BIG BANG
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Pubblicato il: 20 Luglio 2014

AVELLA. Presentato il volume “La Nobile Arte di Misurarsi La Palla”. FOTO

Grandissimo successo per la presentazione del libro di Amleto De Silva “La nobile arte di misurarsi la palla” tenutasi ieri sera ad Avella; l’evento, organizzato dal Movimento Cittadinanza Attiva Abella in collaborazione con il Caffè Gelateria Pasquino di Carmine Guerriero, diventato oramai classico luogo per appuntamenti letterari dell’Associazione, ha infatti riscosso un notevole riscontro di pubblico accorso numeroso per assistere a quella che poi si è rivelata una chiacchierata cordiale ed amichevole con l’autore.

Abbigliamento casual, braccia ricoperte di tatuaggi e piercing all’orecchio destro, sigaretta perennemente tra le labbra e bicchiere in mano, barba incolta: antitesi per eccellenza dello scrittore classico così come descritto nell’immaginario collettivo, Amleto De Silva ha deliziato la platea non solo illustrando a grandi linee la trama e le finalità della propria opera  ma soprattutto raccontando aneddoti della sua vita che hanno suscitato notevole interesse ed ilarità; una presentazione atipica dunque, avulsa dai tradizionali canoni (con un personaggio del genere non poteva essere altrimenti), che si è snocciolata tra un aperitivo ed una battuta coinvolgendo nella discussione lo spettatore.

Durante la presentazione, alla quale ha partecipato anche l’altrettanto noto scrittore Marco Ciriello, De Silva ha voluto illustrare il funzionamento dell’industria editoriale italiana e le modalità attraverso le quali vengono scelte le opere da pubblicare sottolineando la continua involuzione della letteratura italiana, che produce libri sempre più scadenti e commerciali: non a caso, infatti, i maggiori best-sellers sono soltanto l’apoteosi della banalità unita ad una tecnica di scrittura praticamente inesistente.

Romanzo di rottura che si scaglia contro l’establishment delle case editrici e degli scrittori interessati esclusivamente al numero di copie vendute piuttosto che alla qualità, “La nobile arte di misurarsi la palla” non ha, come dice l’autore, la pretesa di insegnare alla gente come si vive eppure tocca profondamente le corde emotive del lettore perché lo immerge totalmente nella vicenda del protagonista principale il quale, nonostante tutto, cerca disperatamente di realizzare il proprio sogno di diventare scrittore; sarà proprio questa rincorsa sfrenata al miraggio che catapulterà Enea in una realtà totalmente diversa da quella che si aspettava, che lo costringerà persino ad accettare compromessi ritenuti impensabili restando comunque con un palmo di naso. Alla fine, tuttavia, ogni peripezia corrisponderà ad un piccolo pezzo di un grande puzzle che, una volta incastonatosi con gli altri, rivelerà il messaggio essenziale del libro: la bellezza della scrittura e la speranza di poter cambiare lo stato delle cose scrivendo non per vendere copie ma anche soltanto per se stessi.

Il Presidente del MCA Abella Ernesto Sasso afferma soddisfatto: “Qualora ce ne fosse stato bisogno, abbiamo ancora una volta dato dimostrazione che gli eventi culturali, che sono le fondamenta della nostra Associazione, non solo riscuotono un enorme successo ma riescono a coinvolgere in maniera attiva gli avellani; ieri sera al termine della presentazione parecchie persone hanno voluto porre domande all’autore intrattenendosi con lui non soltanto per farsi autografare il libro ma soprattutto per porgli delle domande: è un segno inequivocabile che in paese ci sono per fortuna ancora persone affamate di cultura (espressa in una qualsiasi delle sue forme quali libri, opere teatrali, fotografiche ecc.) che hanno bisogno di essere stimolate ed alle quali bisogna offrire la possibilità di soddisfare le proprie esigenze. In programma, dopo la normale pausa di agosto, abbiamo altre iniziative simili alle quali inviteremo autori di fama nazionale e, posso già anticiparlo, ci sarà il ritorno di Amleto De Silva che verrà a parlarci del suo nuovo libro; a tale proposito mi preme ringraziare personalmente l’autore che ha dimostrato grande disponibilità ed affabilità rivelandosi una persona realmente alla mano a cui piace stare tra la gente, il Caffè Pasquino che come sempre con grande piacere ospita le nostre iniziative letterarie e i ragazzi dell’Associazione, tra tutti Pellegrino Palmieri, che ha curato in prima persona la realizzazione dell’evento”.

