altissimo livello, ma con poca forza alle spalle in un comprensorio confuso nelle idee e diviso fino ai quartieri”.

In conclusione…

“Quello che è certo è che abbiamo giovani bravi che si affacciano alla nuova vita politica del paese; Lucio D’Apolito è un patrimonio che anche Nicola Bianco e Giovanni Colucci devono salvaguardare, che tutti noi dobbiamo salvaguardare ed alimentare, nel rispetto delle idee di tutti. Questa riflessione andava fatta nel passato per i giovani che potevano imparare ad essere dirigenti politici e amministrativi. Questo è il motivo per cui ci troviamo di fronte ad un candidato che non è stato mai consigliere ed ad un secondo candidato che è stato più volte sindaco e consigliere. Ma c’è qualcosa di anche diverso. I giovani giovani. Giovanni Valentino e Giuseppe Monteforte sono già il nuovo che luccica;  hanno  fatto strada nelle dimensioni politiche universitarie e  rappresentano già oggi il dirompente futuro che avanza. Insieme a tanti altri ai nastri di partenza. Vero Michele? Vero Giuseppe?  Io spero di cavarmela nei prossimi giorni…”