BIG BANG
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Pubblicato il: 8 Ottobre 2020

AVELLA. Quando lo “Sporting Santa Candida” nel 1984 partecipò al “Felice Pecchia”

di Nicola Montanile

Non tutti sanno, per la verità, che il primo tentativo di calcetto, con la  proverbiale “arte di arrangiarsi”, fu fatto da un gruppo di volenterosi ragazzi, nel vecchio campo sportivo “Paolo Sperandeo”, già picchettato. Vinse la compagine dello Sporting S. Candida, con allenatore Antonio Longobardi e presidente Pasquale Guerriero. Venne battuto, in finale, per 9 a 0, il S. Giovanni:  i protagonisti: S. Maietta, A. Guerriero, F. Guerriero, M. D’Avella, G. Guerriero, E. Napolitano.

Entusiasti, per il traguardo raggiunto, non potevano far a meno di  partecipare alla Prima Edizione, 1984, del “Felice Pecchia“, torneo di Calcetto, manifestazione, che ha determinato un altro tassello della nostra esistenza sia per il successo ottenuto sia il richiamo ed il forte coinvolgimento anche di altri giovani e cittadini mandamentali.

I “santacandidini”, si presentarono in maglia rossonera e pantaloncini bianchi con questi ragazzi, la maggior parte del quartire omonimo e di Casa Lombardi, Madonna delle Case Nove, Cortalupini e per di più, alcuni imparentati tra di loro: i fratelli Antonio e Sabato Longobardi; Giuseppe Guerriero, Bartolomeo Prisco, Giuseppe Palma, Mario D’Avella, Antonio Maietta, Pellegrino D’Avanzo, Dirigente, Pasquale Guerriero, fratello di Giuseppe, accompagnatore Domenico Caruso.

Il eam venne incluso nel Girone B, insieme a “Macelleria Santoro”, ” ‘A Chiazza”, “Officina del mastro”, “Falchi”, e a dire il vero, il cammino non fu esaltante, poichè chiusero, racimolando un sol punto, ultimi in classica unitamente ai “Falchi”.

I quartieri su menzionati vissero momenti spensierati, e, nel periodo della kermesse, i suoi domicilianti si riversarono in massa a Largo San Giovanni per incitare i propri beniamini, a cui faceva seguito, al termine di tutte le partite, lunghe passeggiate di ritorno, accompagnate da urla, commenti e scambi di opinioni.

Nel secondo anno, 1985, gli “sportinghini”, cari alla cartaginese, forse, perchè le chiesero grazie, furono più spumeggianti e folkloristici, sempre nel girone B, ma con la solita “Gescal”, “Officina Vitale”, “Edil Clanio” e la nuova “I Boston Red Sox” e con Antonio Pecchia, familiarmente detto ” ‘A Pecora”, in riferimento alla grande ed importante attività economica, la Pastorizia (vedere, in questione il pezzo su mandamentonotizia) che ha svolto, negli anni, la sua onorata famiglia.

Teatro di contesa rimane ancora, lo spiazzo antistante la Parrocchia di Santa Marina, dove per, l’occasione vengono costruiti spalti in legno, dalla parte della seconda entrata della chiesa e lungo il lato a partire dal campanile fino all’imbocco di via Roma e si interessò di tutto questo la ditta di Liberato Albanese ed, inoltre, prima della partita ufficiale, veniva celebrata una Santa Messa a cui parteciparono tutti gli atleti ed i familiari del compianto Felice. 

I tifosi e gli sportivi al di la e al di qua del fiume, hannno fiducia della loro compagine, per nuovi validi acquisti – il calcio mercato avveniva nel salone del simpatico Felice Caruso- con Maglia Bianca a striscie piccole Verdi con scritta “Edil Valente”, Pantaloncini Neri.

Questi i calciatori: Franco Fiore (ex Golden Boys, 1984, vincitore del torneo); Vito Pecchia (ex Warrios 84); Sabato e Antonio Longobardi (Riconfermati); Antonio Maietta (Riconfermato); Mario D’Avella (Riconfermato); Antonio Pecchia (Nuovo); Luigi La Montagna (Nuovo); Domenico Falco ((Nuovo); Giovanni Gaglione (Nuovo), Angelo Valente (Presidente), Gennaro D’Avanzo (Allenatore), Franco La Montagna (Accompagnatore).

La squadra ripresente alcuni parenti e ne include altri, ma i più rimangono sempre quelli del “Ciummo” e qualcuno di altro quartiere, ma si delinea, quello che già è successo l’anno prima: innamoramento ed amore, sposi e famiglia felice, con figli che assisteranno alle altre edizioni del calcetto .

Questa, in breve ed in nostalgia, la storia di un gruppo di persone, che, nei primi dieci anni, hanno vissuto il calcetto, che gli permetteva di stare uniti, di ritrovarsi, per sconfiggere la monotonia  del paese e forse, in virtù di questa ipotesi e  considerazione che hanno deciso di iscriversi al campionato di Calcio di Terza Categoria, per cui non resta che farci i dovuti “In bocca al lupo” e la recondita speranza che il loro esempio faccia risvegliare i cuori degli amanti del calcetto, per un ritorno al passato che resta, però, sempre presente nei cuori e nelle menti di chi ha avuto fortuna di essere investito dal magico “FELICE PECCHIA”.     

(Fototeca Nicola Montanile: Alcune squadre che hanno vinto la competizione nei primi dieci anni)



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