BIG BANG
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Pubblicato il: 7 Aprile 2020

BAIANESE. Il “Salame” e il Covid-19: un nuovo duro colpo all’eccellenza territoriale

Una crisi nella crisi. Un nuovo duro colpo per uno dei prodotti tipici del territorio mandamentale. Oltre alle già preannunciate difficoltà che potrebbero investire il settore della nocciola (che impegna stagionalmente migliaia di cittadini e diverse aziende specializzate della zona) gli effetti inversi del Covid-19 travolgono, con effetto immediato, anche la produzione del “Salame” di Mugnano del Cardinale. Il prodotto tipico del territorio si prepara ad affrontare un nuovo duro contraccolpo. I consumi al ribasso mostreranno le loro ripercussioni sul futuro delle poche aziende che resistono nella lavorazione e produzione. Tra qualche giorno sarà tempo di tirare i conti alla fase lavorativa mirata alle attività pasquali e già con netto anticipo è possibile anticipare che i conti difficilmente torneranno…

Lo stop alle attività nel mese di marzo, nel pieno dei preparativi pasquali, quando, da tradizione, soprattutto nel centro sud nel corso dei giorni festivi in arrivo non mancherà il “Salame di Mugnano” a tavola, ha praticamente messo in ginocchio il comparto. Alcuni quantitativi sono stati bloccati, alle aziende sono giunte numerose disdette di precedenti ordini effettuati. Gli effetti del blocco alle attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso sono già prevedibili. Quella vendita pasquale che da decenni ha rappresentato un traino per le economie degli imprenditori del settore e del numero di lavoratori impegnati (al pari delle attività natalizie) subirà una considerevole flessione. Secondo una prima stima, rispetto all’anno scorso, il calo delle vendite è stimato intorno 75% . Una riduzione drastica legata, inevitabilmente, alle difficoltà cui si fanno fronte nel particolare periodo. L’emergenza Coronavirus, il conseguente blocco delle attività lavorative, e nella maggior parte dei casi il ricorso a sussidi di natura economica prettamente al di sotto della soglia minima salariale, sta portando le famiglie a fare i conti con una realtà piuttosto insolita. La maggior parte dei nuclei, specie al sud, viste le ristrettezze economiche, si concede in questo periodo (e, viste le prime analisi, anche a Pasqua) solamente beni di prima necessità. Per Pasqua, insomma, la tradizione potrebbe essere accantonata al punto da negare, visti gli studi del settore, la possibilità agli imprenditori di vedere salvare il salvabile, ovvero di registrare un minimo trend al rialzo relativo alla vendita del quantitativo precedentemente immesso nel mercato.

Per gli opifici di Mugnano del Cardinale e del Mandamento Baianese, dunque, ecco un nuovo periodo piuttosto complicato all’orizzonte. Da anni le aziende impegnate nel settore fanno i conti con una situazione al limite dell’impossibile. Tra sacrifici vari si è riuscito ad andare avanti. Ma il colpo dell’ultimo mese rischia di diventare un peso difficile da smaltire nel breve e medio periodo. Aiuti mirati e concreti al settore non ce ne saranno; le aziende mugnanesi inquadrate nell’insieme generale da Stato e Regione, si dovranno accontentare solo degli incentivi generalizzati appositamente previsti. Una misura, insomma, che potrebbe presentarsi inadeguata per quella che è stata ed è la portata del prodotto tipico mandamentale che nel futuro prossimo potrebbe scontrarsi, ipotesi anche questa da non accantonare, con un’eventuale svalutazione del prodotto.

Un ruolo di primaria importanza, infine, potrebbe essere chiamato a ricoprirlo l’ente comune. Toccherà anche a piazza Umberto I provare a trovare azioni di supporto per evitare un nuovo “attacco” alla lunga storia della tradizione mugnanese…