La trama.

Vi è, nell’irriverente satira di De Silva, una riconoscibilissima vena bianciardiana che sin dalle prime righe porta il lettore ad affezionarsi al libro, spronandolo a divorare una dopo l’altra le pagine che lo porteranno a scoprire fatti e persone distinte ma al contempo sovrapposte, per giungere poi ad un finale inaspettato che, al culmine della vicenda, riesce a riportare il sorriso e forse restituisce a coloro che si sono avventurati nel racconto, aggrovigliandosi le interiora per le vicende di cui è vittima il protagonista principale, una seppure esile speranza.
“La nobile arte di misurarsi la palla” è un romanzo di rottura, un’opera di denuncia e contrapposizione ad un establishment pseudo-culturale (cui anche lo scrittore, in quanto tale, a suo modo inevitabilmente appartiene) che ha costruito un sistema basato per la maggior parte sulla falsità: finti intellettuali ed eruditi ignoranti non solo rivestono nell’industria editoriale ruoli di prim’ordine ottenuti verosimilmente attraverso canali che non comprendono la meritocrazia ma soprattutto costituiscono le basi del mondo letterario che, lungi dall’essere quel paradiso che tutti immaginano, si rivela becero ed ossidato proprio per colpa di queste figure che lo gestiscono.
Enea, il protagonista del romanzo, è un fallito, un uomo senza futuro che prova a restare attaccato al suo unico sogno: diventare scrittore; egli non anela a diventare l’eroe destinato a salvare il mondo ma cerca soltanto di sopravvivere attraverso l’unico elemento in grado di regalargli un minimo di gratificazione, la scrittura appunto.
Si iscrive ad una Scuola vedendo in essa l’unica alternativa possibile e forte è l’impatto quando, con il passare dei giorni, scopre che l’unica cosa che conta nel panorama letterario italiano non è la qualità dei libri ma la quantità di copie vendute; lui, fermo sostenitore della Cultura, si ritrova basito ad affrontare una realtà che nemmeno lontanamente immaginava e resta sconcertato nel constatare che autori, editori e librerie sono mossi soltanto dallo stimolo di produrre opere commerciali, magari che siano una il plagio dell’altra ma che producano soldi.
Pur convinto della necessità di conservare la “verginità personale”, sceglie consapevolmente di accettare un compromesso e snaturare il suo lavoro quando gli viene paventata la possibilità di pubblicare proprio perché troppo legato ad un sogno che vuole realizzare a tutti i costi: alla fine, però, non tutto andrà come previsto e, tra colpi di scena e risvolti a tratti tragicomici, Enea si renderà conto di dover fare scelte dolorose che gli cambieranno la vita.
Amleto De Silva non vuole traboccare nell’utopia con questo suo romanzo, vuole soltanto lasciare intendere che c’è ancora la possibilità di cambiare le cose e che bisogna fare almeno ancora un tentativo in tal senso.
Soprattutto però, questo libro è un invito a scrivere per la bellezza della scrittura e non per le royalties, a scrivere anche solo per se stessi ed imparare a farselo bastare.

“La nobile arte di misurarsi la palla”, di Amleto De Silva, Round Midnight Edizioni, € 12.00, acquistabile presso MCA Abella e Il Pasquino.