BIG BANG
BIG BANG

Pubblicato il: 22 Gennaio 2021

AVELLA ’21. Cacace: “Il paese vuole cambiare. Il nostro un percorso coerente”

C’è una parte di paese che non è contenta della gestione degli ultimi cinque anni. Non mi sorprende che più cittadini decidano di uscire allo scoperto e manifestare la loro voglia di cambiamento”. Chiara Cacace guiderà quello che definisce “il percorso di discontinuità rispetto all’attuale gestione del potere avellano”. La consigliera comunale uscente, insieme alla squadra di Cambia Avella, rinnoverà il programma civico anche nel 2021. “Vogliamo coinvolgere e soprattutto ascoltare, senza perdere di vista il percorso di coerenza che ci ha sempre visti per protagonisti”, puntualizza l’esponente politica locale. Le idee per il futuro sembrano essere ben chiare: “Abbiamo la necessità di invertire la rotta, puntando su una serie di priorità. La prima è quella di equilibrare l’economia del paese dopo la forbice troppo ampia che si è creata nell’ultimo quinquennio. Nel 2016 i cittadini di Avella hanno riposto la fiducia in un percorso all’insegna della quantità e della qualità, con la speranza di invertire la rotta. Invece la fotografia del tessuto urbano non è mutata. Le strade sporche rappresentano la più totale conferma della mancata azione in un paese dove il problema dell’operatività resta evidente. Mancano i fondamentali per il rispetto dell’ambiente e per la gestione della res pubblica. C’era un problema legato ai collocamenti a riposo da rimpiazzare con nuove procedure di selezione. Il comune, indipendentemente dal Covid-19, si è fatto cogliere impreparato al punto che ha dovuto richiamare i dipendenti finiti in pensione a prestare nuovamente le attività professionali”. La questione dei vigili urbani resta attenzionata. “Non è possibile che in un paese di oltre 8mila abitanti ci sia solo un agente in servizio. È incomprensibile che quest’ultimo deve svolgere mansioni su tutto il territorio nonostante le tante mansioni da espletare”, prosegue la Cacace.

Capitolo tributi. “Non è mai stata messa in atto una politica che puntasse ad un abbassamento della pressione discale non solo per i commercianti e i piccoli artigianati, ma anche per le utenze domestiche”.

Infine un passaggio sul turismo. “Ho insistito a lungo sulla necessità di creare infrastrutture, portare i turisti all’interno del paese, nelle piazze. C’era bisogno di un coinvolgimento diverso. Gli obiettivi delle associazioni e del Siat sono condivisibile nella forma, ma nella sostanza cosa hanno prodotto?”.