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Pubblicato il: 14 Settembre 2020

Biancardi contro il taglio dei parlamentari: “Referendum populista e anticostituzionale”

di Stefano Cavaliero

Risoluto ma amareggiato, il Presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi si esprime sul referendum riguardante taglio dei parlamentari, che si svolgerà in concomitanza delle Regionali il 20 e 21 settembre. “Per contrastare una certa immagine di immobilismo politico recepita dal popolo, si fa una corsa dissennata per cambiare le cose sbagliate. Se si vuole risparmiare, si dovrebbero portare gli stipendi dei parlamentari agli standard europei. Il taglio riguarda soltanto una diminuzione della rappresentanza”. I fautori del “sì”, per Biancardi, vogliono cavalcare i sentimenti popolari ed orientarli con proposte sensazionalistiche ed inconsistenti: ci si appella al taglio delle spese, all’inadeguatezza delle istituzioni; ma approcciandosi al problema in maniera demagogica e inadatta. La grande perdente di questo gioco sarebbe la rappresentanza: “La modifica prevista pregiudicherà l’espressione politica di un territorio. Dobbiamo anche guardare alla nostra Irpinia, che corre il rischio di non essere più ascoltata. La minore rappresentanza offrirà agli amministratori locali pochi o nessun riferimento in Parlamento”.

Il Presidente, dunque, paventa un rafforzamento del potere decisionale in poche mani, in poche forze politiche. “Tutto ciò è nettamente agli antipodi di quanto suggerito dai nostri padri costituenti. Si sta minimizzando la partecipazione diretta dei cittadini, e ad essere in pericolo è il concetto stesso di res publica. L’assenza di discussione, di dibattito, di selezione reale fatta dal voto, porterà alla formazione di una classe politica più elitaria, più lontana dal popolo e di certo meno preparata. Con un numero ridotto, si riusciranno a mettere in agenda tutti i punti fondamentali per il corretto sviluppo del Paese?”.

Biancardi non risparmia parole di rammarico sulla situazione politica attuale: “I partiti non rappresentano più un luogo di studio e di confronto, i punti di riferimento rassicuranti in politica sono davvero pochi. Se non si risolve il binomio riduzione di rappresentanti-incompetenza l’Italia non potrà far altro che regredire. C’è bisogno oggi più che mai di un ritorno massivo alla partecipazione politica, bisogna risvegliare l’interesse popolare riguardo alla gestione della cosa pubblica. I cittadini devono poter scendere in campo ed esprimere le loro preferenze in maniera diretta. In passato l’Irpinia ha vantato numerosi e qualificati parlamentari, che hanno fatto tanto per queste terre. La classe dirigente di oggi non riesce a reggere il confronto, e non potrà farlo finché i cittadini non saranno adeguatamente rappresentati”.



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