BIG BANG
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Pubblicato il: 21 luglio 2018

VISCIANO. Intitolato un monumento in onore di Padre Arturo

di Gianni Amodeo

  E’ di nitida e forte intensità la caratura della testimonianza di gratitudine e riconoscenza, in cui echeggia e risuona l’ariosa coralità del sincero sentire e dell’ onesto pensare della gente comune del territorio nostrano nell’ammirare e onorare l’esemplarità di vita spirituale e di operosità cristiana incarnata da Padre Arturo D’Onofrio, Servo di Dio, per il quale è in atto il percorso della beatificazione, che lo condurrà agli onori degli altari della Chiesa cattolica. Una testimonianza d’identità che si riconosce e riflette nella geometrica e variegata configurazione del Monumento che Gli è dedicato e che sarà inaugurato mercoledì 25 luglio alle ore 17,30, nell’area di svincolo della rotatoria di Schiava di Tufino da cui si dirama, per un verso, la strada che s’impenna gradualmente e conduce a Visciano, e per l’altro verso, la lingua di strada che conduce nel sito pianeggiante su cui si distende Tufino. Un rito cerimoniale a cui parteciperanno il vescovo di Nola, Francesco Marino, l’arcivescovo Beniamino De Palma, già guida pastorale della Diocesi nolana, il sindaco della Città metropolitana di Napoli, Luigi De Magistris, il presidente della Regione-Campania, Vincenzo De Luca, i parlamentari nazionali, consiglieri regionali e sindaci dei Comuni del territorio, mentre il taglio del nastro inaugurale è affidato alle signore Rita Mariani e Natalina Marinelli.

       STORIA DELL’UOMO DI FEDE E DELLA COMUNITA’

Il Memoriale dà compiuta forma all’originalità dell’ideazione progettuale, innervata da una pregevole visione estetica, raccontando la Storia dell’uomo di grande fede, qual è stato Padre Arturo, l’ Apostolo dei giovani, nel percorrere i difficili e complessi tornanti della contemporaneità in cui si fondono la seconda parte del Novecento e il XXI secolo, come in ideale continuità con la missione di carità compiuta da San Filippo Neri nel degrado morale e sociale della Roma del ‘600 e da San Giovanni Bosco l’ispiratore e fondatore – nell’Italia dell’800- del sistema socio-formativo articolato nel modello delle “Scuole salesiane”, dedite alla diffusione delle conoscenze e all’esercizio di attività di laboratorio per l’apprendimento delle competenze nel lavoro e nelle specializzazioni tecniche, in connessione con la prospettiva dell’elevazione spirituale e umana delle persone.

 E’ l’ideazione che fa declinare la Storia collettiva e la Memoria della comunità che fanno da ancoraggio all’azione missionaria di Padre Arturo, propagatasi da Visciano in tante parti e angoli del mondo, dall’Italia all’America latina e in India. Una rappresentazione atteggiata quale “ segno urbanistico che mette in relazione il territorio e la sua Storia, e appunto come Storia di Memoria collettiva racconta i gesti della comunità. La funzione comunicativa ha due valenze: una propriamente paesaggistica e una direttamente figurativa. Il Memoriale è concepito per svolgere le sue funzioni con sintesi geometrica e narrazione visiva”.

 E’- questo- uno dei tratti della relazione illustrativa che rende esplicito il significato dell’elaborazione progettuale, con cui nel 2013 l’architetto Mina Di Nardo si aggiudicò con largo ed unanime consenso il Concorso di idee, indetto dalla civica amministrazione di Visciano, guidata dal sindaco pro tempore, Pellegrino Gambardella, e dall’ Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo , correlata con la Piccola Opera della Redenzione espressione del nucleo centrale da cui si viene irradiando la missione del Servo di Dio. Un ben strutturato Concorso progettuale funzionale sia alla costruzione del Monumento in onore del Servo di Dio, sia all’intervento di riqualificazione naturalistica del sito prescelto – in stretta collaborazione istituzionale sia con la Città metropolitana di Napoli che con il Comune di Tufino- su cui è stata allestita con il diametro di oltre 40 metri la rotatoria che fa da basamento del Memoriale. Un sito- si ricorderà- strettamente contiguo all’area della mega-discariche di Paenzano-1 e Paenzano-2 che per lunghi anni sono state il simbolo del degrado ambientale e, da un decennio almeno, sottoposte a interventi di messa in sicurezza e bonifica integrale, con la rete di recupero e riutilizzo del biogas per la pubblica illuminazione e ii consumi civili, “ospitando” l’efficiente e funzionale impianto industriale per la trito vagliatura dei rifiuti solidi urbani. Un processo di ri-naturalizzazione più che significativo, dando risposte esaustive alle lotte e alle istanze delle comunità e dei gruppi di volontariato civico operanti sul territorio.

