BIG BANG
BIG BANG

Pubblicato il: 18 Maggio 2020

CAROTENUTO. Nella storia dei 65 anni la stagione dei record 1968-1969

di Nicola Montanile

Mandamento Notizie si è sempre interessato, in modo dettagliato, delle vicende sportive, che hanno caratterizzato le nostre zone, specialmente quando compagini gloriose stavano, per scomparire, per la mancanza di passione e di amore che contraddistingueva sfechetati e fissati patuti sportivi, i quali, rimettendoci anche di tasca, con sani principi, facevano sacrifici, in quanto il calcio era, per loro, simbolo, fede ed un orgoglio.

Quest’anno, il glorioso Carotenuto di Mugnano del Cardinale, ha compiuto i suoi sessantacinque anni e, si rabbrividisce, considerando che, in un momento di crisi, qualche mese fa stava scomparendo dalla faccia dello sport.

Fu proprio il nostro Web, e – siamo orgogliosi di averlo fatto -, non per vantarcene, che diede vita ad un serie di articoli ad iniziare dalla storia della nascita e i vari capionati vinti, persi, retroscessioni, delusioni che, negli anni hanno coinvolto il tenace popolo mugnanese e soprattutto gli amanti dei manti verdi.

Molte compagine “carotenesi”, grazie a valenti giocatori e allenatori, come il dott. Pietro Bianco, per altro un Socrates in gioventù ed un Gerd Muller in vecchiaia, hanno innalzato il vessillo rossonero, ma l’emblema è stato, per gli sportivi più stagionati, sicuramente, il team degli anni sessanta, che si avvaleva di elementi formidabili, di cui ne parlammo, riproponendoli, con immagine, in un pezzo pubblicato il 13 luglio 2015 (clicca qui per l’articolo), con titolo “Carotenuto Frammenti di Storia/3 la squadra del 1968 -1969” suggerendo di contattare alcuni di loro per narrarci degli eventi, aneddoti e celebrare il tutto con una pubblicazione.

Ecco i magnifici e strabilianti undici del Carotenuto, in una foto scattata, nell’anno 1968/1969, al Comunale di Mugnano del Cardinale.

A guardarli, per alcuni, si riga il volto di lacrime e ci si inorgoglisce, ricordando le soddisfazione che hanno dato ai mugnanese e a tutti gli sportivi del comprensorio, poiché ci troviamo di fronte ad una delle tante leggende del calcio nostrano.

In piedi da sinistra, iniziando dall’alto: il mitico Luigi Bellofatto, I fratelli D’amico di Comiziano, Luigi, mentre l’altro aveva militato nelle giovanili del Bologna, Gattolino Antonio, Andrea Masucci, Nocera Luigi, il prestante, con fisico alla Riva, Salvatore Isola, Gattolino M, il portiere Fabrizio, i baianesi Raffaele Napolitano, il “lodetti” e Antonio D’Apolito, che, con “Zi tore”, potevano essere definiti i gemelli del goal.

Da allora, si può, senza ombra di dubbio, affermare, secondo alcuni, che ricordano con grandissimo rimpianto quei momenti, che non c’è stata nessuna squadra, che abbia avuto fasti di gloria come il “vecchio” e glorioso Carotenuto.

In quell’anno non ci furono compagini eguali da confrontarsi, con questi leggendari atleti, che totalizzarono qualcosa tra campionato a coppe, come 140 reti, messe a segno dai due super bomber su menzionati e sicuro, oggi, tale team avrebbe benissimo potuto giocare in un campionato di Serie C.

Il Carotenuto era sorretto da dirigenti, stretti da un forte vincolo di amicizia ed alcuni anche di parentela, ma persone appassionate dello sport, che portarono a termine, con sacrifici personali tutti gli impegni presi all’inizio del campionato e tra questi bisogna ricordare con affetto l’avv. D’Apolito, i fratelli Masucci, il poeta Teodoro e Lumeno, Guerriero Santino, Alfonso Rega, Mario Petrillo, i fratelli Sanseverino, Carmine Mautone, Pasquale Colucci.

Una nota di folclore è che il Carotenuto, per l’aspetto comportamentale, nello spogliatoio e sul terreno di gioco, di alcuni suoi uomini, lo si poteva, facilmente, paragonare alla Lazio, che vinse lo scudetto con Maestrelli.

Comunque questa è in breve la storia – leggenda del Carotenuto e ci scusiamo se alcuni nomi non sono completi o se siamo stati imprecisi su qualcosa, ma spesso è la stessa passione e nostalgia che ci fa sbagliare, per cui chi sa ancora tante cose lo si invita a scrivere alla nostra redazione, per sensibilizzare chi ha il dovere di salvare questa importantissima società.

Nell’augurare un buon compleanno al sodalizio trapela un senso di nostalgia, fatto di casualità, il farci comprendere che lo sport sano è un’aggregazione e un inizio di cammino che ti porta a migliorare e l’esempio è il fatto che due calciatori, un quadrellese, divenuto professore di Educazione Artista ed insegnante, nelle medie di Afragola sia stato sia sindaco del suo paese che presidente dell’allora Comunità Montana Baianese Vallo di Lauro, mentre Raffaele Napolitano, baianese, fu primo cittadino del paese del protomartire Santo Stefano e poi incaricato alla Regione Campania.

E la storia significativa non finisce quì, ricordandosi del bomber Antonio D’Apolito di Baiano e del maratoneta Masucci del centro delle “quadrelle”, perchè, entrambi, hanno inculcato l’amore per il calcio ai rispettivi nipoti da parte di madre e di fratello; il primo a Dell’Anno, il secondo all’omonimo che gioca nel Pisa.

Erano più bravi gli zii o i nipoti? I tempi erano diversi.

Tralasciando altre considerazioni, fra i dirigenti vi erano, come detto, Santino Guerriero, sposato ad Avella e Mario Petrillo, che non può farci dimenticare il compianto Antonio, suo figlio, uno giovane poliedrico, a cui riusciva ogni cosa che faceva, in quanto lo faceva con amore e passione e senso di professionalità

Sulla panchina sedeva, ma, per la verità non c’e ne’ era bisogna, il grande Baglino, che, in seguito fece parte del personale non docente, ossia quelli che una volta erano chiamati Bidelli, del Liceo Classico “Carducci” di Nola, l’unico a quei tempi ad aveva il tesserino di allenatore, per aver superato l’esame a Coverciano ed era, veramente, bravo, nel suo campo.

Ci sarebbero da dire tanti altri sfiziosi aneddoti, ma finiremmo per anticiparli qualora ci fosse una rimpatriata, per cui non non rimane che gridare “FORZA CAROTENUTO” ed auguri per i cent’anni.