BIG BANG
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Pubblicato il: 9 Febbraio 2020

BAIANO. Dopo la rissa, Carbone: “Non è questo il calcio. Sono disgustato e amareggiato”.

Disgustato e amareggiato. Francesco Carbone, tecnico dell’Atletico A.V. 12, esprime tutto il rammarico per quanto accaduto dopo la gara del “Bellofatto”. La sua squadra è stata sconfitta per due a uno dall’Atletico Baiano (Campionato Regionale di Prima Categoria): al termine della gara i tifosi della sua formazione sarebbero entrati sul rettangolo di gioco e di qui sarebbe nata una rissa tra i tesserati delle due società. Il trainer, che tra l’altro vanta un passato da calciatore e allenatore dell’A.C. Baiano, ha subito rassegnato le dimissioni. “Non ci sono giustificazioni – afferma con toni bassi nel day after – non è questo il calcio che appartiene a tutte le componenti sane del movimento e tra cui ci sono anche io. Personalmente – precisa – ho formulato le scuse di rito ai calciatori dell’Atletico Baiano, al suo allenatore, l’amico Michele Napolitano, e al presidente Francesco Esposito. La delusione, per quanto verificatosi, resta davvero tanta”.

Fornire una spiegazione a quanto accaduto è davvero difficoltoso. “Il problema – prova a spiegare Carbone – è di origine territoriale. Il calcio a questi livelli dovrebbe rappresentare si una valvola di gioco, ma all’insegna del puro divertimento e della socializzazione per staccare le spina dalle attività settimanali, ma non deve assolutamente sfociare in quelle bruttissime scene, come quelle viste ieri, che si commentano da sole. Credetemi, non è davvero felice essere sui giornali per questi fenomeni. Stanotte non ho dormito, mi sono illuso ancora una volta perché credevo nella possibilità di poter svolgere, parlare di un calcio sano che si rispecchiasse nei miei valori. Invece non è stato così. Purtroppo ancora una volta, grazie a questi episodi, assistiamo ad un allontanamento dallo sport più bello, meraviglioso, creativo e formativo. Evidentemente questi valori non sono per tutti…”.

Come detto, in seguito all’accaduto, Carbone ha rassegnato le sue dimissioni e non intende tornare indietro sulle proprie decisioni. “Al termine della gara non ho sentito nemmeno il bisogno di entrare nello spogliatoio della mia squadra e salutare i ragazzi. Quando sono andato via ho contattato un dirigente telefonicamente e ho comunicato la mia decisione”.



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