BIG BANG
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Pubblicato il: 27 Ottobre 2020

BAIANESE. Romano (Dell’Ulivo): “Con lo stop alle 18 a rischio le nostre attività”

Il momento è di quelli estremamente delicati. Per le attività di ristorazione è difficile sorridere. Il pensiero è rivolto esclusivamente alla tenuta dei locali tenendo presente l’inevitabile contraccolpo che si manifesterà. Difficile pensare ad altro. Alle ore 18 di ogni giorno, sarà inevitabilmente un brutto colpo da assorbire. Praticamente una condanna verso l’inferno. Quando la vera e propria attività sta per aprire i battenti, ora si trova a dover sbarrare la strada a potenziali clienti. Gli introiti economici attesi vengono meno e il futuro presenta molteplici interrogativi. Il servizio d’asporto e il delivery non rappresentano l’antidoto per colmare le perdite.

Antonio Romano, chef ed imprenditore del Ristorante Pizzeria dell’Ulivo, uno dei locali più rinomati del Mandamento Baianese, si trova anche lui a fare i conti con un’amara realtà. “Non c’è stato rispetto o considerazione per le nostre attività – afferma con un tono di voce che non è sicuramente di quelli dei giorni migliori, di quando i suoi clienti affollano il locale – la decisione contenuta nell’ultimo del Dpcm è incredibile. Già avevamo registrato un duro contraccolpo con il precedente lockdown, ora arriva il resto. Bisogna inoltre precisare che le nostre attività, proprio per mettersi in sicurezza, e cercare di lavorare, avevano adempiuto a quanto previsto dalle normative sanitarie. Sono stati fatti ingenti interventi strutturali, è stata ridotta la capienza delle sale; sono state effettuate sanificazioni periodiche, ed è incomprensibile che si vada a colpire proprio quella categoria che ha investito, più delle altre, per attenersi ai protocolli”.

Il Baianese non è una meta turistica di prima fascia, e per questo motivo le attività di ristorazione “sopravvivono” esclusivamente con l’apertura serale. “Non solo – tiene a rilevare Romano – almeno nel caso della mia attività la penalizzazione si fa ulteriormente gravosa con il blocco dei trasferimenti tra province. Nel nostro locale, infatti, una buona fetta di clientela proviene dal napoletano, e quindi, in queste condizioni, seppur in orario diurno, è impossibilitata a raggiungerci”. Una mancata tutela, questa circostanza, per chi opera in una zona di confine, che potrebbe rivelarsi anch’essa determinante per la tenuta dell’economia dell’attività. Un caso, questo, che hanno fatto rilevare anche altri imprenditori. “Se ci aggiungiamo che al tavolo poi non si possono accomodare più di quattro persone, in questo caso anche eventi conviviali di minore entità non possono svolgersi”, completa la disamina Romano.

Per il Ristorante Pizzeria dell’Ulivo, a seguito delle misure restrittive entrate in vigore, sarà inevitabile un contraccolpo sulle unità lavorative. “E’ già dallo scorso marzo che abbiamo assunto decisioni davvero dolorose…”.

L’amarezza per questa situazione venutasi a creare è tanta. “Il problema è che lo Stato ha ritenuto opportuno non tutelarci. Eppure fino ad oggi non abbiamo dati che confermano i rischi della presenza di persone in questo tipo di attività. Per giunta non ci sono associazioni di categoria pronte a farsi portavoce delle nostre situazioni…”. Al riguardo, nel caso del Mandamento Baianese, Romano, la scorsa primavera, prima ancora che il lockdown terminasse, si fece promotore della costituzione di un soggetto giuridico di attività commerciali del territorio per dare maggiore forza e valenza alla categoria. Il progetto, per lo scarso seguito, naufragò. “Un’unione di tutte le categorie avrebbe fatto comodo anche in questa circostanza. Elevando congiuntamente il grido della protesta avremmo avuto risonanza maggiore. Oggi scioperare singolarmente, oltre a metterci la faccia, non serve praticamente a nulla”. Aspettando tempi migliori…