BIG BANG
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Pubblicato il: 21 Aprile 2019

Caro Avellino, ma quanta sofferenza ci stai facendo vivere…

di Francesco Alfonso Barlotti

Caro Avellino, ma quanta sofferenza ci stai facendo vivere…

“Favoriti in uno dei gironi più semplici della Serie D”, così definito dagli addetti ai lavori e i tanti esperti di categoria. Infatti, lo abbiamo visto… A due giornate dalla fine del campionato tutto è ancora appeso ad un filo e non è ancora stato deciso nulla. Ma facciamo ordine.

Una squadra (quasi) tutta nuova si presentava ad affrontare il campionato di Serie D, allestita in fretta furia nelle ultime tre calde settimane di agosto. Alcuni volti vecchi già li avevamo visti con la maglia biancoverde, soprattutto Santiago Morero.  L’ex difensore della Juve Stabia era stato acquistato dalla società di Walter Taccone come rinforzo della rosa nella sessione di mercato invernale, ma non aveva influito così come doveva. L’unico a rimanere nel momento nel tracollo e deciso a (ri)scrivere un nuovo ciclo di storia per i colori biancoverdi. Come lui sono ritornati a riscrivere una nuova pagina di storia sono stati Ferdinando Sforzini e Nicola Ciotola. Entrambi avevano indossato già la maglia irpina nella stagione 2008/2009 prima del fallimento firmato Pugliese. Una coincidenza che 9 anni di distanza hanno deciso di ripartire dalla Serie D? Chissà…

Quante persone e calciatori sono andati via da Sturno in quei quindici giorni di “ritiro”, per poi salutare lo stesso Archimede Graziani.

3,2,1… si inizia: avvio della stagione dell’Avellino targata De Cesare-Mauriello. 19 settembre prima apparizione in Coppa Dilettanti contro il Nola, dopo tanti rinvii finalmente si ritorna a casa. Metabolizzata la sconfitta di 0-1, arriva la prima partita di campionato contro il Ladispoli: 1-4, risultato clamoroso per la squadra di Graziani. Tanti successi di fila per la formazione biancoverde fino al durissimo k.o. esterno contro il SSF Atletico. Già iniziano i primi malumori e mugugni tra la tifoseria biancoverde. Tra sconfitte, pareggi e vittorie l’Avellino comincia a perdere il primo posto in classifica fino allo scontro diretto con la capolista Trastevere tra le mura amiche. Risultato? Avellino-Trastevere 1-4. La sconfitta segna l’esonero di Graziani, ma ai tifosi irpini non basta: vogliono anche la testa del direttore sportivo Carlo Musa. Finito (per la prima volta della stagione) sul banco degli imputati per la rosa allestita, definitiva competitiva, e non in grado di rincorre all’obiettivo della promozione diretta in C.

Salutato Graziani, la panchina dei lupi viene affidata ad un’altra vecchia conoscenza dei lupi: Giovanni Bucaro e al vice Daniele Cinelli. L’attuale allenatore dell’Avellino aveva già allenato la formazione biancoverde nella stagione 2011/2012 nel campionato di Serie C, senza grandi successi; mentre, Cinelli aveva vestito la maglia degli irpini nel 2001 in Serie B fino a terminare la stagione fuori rosa, poi il ritorno di nuovo in Irpinia nella stagione 2005/2006, protagonista della grande cavalcata degli irpini fino alla storica promozione in Serie B contro il Napoli di Reja nella finale play-off. Il destino ha voluto di nuovo l’incontro con il proprio passato… Era per caso tutto deciso?

La svolta Bucaro aveva dato uno scatto decisivo, però la battuta d’arresto in Sardegna contro la Torres e il pareggio nell’ultima del girone d’andata contro il Latina sanno di rimpianti e quanti… ferite, di cui il lupo se le lecca ancora. Ormai la rincorsa al Lanusei era impossibile. Come era possibile recuperare 10 punti di scarto rispetto ai sardi? Impossibile, ma la storia ci avrebbe risposto successivamente.

Intanto, Musa e il segretario dell’Avellino finiscono (nuovamente il ds laziale) sotto la gogna per il tesseramento sbagliato del nuovo rinforzo di mercato Luis Maria Alfageme. L’argentino non potrà giocare per un intero mese, finché il ricorso dell’Avellino non verrà accettato dal Tribunale Federale Nazionale. Musa si salva di nuovo e l’ex attaccante della Casertana già dimostra subito il suo attaccamento alla causa biancoverde.

Il 27 gennaio 2019 arriva la battuta d’arresto contro il Cassino, da qui è vietato fare passi falsi. Arriva il tanto atteso scontro diretto contro il Lanusei in Sardegna: un match carico di attese da più di una settimana e valido per una stagione intera. L’Avellino per la seconda volta in campionato batte i biancorossoverdi per 0-2. Campionato riaperto e si vola a -7 dal Lanusei. Tutta Avellino e Provincia sognano la grande impresa, ma il Lanusei non si ferma più. Un frecciarossa. Ma quando meno te lo aspetti il pareggio contro la Virs Artena 1-1 e distacco ridotto a -5. Dalla vittoria contro i sardi l’Avellino è salita sulla macchina della vittoria fino a trionfare al Trastevere Stadium e da lì la fila dei successi non si è interrotta.  Gli irpini sono saliti sull’ otto-volante, ma a far sognare ancora di più è il -2 dal Lanusei, in seguito allo smacco contro proprio i capitolini.

Adesso arriva il bello e si confida tutto nei passi falsi dei sardi, che avranno le ultime partite abbastanza agevoli: prima Budoni in casa e infine, la Lupa Roma in trasferta. Insomma, le probabilità sono abbastanza remote di altri possibili passi falsi, ma la speranza è l’ultima a morire…

Domenica prossima tutti al Partenio a supportare nell’ultima in casa la squadra di Bucaro e Cinelli contro la Torres, sperando di rivederli tornare con la promozione il 5 maggio. Più che mai bisogna stare accanto alla squadra nel momento più importante della stagione. Bisogna C-rederci.

Un’eventuale promozione in Serie C sarebbe il finale perfetto di questa favola, dopo quello che ci è stato tolto ingiustamente l’estate scorso. Tanta ansia, sofferenza e paura di non poter ad ambiare alla promozione e di passare i famosi ripescaggi di turno, ma adesso il campionato è riaperto e non bisogna gettare la spugna.

Non è finita, non è finita, perché non è finita….