BIG BANG
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Pubblicato il: 14 Agosto 2019

Allegri, Di Francesco, Gattuso, Sassuolo, Pisa: dalla C alla A Masucci non tramonta mai…

L’ennesima soddisfazione di una gratificante carriera. Per Gaetano Masucci le gioie sportive sono senza fine. A trentacinque anni il centravanti di Baiano continua ad essere decisivo. La sua professionalità paga. Ancora una volta. E se il Pisa si gode oggi la promozione in serie B, parte dei meriti vanno condivisi proprio con uno dei suoi migliori calciatori. Che al cospetto della carta d’identità e della sfortuna che ne ha perseguitato le fasi cruciali della sua carriera, non sembra voler proprio avere intenzione di smettere o di arrendersi. Gaetano Masucci è un lottatore nato, non alza mai bandiera bianca e quando è costretto a stare fuori lo fa a malapena. Uno che sul rettangolo di gioco, come dimostrato nel corso degli anni, non si tira mai indietro. Sempre pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Un esempio di professionalità rara da trovare in giro. Anche fuori dal campo. Soprattutto nell’era del calcio dei social dove proprio Masucci ha deciso di non mettere su profili per mantenere il suo stile di riservato e di professionista esemplare.

Gaetano Masucci andò via da casa presto, molto presto. Aveva poco più di dieci anni quando il Torino fece le carte false per portarlo via da Baiano. Masucci accettò e in Piemonte svolse tutta la trafila del settore giovanile: una vera e propria palestra di vita contrassegnata anche dalla partecipazione al Torneo di Viareggio (la più importante vetrina internazionale di calcio giovanile). Un vero peccato i primi, poi divenuti “soliti”, fastidi muscolari che ne hanno pregiudicato un decollo vero e proprio ad alti livelli. La sua voglia di non alzare mai bandiera bianca, con profilo sempre basso, gli hanno permesso sempre di ripartire. Terminata la “formazione” per Masucci arriva il momento del passaggio con i pro che coincide con il trasferimento al Sassuolo. Qui comincia una lunga luna di miele con due promozioni dalla serie C alla serie A. La tappa più importante della crescita professionale di Masucci è qui, in Emilia, alla corte del patron Squinzi. Al suo debutto Masucci lascia subito il segno. E’ il 3 settembre 2006 quando entra a venti minuti dalla fine e segna la rete del decisivo tre a due contro i grigio rossi. Ad allenare Masucci al Sassuolo si alternano diversi allenatori, ma è con un certo Massimiliano Allegri che nella stagione 2007 – 2008 che arriva il primo exploit. Masucci ottiene il salto di categoria contribuendo alla promozione con nove reti. La sua luna di miele con il Sassuolo si interrompe per pochi mesi nel 2011 (prestito al Frosinone). Nella stagione seguente riparte ancora dall’Emilia dove il Sassuolo perde i play off contro la Sampdoria; ma nella stagione successiva (2012 – 2013) arriva l’apoteosi della promozione in serie A. Masucci è uno dei pilastri dello spogliatoio di Di Francesco e diventa un punto di riferimento nella massima serie. Nell’agosto successivo, scherzi del destino, debutta in serie A proprio contro il Torino. Il 3 novembre 2013 arriva un giorno storico per il Mandamento Baianese. Al “Ferraris” di Genova arriva il primo scontro tra due calciatori mandamentali in serie A. Da una parte Masucci nel Sassuolo, dall’altra Roberto Soriano con la Sampdoria.

I neroverdi si salvano con una giornata di anticipo, ma è proprio nell’ultimo turno di campionato che risalta, per chi ne avesse ancora dubbi o bisogno, un nuovo esempio di grande professionalità di Masucci. Contro il Milan, nei minuti finali (rossoneri in vantaggio due a zero) i suoi guadagnano un calcio di rigore. Il calciatore di Baiano avrebbe l’opportunità di calciarlo per diventare, dopo Giorgio Rubino, il secondo atleta ad andare in rete con la stessa maglia in tutte le categorie professionistiche. Masucci, che nella carriera nessuno gli ha regalato nulla, preferisce non battere la massima punizione lasciando a Simone Zaza l’incombenza. Nonostante i soliti fastidi fisici che ne ostruiscono la continuità per potersi affermare a grandi livelli, il Sassuolo conferma Masucci, ma il calciatore vuole nuove sfide per mettersi in discussione con maggiore continuità. Di qui nasce la sfida, la nuova, ancora con il Frosinone. La seconda esperienza in ciociaria dura pochi mesi; Masucci fa le valigie ed approda all’Entella. In un anno e mezzo diventa uno dei punti di riferimento dei Liguri con cui il 14 maggio 2016 va in gol anche contro il suo Avellino.

L’anno successivo accetta la scommessa del Pisa alla corte di Rino Gattuso. Masucci in poco più di due anni diventa uno degli idoli della tifoseria dell’Arena Garibaldi. Dopo la retrocessione dalla B alla C decide di restare. Lo scorso anno resta anche dopo la delusione dell’eliminazione dei play off. E lo affermò anche in un’intervista a Mandamento Notizie pubblicata l’8 luglio. Quelle dichiarazioni di Masucci non passarono inosservate, fecero eco, e giunsero fino alla scrivania della società pisana che decise di sanzionare il calciatore per aver violato i regolamenti interni. Tornano al calcio giocato domenica scorsa la giusta ricompensa ai tanti sacrifici effettuati. Con un gol che rimarrà nella storia.

Oltre al Sassuolo (con cui ha collezionato 195 presenze) è il Pisa la sua seconda squadra con più militanza. A Trieste, domenica sera, ha toccato le 98 presenze. Ai neroazzurri è legato da un contratto in scadenza il 30 giugno 2020. Oggi è diventato, anche con il gol promozione, uno dei calciatori più invidiati della categoria pronto a restare nella storia del club. Masucci con ogni probabilità resterà in Toscana anche il prossimo anno. Nella cadetteria non è destinato a sfigurare affatto: si ritaglierà e meriterà inevitabilmente il suo spazio, ma soprattutto sarà una chioccia all’interno dello spogliatoio. Le 231 presenze in serie B, fino ad oggi, ne fanno uno dei calciatori con esperienza da vendere nell’intero panorama calcistico. 126, invece, sono fin qui le presenze in serie C. Nel mezzo una carta d’identità (classe 1984) che non sembra affatto rappresentare un problema. E il Baiano, la società di calcio del suo paese, dovrà ancora aspettare il momento per riabbracciare il suo figliol prodigo che si è dichiarato disponibile a chiudere la carriera al “Bellofatto”. Questo momento, amici, è ancora lontano…