   L’ORIGINALITA’ DEL POLITTICO IN ACCIAIO COLTEN LA REALIZZAZIONE NEGLI STABILIMENTI CANADESI DELLA METAL MARIANI

Il linguaggio del progetto scultoreo di Mina Di Nardo richiama la linearità espressiva della grande tradizione dei temi sacrali e religiosi narrati nelle pitture parietali e su quei materiali lignei che fanno da supporto agli affreschi dei polittici. E’ la linearità che si affida, però, ad un materiale del tutto insolito e certamente innovativo per la composizione di opere monumentali, qual è il duttile acciaio colten, che si presta ad una agevole manutenzione e trattato a Toronto negli stabilimenti della Metal Mariani, la grande azienda canadese di rinomanza internazionale, specializzata nella realizzazione di imponenti e artistiche installazioni civili, utilizzando proprio l’ acciaio.

 Negli stabilimenti canadesi il progetto di Mina Di Nardo ha assunto la forma estetica d’opera d’arte in lastre d’acciaio distribuite in fase ascendente con dimensioni variabili ad iniziare da un metro e mezzo d’altezza, fino a toccare l’apice di discrimine dei cinque metri, per discendere gradualmente all’altezza di un metro e mezzo; lastre traforate, che si sviluppano in sequenza- con due portali alti undici e dodici metri- in forma di fascia circolare corrispondente per oltre 30 metri al perimetro della rotatoria. E’ un lavoro di straordinaria finezza artistica e artigianale, quello eseguito con massima precisione e applicazione dalle maestranze canadesi, che consegna alle immagini disegnate dai trafori l’essenzialità delle vicende di Padre Arturo nell’impegno di solidale umanità, coinvolgendo attivamente la comunità per la realizzazione della Città mariana del territorio e delle molteplici iniziative di carità che ne sono derivate. Un racconto iconico, nel solco della tradizione artistica della religiosità popolare, ma anche e soprattutto originale, certamente al passo con i tempi veloci del mondo senza frontiere. Ma il senso dello stupore non si ferma qui.

 Il Memoriale sembra vivere e fare storia a se stante, suscitando profonda ammirazione e acute emozioni nelle ore serali e notturne, quando si illumina dall’interno dell’orbita della rotatoria con il gioco delle luci che si rincorrono, dando anima e vigore all’intero complesso circolare, che si offre ad una suggestiva e insolita lettura delle immagini disegnate dagli ingegnosi trafori. E’ davvero uno spettacolo in sé, ch’è ben più di un semplice elemento di arredo e decoro urbano, costituendo un autentico fattore di attrattiva, che fa da buon viatico, per raggiungere il Santuario dedicato alla Madonna del Carpinello che si festeggia solennemente proprio in questi giorni, a Visciano.

 Dettaglio essenziale. Alla presidenza della Metal Mariani, figura Vincenzo Mariani, manager di grande valore ed esperienza, emigrato negli anni ’80 in Canada, dove si è affermato per le capacità di lavoro e le qualità personali d’imprenditore accorto e dinamico. Vincenzo Mariani è stato uno dei tanti allievi formatosi alle lezione di vita e di amore per il prossimo di Padre Arturo e sostiene da sempre tutte le iniziative della Congregazione delle Missioni della Divina Redenzione, la filiazione della Piccola Opera della Redenzione.