BIG BANG
BIG BANG

Pubblicato il: 5 novembre 2017

QUADRELLE. Guerriero si-Guerriero no: il “Direttore” si candiderà? “Ecco le mie proposte per il paese”

Il suo nome è stato lungamente e largamente “battezzato” nel corso delle precedenti competizione elettorali. Ora che Quadrelle si avvicina l’ennesima scadenza del mandato amministrativo, clamorosamente il suo nome non è caldeggiato. Cosa succede intorno ad Andrea Salvatore Guerriero? Abbiamo chiesto tutto al diretto interessato.

Guerriero, Lei dopo il pensionamento da direttore dell’ufficio postale di Mugnano del Cardinale non aveva disdegnato la possibilità di presentarsi, un giorno, ed impegni permettendo, alle elezioni comunali del suo paese. Ora che è più libero il 2018 potrebbe rappresentare il suo momento. Invece notiamo che, contrariamente al passato, il nome Guerriero non è caldeggiato.

Guardi, per la fase di congiuntura economica e finanziaria che in questo momento vivono i comuni, e tra di essi anche quello di Quadrelle, preferisco veramente che il mio nome non venga messo in circolazione. Purtroppo gli enti locali attraversano problemi non indifferenti e quindi gestirli, come proprio l’esempio Quadrelle potrebbe confermare, non risulta affatto facile”.

In Lei posso intuire, quindi, una sorta di scetticismo…

Devo essere sincero non mi convince nemmeno l’attuale modo di gestione della casa comunale. E’ vero che vi sono difficoltà, ma proposte concrete per cercare di rianimare il paese, eccezion fatta per vendite, svendite e concessione in gestione dei beni, non se ne intravedono. Quadrelle è un paese abbandonato…”.

Da cosa lo deduce…

Semplice. Basti guardare il problema dell’approvvigionamento delle risorse idriche. Da dove vogliamo cominciare e dove vogliamo terminare…Una situazione paradossale, abnorme, dove si intuisce che i cittadini sono stati scarsamente tutelati rispetto ad una situazione delicata. In altri comuni, specie in Alta Irpinia, non ha funzionato in questo modo. E’ pur vero che l’emergenza restava, ma almeno un approccio diverso alla problematica avrebbe reso maggiormente giustizia al popolo di Quadrelle. Questo, quindi, è solo un esempio, potremmo proseguire alla lunga…”.

Se vuole…prego…

Il vero problema è proprio la desertificazione sociale del nostro paese. Siamo quasi duemila unità, ma nessuno frequenta il paese, e soprattutto nessuno prova a cercare di raddrizzare la situazione. Per non parlare poi di chi si erge a fenomeno dietro ai social evitando di confrontarsi e cimentarsi all’interno della comunità. Nel nostro paese tutto va scemando, forse non ci sarà mai l’opportunità di riportare il comune ai fasti di un tempo, ma mai dire mai, specie se mai ci si rende utili e partecipi, in maniera responsabile, al servizio della comunità”.

Probabilmente Lei, accennando al sociale, ha fotografato uno dei problemi più persistenti nella comunità in generale, ma nel caso di Quadrelle Salvatore Andrea Guerriero, cosa propone per uscire dal limbo?

La situazione è quasi irreversibile. Di questi primi approcci di campagna elettorale si parla esclusivamente di nomi, non di programmi o prospettive. Siamo nel 2018 e il fatto più grave è che si tende ancora a frantumare l’entità generale dei quadrellesi intorno ad un evento, cioè quello delle elezioni, che il giorno successivo all’apposizione della X nella cabina elettorale passerà, mentre il paese rimarrà qui e noi dovremmo essere gli attori principali, quindi responsabili, nel riuscire a dare opportunità e programmazione”.

Quindi…

La mia idea è quella di dar luogo ad una sorta di elezioni primarie dove tutti i cittadini avranno l’opportunità di misurarsi. Da questa consultazione, secondo il mio progetto, dovrà essere individuato il candidato sindaco e i nove consiglieri comunali che lo affiancheranno. Insieme daranno vita ad una lista di salute pubblica che nel giro dei prossimi cinque anni riesca a dare al paese un governo politico equilibrato, unitario, socialmente preparato, con l’obiettivo di tenere unito il paese cercando ed individuando prospettive concrete per quel che rimane della comunità. Alla luce delle precedenti esperienze non vi è alcun bisogno di candidati che apportano solo ed esclusivamente il loro peso elettorale per poi disperderlo, o renderlo inefficace, nel corso del mandato elettorale”.

Sarebbe questa un’idea percorribile per quanto riguarda il sistema-Quadrelle?

Credo di si. Questa è una strada percorribile; il popolo merita di più e deve essere tenuto in considerazione. Le porto un esempio. Nei giorni scorsi grazie alla vostra testata si è avuto modo di apprendere della vendita dell’ex sede della scuola elementare e già sede della Comunità Montana Vallo Lauro Baianese. Parliamo di un immobile situato lungo la strada principale del paese. Rispetto a questa decisione credo che un processo di consultazione democratica avrebbe favorito forse anche soluzioni diverse senza liquidare la questione direttamente ad atti esecutivi. Io, ad esempio, pur restando convinto della mia proposta di abbattimento dell’immobile e della conseguente creazione di una villetta con potenziamento dei servizi alla palestra antistante, avrei chiamato a raccolta la popolazione innanzitutto evitando la messa in vendita, e poi facendola esprimere con un referendum. La proposta più votata andava messa in atto ricorrendo, probabilmente, anche ai fondi europei. Purtroppo tutto ciò non è avvenuto. Chi guarda al passato, poi, commette il grave errore di avere una visione errata del presente, ma soprattutto scarse capacità di poter pensare al futuro”.

Restando nell’attualità ordinaria c’è anche la questione del campo sportivo che finirà in gestione?

Finirà in gestione? Io non so come andrà a finire questa vicenda e non solo come finirà questa storia. Attenendomi al mio agire professionale ritengo che le strutture, o meglio le opere pubbliche, in fase di progettazione vadano equilibrate rispetto alle ricadute che possono avere nella comunità. Quadrelle, tanto per cominciare, non vanta una storia calcistica di rilievo se pensiamo che la prima squadra nel paese è nata nel 1989 e il campo sportivo è stato fatto quasi verso la fine del vecchio millennio. Il mio pensiero non va nella direzione che non debba esistere una struttura sportiva in paese, ma questa innanzitutto va valorizzata e messa al servizio del cittadino, oltre che adeguatamente sorvegliata. Oggi non credo che faccia gola a qualcuno. Del resto quella tribuna, o meglio curva, situata dietro la porta allontana anche gli spettatori, soprattutto quelli anziani, dal prendere visione ad una gara dilettantistica. Negli anni, denoto, non vi è stato prodotto alcun progetto per potenziare i servizi ma, soprattutto, per adempiere all’installazione del manto erboso sintetico. In quasi tutti i comuni dell’Irpinia le strutture sportive sono state salvate in questo modo poiché in tantissimi si sono avvicinati alla pratica delle stesse, a Quadrelle, invece, il lassismo ha contribuito all’allontanamento dal sociale e soprattutto da una disciplina che quasi ovunque riesce ad aggregare. Oggi dovremmo ringraziare chi si sta mobilitando per dare al paese una squadra di calcio”.

In pratica Lei sta ragionando quasi da politico, e da candidato, e non da semplice cittadino: quanto scommettiamo sulla sua candidatura?

Non ho mai scommesso in vita mia…ma sono stato sempre a disposizione del paese per ogni evenienza…”.