BIG BANG
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Pubblicato il: 3 Giugno 2019

AVELLINO. Dal fallimento al tetto d’Italia: la stagione straordinaria dei lupi

di Francesco Alfonso Barlotti

La ciliegina sulla torta è arrivata. Fa strano dirlo, ma l’Avellino è realmente Campione d’Italia di Serie D. La formazione di Bucaro fa due sue due, dopo aver eguagliato la promozione in Serie in seguito alla vittoria contro il Lanusei sul neutro di Rieti.

Una stagione sofferta e vissuta con le mille ansie e paure. L’angoscia di non poter portare ad Avellino il calcio professionistico e di rimanere un altro anno fra i Dilettanti. Così non è stato. Una stagione da incorniciare per il primo anno di gestione Sidigas. La partenza in ritardo rispetto alle altre formazioni di Serie D. I -10 punti dal Lanusei. La svolta di Cassino. Le 15 vittorie consecutive (considerando spareggio e le ultime della Poule Scudetto). La promozione in C e dulcis in fundo il tricolore.

Tutti questi fattori hanno permesso finalmente di far svoltare la stagione verso il lato giusto, che poteva rilevarsi “fallimentare“, se non “disastrosa“. Dalla scelta inadatta di Archimede Graziani, al tesseramento sbagliato di Luis Alfageme e alla sconfitta cruciale di Cassino hanno dato forma finalmente ad una macchina da guerra perfetta, che non poteva più sbagliare. Si impara dai propri errori per diventare grandi. E l’Avellino l’ha fatto da vera e propria corazzata.

Per il prossimo anno non saranno più tollerati errori, perché la piazza di Avellino è esigente e lo si è visto durante questa strana, ma emozionante stagione. Confermate senza indugi Giovanni Bucaro e Cinelli. Date fiducia ancora a Carlo Musa. Cara società, non fate gli stessi errori fatti da Taccone & Co.

Ci avevate dati per morti, ma ci avete resi immortali. Siamo tornati fra i grandi e lo abbiamo dimostrato ancora di più con lo Scudetto. Grazie ragazzi.