BIG BANG
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Pubblicato il: 9 Luglio 2019

AVELLINO. La Sidigas non trova pace: sequestrati i beni di proprietà e De Cesare indagato

Piove sul bagnato in casa Sidigas. A meno di tre giorni dalla discussione dell’istanza di fallimento per l’azienda partenopea presentata dalla Procura di Avellino, nella giornata di oggi il procuratore Vincenzo D’Onofrio ha firmato un decreto per il sequestro preventivo di oltre 100.000 milioni di euro alla figura di Gianandrea De Cesare e a tutte le aziende facenti capo all’ingegnere.

I reati contestati all’ingegnere napoletano sono false in comunicazioni sociali, omesso versamento di Iva, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e auto riciclaggio. L’inchiesta ha preso avvio, in seguito alla segnalazione del giudice del Tribunale di Avellino, poiché era in corso una procedura di esecuzione immobiliare tra Eni e la Sidigas.

La perizia giurata ha accertato un patrimonio assolutamente insufficiente a farvi fronte: oltre all’assenza di liquidità, il patrimonio immobiliare della debitrice ammonta infatti ad appena 200.000 € o poco più. La Guardia di Finanza ha provveduto anche alla ricostruzione di tutti i movimenti societari e dei diretti responsabili.

Secondo sempre la magistratura e gli accurati accertamenti, la Sidigas avrebbe presentato numerosi anomalie di gestione, tanto da concludere: “il gruppo Sidigas ha scelto due numerosi anni di finanziarsi mediante il sistematico omesso versamento dei debiti tributari periodicamente liquidati e dichiarati dal gruppo stesso e afferenti accertamenti di buttare degli Uffici o imposte”.

L’Avellino Calcio e la Scandone, di proprietà Sidigas, sarebbero state “mezzi di distrazione” , in quanto parte delle somme venivano immesse nel patrimonio di proprietà di De Cesare.