BIG BANG
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Pubblicato il: 9 agosto 2018

MUGNANO. Il dramma sacro di Santa Filomena: i quattro atti di Mons. Pasquale Guerriero

di Nicola Montanile

Il 20 ottobre 1884, moriva, in Avella, il Cardinale Bartolomeo D’Avanzo, nell’omonimo palazzo, sito in Corso Vittorio Emanuele.

Dieci giorni prima, ossia il 10 dello stesso mese ed anno, veniva al mondo, Pasquale Guerriero, figlio di Antonio e Maria Orefice, colui che sarebbe diventato, Prof. Monsignore, nonchè un personaggio poliedrico, impegnato nel campo religioso, politico, militare, giornalistico, letterario con poesie e scritture di Drammi Sacri.

Suoi sono “San Sebastiano Martire”, “Sant’Antonio di Padova”, ” San Pasquale Bajlon”, “Sant’Antonio Abate”, “San Domenico”.

Il 18 luglio 1945, aveva appena finito di scrivere “Santa Filomena“, Dramma Sacro in un prologo e quattro atti, che due giorni dopo rese l’anima al Signore, in via Mons. Pasquale Guerriero, strada a lui dedicata, ove era ubicata la sua abitazione

Comunque, per saperne, in modo più dettagliato di questi due tra i tanti eminenti personaggi di Avella, basta consultare mandamentonotizie.

Il Guerriero, nel Prologo, scena 1A (Casa Patrizia con l’atrio adorno di vasi fioriti e di piante – E’ l’alba – Si vede un lato di Roma), compare la protagonista Filomena, figlia dei principi di Tessalonica, sola, vestita alla paggio orientale con un fascio di fiori e poi, man mano entrano in scena: Publio L. Medico cristiano; Metella, Livia, Sabina, tutte e tre fanciulle patrizie cristiane.

Nel Primo Atto, Scena 1A (Una piazza di Roma, dove sono radunati un gruppo di cittadini, senatori, militari ecc., che sono andati incontro a Calpurnio, il vincitore della guerra in Grecia), entrano in scena: Calpurnio (Luogotenente); Fabio (Cortigiano, delatore); Massimino (Confidente di Diocleziano); Claudio (Centurione), Proculo (Vecchio senatore); Cornelio Metello (Centurione); Licinio (Pretoriano): Publio (Medico); Diocleziano (Imperatore, in incognito); Caio ((Pontefice); Dionisio (Sacerdote cristiano); Livia, Sabina, Metella (Fanciulle cristiane).

Nel Secondo Atto, i personaggi, qualcuno nuovo, sono così distribuiti, in una 1A scena (Sala del palazzo imperiale, in cui sono riuniti già Calpurnio, Claudio, Fabio, Senatori e Cortigiani. Entra Diocleziano con Massimino preceduto da due littori e seguito da soldati), Lucio Calpurnio, Diocleziano, Fabio, Massimino, Claudio, Eliodoro (padre di Filomena), Caio, Filomena, Publio, Dionisio, Olimpia (madre di Filomena), Senatori, Cortigiani, Soldati e Littori.

Nel Terzo atto, i protagonisti sono gli stessi, però la scena 1A si apre (Sala imperiale. Diocleziano circondato dalla sua corte), che inizia a parlare della grandezza di Roma e la sua in ogni parte del mondo.

Ogni atto va da uno a sette scene, mentre l’ultimo se ne avvale di nove. E, intanto, nel Quarto Finale , Scena 1A, (Carcere, la prigione è nella penombra. Filomena in una lunga veste è legata ad un ceppo, è pallida ed un po macilenta), la martoriata esosrdisce “Oggi è il quarantesimo giorno di prigionia!…(come destandosi). Oh, quella dolce visione…Quella signora bellissima con un bimbo fra le braccia e circonfusa di luce di paradiso, tre giorni fa si avvicinò a me e dolcemente mi disse: Figlia, altri tre giorni dovrai soffrire in carcere e dopo, uscita da questo luogo penoso, sarai esposta ad una fiera battaglia di atroci tormenti…O    Vergine santa, lo so, perché il tiranno mi ha minacciato più volte: dopo il carcere ti attendono più atroci tormenti…O Signore, deh, sono pronta a sopportar tutto per amor tuo!…”.

Il tutto termina con la scena nona, dove il pontefice Caio, commosso prende tra le mani la testa di Filomena e dice:

Ave virgo gloriosa

stella sole clarior

Philumena gratiosa

lilio candidior

Da quando è dato constare, sembra che occorrerebbero una trentina di persone armate di buona volontà per ripristinare questa importante manifestazione per cercare di recuperare quei valori morali che oggi stanno scomparendo o sono scomparsi del tutto, fermo restando che il successo si misura con la continuità.