BIG BANG
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Pubblicato il: 13 Marzo 2019

CAROTENUTO. Play off, Pastore sa come si fa: “Sette anni fa, che remuntada…”

Nella stagione 2011-2012 scrisse una parte di storia rossonera, dando vita ad un’ incredibile rimonta. Dopo il girone d’andata, il Carotenuto era in zona play-out. Con l’arrivo in panchina di Pastore, i mandamentali, grazie a 14 vittorie e un pareggio nel girone di ritorno, arrivarono ai play-off, perdendo la finale contro il Teora. E a distanza di sette anni, Vittorio Pastore è tornato a parlare di quel Carotenuto: “Ho un ricordo bellissimo di quella stagione, di quella squadra. Appena arrivai, ebbi il compito principale di mettere un gruppo insieme, renderlo coeso. Portai qualche calciatore fedelissimo e trovai lì dei calciatori straordinari. Il capitano Stefano Napolitano, Nicola Montuori, Aubry, Ciccio Conte, Dario Esposito che solo nel girone di ritorno fece venti gol. Avevo una grande qualità offensiva a disposizione, oltre ad un’ottima difesa. Facemmo una scalata mirabile nel girone di ritardo. Peccato poi per quella sconfitta contro il Teora, dove restammo in 9 uomini. Ma la promozione fu comunque conquistata. Di Mugnano ho un ricordo stupendo. Tifosi eccezionali, società disponibile, tra segretario, dirigenti, custodi. Ebbi problemi soltanto con il presidente, Pietro Paolo Rozza, soprattutto per la finale play-off. A causa di questi scontri, infatti, non guidai più la squadra nel campionato successivo.

E sul proseguo della carriera, Pastore racconta: “Ora non sto allenando. Ho avuto un’esperienza quest’anno con le categorie giovanili. La verità è che non mi rispecchio più in questo calcio. I presidenti vogliono soltanto guadagnare, non pensando ad altro. Ormai ci sono dentro troppe persone che hanno perso il valore e cercano solo il guadagno. Io, per questo motivo, ho dovuto metter fine a diverse esperienze calcistiche.”

E, a distanza di anni, lo stesso Pastore traccia analogie fra il suo Carotenuto e quello di quest’anno: “In verità devo dire che non l’ho seguito moltissimo, ma vedo che sta andando bene, con un progetto mandamentale. Magari la differenza è che allora si era partiti per fare un campionato importante, qui per la salvezza. Quindi è tutto di guadagnato. Io credo e spero che possa essere davvero così. Il Carotenuto lo merita. Ed io andrò a vedere una delle prossime partite dei rossoneri, sicuramente. Volevo farlo a Montella, ma purtroppo non ho potuto. Mugnano mi è rimasto nel cuore, e spero di rivederlo presto in alto.”