BIG BANG
BIG BANG

Pubblicato il: 2 giugno 2018

QUADRELLE. Napolitano: “Tutta la verità sul mio esonero. Un peccato il ritiro dalla Seconda Categoria”

A diversi mesi di distanza torna a parlare l’ex allenatore del Quadrelle Carmine Antonio Napolitano. Il trainer esonerato a campionato in corso, qualche settimana prima del patatrac che decretasse l’auto esclusione del sodalizio quadrellese dal torneo regionale di Seconda Categoria, ricostruisce la sua avventura sulla panchina rossonera.

Non è mio costume tornare su fatti accaduti nel recente passato, né tanto meno puntare il dito contro le persone, ma una serie di precisazioni credo che siano d’obbligo, a maggior ragione del tasso di tempo trascorso”, afferma Napolitano.

Gli inizi. “Fui contattato dal presidente Biagio Ferrara all’inizio dell’estate e manifestandomi la sua volontà di prendere parte al Campionato Regionale di Seconda Categoria, mi precisò anche che il suo coinvolgimento nel calcio era dettato anche dal fine della successiva candidatura alle elezioni comunali del 2018 e che pertanto avrebbe voluto al suo fianco anche calciatori e dirigenti del paese, tra cui Santino Napolitano e Francesco Bianco a cui poi fu consegnata la fascia da capitano”.

Il via alla stagione. “Fino all’arrivo della sessione invernale del calciomercato, ovvero fino a quando il presidente Biagio Ferrara impose l’arrivo di determinati calciatori, nel gruppo c’era tanta armonia e i risultati erano molto positivi tant’è che la squadra si trovava nelle prime posizioni della classifica”.

Dal momento della campagna acquisti qualcosa comincia a girare storto. “Con l’obiettivo di preservare l’unità e l’equilibrio dello spogliatoio, non avevo chiesto particolari accorgimenti alla rosa. Pertanto non chiesi calciatori di prima fascia che avrebbero richiesto anche un eventuale ed oneroso rimborso spese per le casse della società, ma solo elementi che avrebbero permesso una graduale rotazione nell’organico senza andare ad intaccare il fine per il quale il Quadrelle era stato costruito”.

Il cambio di rotta. “Settimana dopo settimana, a seguito delle scelte di calciomercato fatte in autonomia dal presidente tale da far fungere la squadra ad una succursale di un altro team del Mandamento Baianese, il rapporto si comincia a deteriorare fino a giungere al cambio di allenatore che provoca un radicale stravolgimento della rosa. I calciatori di Quadrelle non esistono più, le gerarchie non esistevano più e la natura per la quale la squadra era stata costruita viene anch’essa stravolta”.

A poche giornate dalla fine del torneo il Quadrelle si ritira. “Gli undici calciatori per terminare il campionato c’erano, ma quando questi sono stati richiamati in causa hanno preferito declinare l’invito perché non si sentivano seconde scelte. Eppure molti di essi, essendo di Quadrelle, ed attaccati alla maglia, non avevano fatto mancare nemmeno il proprio apporto economico alla causa della squadra di calcio del proprio paese. Dispiace che per questioni politiche la squadra sia stata ritirata. Io sarò sempre un sostenitore del Quadrelle e il rapporto che ho instaurato con questa piazza lo conserverò nei miei ricordi”.