BIG BANG
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Pubblicato il: 20 Luglio 2022

BAIANESE. L’emergenza idrica e il nuovo pozzo: la verità. Ora o mai più…

Emergenza idrica, la popolazione di Mugnano del Cardinale, Quadrelle e Sirignano torna a convivere con l’annosa criticità che tiene banco da circa un decennio. Il primo avviso relativo alla turnazione notturna per preservare la risorsa in orario diurno, apre, inevitabilmente, un’interminabile riflessione sull’affidabilità del servizio nei tre comuni del Mandamento Baianese.

La situazione, al riguardo del futuro idrico nei comuni di Mugnano del Cardinale, Quadrelle e Sirignano, è tutta in divenire perché al centro dell’agenda politica c’è il discorso relativo all’entrata in funzione del nuovo pozzo. Alla fine della scorsa estate ci si augurava che il nuovo servizio entrasse in funzione per l’arrivo della stagione successiva, proprio in modo da evitare una nuova lunga ed indefinita turnazione. Ed invece, rispetto a dodici mesi fa (mese più, mese meno), la situazione non è cambiata. La questione “Bocca dell’Acqua” è nota a tutti. Ad ogni aumento di consumo dovuto alle temperature alte, si arriva al punto di non ritorno. Quello che è accaduto anche in questi giorni, in coincidenza dell’arrivo di “Apocalisse”. La situazione, però, almeno questa volta potrebbe scuotere le parti in causa (comuni e Alto Calore) a spingere ulteriormente per la risoluzione della criticità mediante l’attivazione del nuovo pozzo di Sirignano (finanziato nel 2017 dalla Regione Campania, ed ormai completato). Il sindaco di Mugnano del Cardinale Alessandro Napolitano nel corso di questi giorni sembra averci visto giusto, considerato che si è attivato in prima persona per sbloccare la fase di stallo dove, dopo il reperimento delle analisi chimiche (soddisfacenti e quindi utili al caso), resta solo da pigiare il tasto per l’immissione della risorsa nelle condotte. La fascia tricolore del comune di Santa Filomena ha invocato a lungo, ed ottenuto, una riunione definitiva per cercare di smuovere la situazione (la prossima settimana). Ed oggi, alla luce dell’inizio della criticità, ha ancora i suoi buoni motivi per continuare a spingere e, chissà, chiedere un anticipo del summit, al fine di procedere all’attivazione tanto attesa, che pregiudicherebbe ogni situazione di emergenza fino al prossimo autunno. E poi per sempre.