BIG BANG
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Pubblicato il: 5 Novembre 2019

AVELLA. 1900: quando il “Livia Colonna” era “solo” un immenso bosco

di Nicola Montanile

Il giardino “Livia Colonna”, alle spalle del Palazzo Baronale, è stato sempre, al centro dell’attenzione sia perchè di stile vanvitelliano sia per il suo fascino e mistero quando al centro vi era un magnifico Platano, che 15 persone in cerchio non riuscivano ad abbracciare e la sua presenza risaliva già, intorno al ‘700, ed inoltre, curato dal Domenico il giardiniere, aveva vialetti di mortelle e aiuole piene di zinne e di ortensie.

Questi motivi, sopra elencati, hannno obliato il ricordo dell’immenso bosco, da un moggio del quale, venne ambientato il dono d’amore che Ferdinando Alvarez de Toledo Conte di Caltabellotta fece alla sua amata moglie Livia, in alcuni testi, col nome di Lida (Lidia).

Prima di accedervi, nella corte, vi erano rampicanti e ogni varietà di fiori, tra cui spiccavano i glicini, chiamati ” ‘A manella ‘e cristu”.

A menzionarlo, per primo, fu, l’ing. Felice Ippolito, progettista, nel 1917, della costruzione dell’Edificio Scolastico, in Piazzetta Convento, in un punto della sua relazione, in cui si legge ” Ubicazione dell’Edificio:La scelta del sito contrattato ed approvato da apposita commissione scolastica, tecnica e sanitaria della Provincia, rispondeva a tutte le qualità richieste. A parte che il terreno è di proprietà del Comune perché destinato appunto a tale scopo quando l’Amministrazione lo ha stralciato dalla parte del Convento con le sue adiacenze, il suolo come si scorge dalla pianta dell’abitato è situato nel centro del paese, ma al tempo stesso dove l’abitato è più diradato e dove non sarà mai possibile un’agglomeramenti, di fabbricati per la presenza del grande parco di Casa Colonna. Il suolo infatti è circondato dal lato orientale dal Convento coi suoi terreni, dal lato settentrionale dalla larga Via Corso Vittorio Emanuele, dal lato occidentale dalla Via Cardinale d’Avanzo e da quello meridionale dalla Via Filippo Vittoria e verso queste due ultime vie l’area destinata al costruendo edificio è rialzata in media di circa metri 2.00 sul piano stradale.Tale posizione rende quel sito non solo asciuttissimo ma anche riparato nei suoi lati migliori dai venti dominanti che sono quelli di tramontana ed al tempo stesso permette di potere, come diremo in seguito, disporre il fabbricato nel modo più razionale da tutti i punti di vista“.

Ecco, la succinta e minuziosa descrizione che ne fa la scrittrice, Isa Napolitano, nel suo testo: “Oltre il giardino si estendeva un incantevole boschetto. Addentrandosi si potevano ammirare alberi di alto fusto: pini, abeti, frassini, pioppi, platani, querce, tigli. Un fogliame fittissimo gettava la propria ombra su un sottobosco di felci, capelvenere, pungitopo, ciclamini, violette e, secodo le stagioni, numerose altre pianticella di erba medica, gigli selvatici e margherite……Quel giorno il conte era di ottimo umore. Gli avevano portato con il Van un bel cavallo marrone  dorato, con una stella bianca in fronte. Lui subito indossò gli stivaloni e prese un frustino, volle far un giro per il boschetto anche senza sella…“.

in effetti, nella cartina redatta, nella data su indicata, “Pianta dell’Abitato del Comune di “Avella – Scala 1.2000 – Edificio Scolastico di Avella“, si evince che il giardino era racchiuso tra via Carmignani (dove vi era il vigneto della Duchessa di Presenzano, Maria Consuelo o della Consolazione meglio conosciuta come “Bebuzza”, la quale era l’effettiva proprietaria del Palazzo) che arrivava fino al non l’ancor Largo Cattaneo, P.zza Municipio (ovvero la piazzetta Colonna, dove vi sono i due portoni di entrata, tratto basso di Corso Vittorio Emanuele), via Cardinale Bartolomeo D’Avanzo fino all’inesistente via S. Vincenzo Pallotti, dove, per il passato, sussisteva un grande portone, attravero il quale vi accedevano persone, con vari compiiti quotidiani, mentre bosco e  giardino terminavano, proprio ove è ubicata la stradina via Giardino”, storpiato in “Iardino”, per un errore di copiatura, fatto nel Registro dello Stato Civile.

Insomma, per ritornare al discorso circa il parco, c’è da evidenziare che la suddetta Piazza Municipio era, tutta sterrata, compresa via Roma, chiamata, prima dell’avvento del fascismo, via Immacolata Concezione, via San Giovanni e Largo e questo lo conferma – pubblicato sul nostro network, in data 19 gennaio 2015 – Avella: Lavori al giardino del Palazzo Ducale: non soltanto il secolare Platano“, in cui si riporta, a proposito di un residente “Piazza…abita nella località detto lo Platano“, anno 1754.

Un ultima annotazione, riguarda quella che veniva definita, via delle Pigne (Pini) che poteva essere tratto dell’attuale Via Filippo Vittoria, per la presenza di quest’albero nel giardino dei Frati Minori Osservanti, la quale dava su quella di via Cardinale D’Avanzo, dove si estendeva il Bosco, perchè vi erano anche quì, i sopramenzionati.

Si ricorda, altresì, che il giardino attuale si avvale anche di un altra entrata e precisamente quella da via Cardinale D’Avanzo, con indicazione “Livia Colonna (Principessa)”.

(Fototeca Nicola Montanile: Pianta dell’abitato di Avella nel 1917; il giardino in nero e a  fianco lo spazio vuoto, a testimiana che l’edificio scolastico non c’era ancora).