BIG BANG
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Pubblicato il: 28 Gennaio 2020

CAROTENUTO. 1500 giorni dopo Gerolino prepara il grande ritorno: “Che emozione…”

Per Adolfo Gerolino Dirty Soccer è solamente un lontano quanto brutto ricordo. Millecinquecento giorni (circa) da cancellare in fretta. L’01/02/2016 è alle spalle. Giorni d’inferno, una vera e propria odissea. Una sentenza, per un coinvolgimento nel calcioscommesse, che lui stesso ha definito “ingiusta”, ma un amore, per il “pallone”, invece, rimasto incondizionato. Oltre quattro anni senza calcio, senza respirare il clima e l’adrenalina della partita. Quattro anni (e più) senza rincorrere l’oggetto che rende tutti felici. Gerolino non si è mai abbattuto, mai fermato, e nel corso di questi anni ha continuato ad allenarsi proprio in vista del tanto atteso ritorno. “Non è stato facile restare a guardare per chi il calcio, come il sottoscritto, l’ha avuto nel dna sin dai primi anni di vita – afferma a pochi giorni dal rientro ufficiale Adolfo Gerolino – vedere amici e colleghi scendere in campo è stata dura, durissima, ma non mi sono mai abbattuto perché ero consapevole che sarebbe tornato il mio momento”. Ed eccoci qui alla storia attuale. La sentenza del 01/02/2016 del Tribunale Federale Nazionale (quattro anni e sei mesi, poi ridotta a quattro anni dalla Corte Federale di Appello il 7 marzo 2016), sta per essere esaurita.

Sabato 1 febbraio 2020 la squalifica sarà acqua passata. Domenica 2 febbraio, ore 15, stadio “Sanseverino” di Mugnano del Cardinale, Adolfo Gerolino può tornare in campo. E lo farà in un’atmosfera che le motivazioni le trasmette da sola. Indosserà, com’è noto da qualche mese a questa parte, la maglia del Carotenuto, impegnato nell’occasione nel derby contro i cugini del Baiano. Il Campionato Regionale di Promozione rappresenta la nuova vita del calciatore. “Sono contento di rimettermi in gioco. La categoria di militanza, per me, non rappresenta certo un problema. Ho sposato il progetto del Carotenuto e sono sicuro che tornerò in alto con questi colori. Avevo ricevuto offerte anche da categorie superiori, ma per me sarebbe stato difficile conciliare gli impegni lavorativi con quelli del calcio”.

“Dirty Soccer”, l’operazione di calcioscommesse che cinque anni fa vide coinvolto il difensore di Quadrelle rappresenta quel passato che il calciatore vuole assolutamente dimenticare in fretta. Il momento più cupo della sua vita è destinato ad essere cancellato. Gerolino è pronto ad uscire dal tunnel. “Ringrazio tutti coloro che nel corso di questi anni non mi hanno fatto sentire solo. Come ho detto prima è stata dura, durissima, non scendere in campo, ma il sostegno e la vicinanza di tutti quelli che mi sono rimasti vicini non lo dimenticherò mai. E’ anche grazie al loro sostegno che oggi sono ancora qui e sono pronto a vivere nuove emozioni e nuove gioie”.

A scatenare l’inferno la Procura della Repubblica di Catanzaro con l’inchiesta denominata, appunto, “Dirty Soccer”. A Gerolino veniva contestato il comportamento assunto in diverse gare quando indossava la maglia della Pro Patria in Lega Pro. Ad assisterlo l’avvocato Antonio Capriglione. Per il calciatore, dal punto di vista penale, ci fu l’assoluzione, ma dal punto di vista sportivo gli organi di giustizia della F.I.G.C. si dimostrarono intransigenti confermando la linea dura. “Purtroppo a pagare sono sempre i più deboli – affermò subito dopo la sentenza Gerolino – non saranno quattro anni e sei mesi a farmi perdere l’amore verso il calcio, la giustizia non mi taglierà le gambe. Io tra quattro anni e sei mesi tornerò più forte e arrabbiato di prima”.

Mi hanno stroncato una carriera a venticinque anni – continuava qualche mese più tardi il calciatore, rimarcando disparità di trattamento con altri casi analoghi – mi hanno tolto la possibilità di continuare una carriera che amavo tanto, una passione avuta fin da piccolo, mi hanno strappato un sogno che coltivano da una vita. Da premettere che in due anni non ho mai dato voce a questa vicenda non perché chi tace acconsente ma solo perché ti mettono con le spalle al muro e si è costretti ad accertare certe decisioni. Dopo tanto silenzio ora sono stanco e voglio parlare. Ieri si è disputata una partita Ascoli – Ternana dove ce stato un retropassaggio che ha permesso la salvezza di una squadra, lo stesso identico retropassaggio fatto da me in una delle mie partite ma con una differenza che io ad oggi non ho nessuna salvezza da festeggiare ma bensì sono stato indagato e ho dovuto e sto pagando con una squalifica di 4 anni ed una multa pari a 50mila euro data dalla FIGC perché il mio retropassaggio è stato frutto di una partita venduta mentre quello di ieri guarda caso è regolare. Per non parlare di Parma e dell’ultima inchiesta dove squalifiche di 7 anni li avete ridotte a pochi mesi. Non mi dilungo perché ci sarebbe tanto da dire e non finirei più di scrivere ma posso solo dire che sono schifato e arrabbiato, ma tanto, purtroppo dobbiamo accettate che funziona così sapete fare i fenomeni solo con le persone che non hanno potere mentre i grandi nomi nonostante gli illeciti passano sempre sottobanco e vi mettono a tacere”.

Quel giorno, tanto atteso, sta per arrivare. Domenica Gerolino tornerà a vivere un’adrenalina che gli è mancata. Sveglia e subito ritiro pre partita con i suoi compagni di squadra. Poi pranzo e arrivo allo stadio “Sanseverino”. Di qui il ritorno al passato. Scenderà verso gli spogliatoi, indosserà la divisa ufficiale, probabilmente sarà impegnato dal primo minuto e poi via al nuovo capitolo della storia da calciatore di uno dei difensori più forti nel panorama calcistico mandamentale e non solo.Tornerò a fare ciò che amo di più. Sarà bello tornare in uno stadio, in mezzo ai miei compagni, circondato dal calore dei tifosi”. Gerolino torna a scaldare i motori. Buona fortuna…