BIG BANG
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Pubblicato il: 3 Maggio 2021

AVELLA. Centro Studi all’attacco: “C’è una libreria, ma la biblioteca?

Centro Studi per Avella all’attacco. Il gruppo civico esce allo scoperto con un manifesto pubblico riguardante la situazione della biblioteca comunale. “Cultura e Dintorni – Avella in Minicomica” è il titolo del documento reso pubblico nella giornata di domenica.

“Curiosità ha suscitato l’inaugurazione della libreria Mondadori nonostante i danni che l’emergenza Coronavirus porta con sé. Un raggio di luce in un cielo nebuloso. Appresa la notizia non abbiamo potuto non ricordarci della biblioteca comunale, “Ignazio D’Anna,” la quale fu fortemente voluta dall’allora medico e Sindaco di Avella Dott. Biancardi Domenico (tanto teneva alla suddetta, spesse volte in sede di consiglio comunale nel bilancio lo stesso pretendeva importanti voci di spesa) e  gestita da una commissione di rappresentanti dei partiti di maggioranza e di opposizione dell’epoca, operando incessantemente sul territorio in modo ufficioso dal 1980 con sede fisica in via Filippo Vittoria, è ufficiale a partire dall’anno 1988. In seguito all’acquisto del Palazzo Fazio ad opera dell’allora Sindaco di Avella Gennaro Pecchia venne inaugurata nell’anno 1998 la nuova sede in pieno centro cittadino in Corso Vittorio Emanuele alla presenza degli On. Arturo Iannaccone e Franco D’Ercole, i presidi delle scuole locali, amministratori, autorità militari e ecclesiastiche. Struttura frequentatissima da ricercatori ed universitari, tanto che si avvaleva di molte tesi di lauree di argomenti vari e generali, ma soprattutto riguardanti il comprensorio avellano –baianese, l’Hinterland avellinese e Napoletano. La biblioteca ha in dote diecimila testi frutto di donazioni di personalità avellane, quotidiani nazionali regionali provinciali e locali vere e proprie emeroteche, senza contare i documenti riguardanti lo Stato Civile e l’Anagrafe.  Riferimenti culturali degni di nota sono anche i registri di Stato Civile e dell’Anagrafe. Sono tesori ricchi di informazioni sul nostro passato e pertanto meriterebbero grande cura purtroppo non sempre garantita ma lasciati ai malanni del tempo e dell’incuria. Premesso ciò ci si chiede come mai fermo restando che l’iniziativa dell’apertura di una libreria sia molto importante solo se si dà una valenza ai libri universitari considerando che il cartaceo per il momento ha fatto il suo tempo ma sicuramente, per il concetto del corso e ricorso della storia ritornerà utile, come mai si parla di museo sviluppo turistico e archeologico – biblioteca virtuale non si sa che fine abbiano fatto la stessa biblioteca  con il materiale e soprattutto con i libri del fondo Alvarez de Toledo che potrebbero essere inseriti in un’ala del palazzo. In conclusione con la nostra sincera opinione si pone anche il quesito della non curanza anzi disinteresse di tutte le associazioni operanti sul nostro territorio e ancor più grave è che nel corso degli anni dai palchi dei pubblici comizi in occasione delle elezioni comunali e nelle programmazioni dei partiti non si è mai parlato della biblioteca comunale e questo vale anche per le opposizioni attuali e passate.”