BIG BANG
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Pubblicato il: 8 Maggio 2022

CAROTENUTO. Un mese dopo l’Eccellenza e lo spettro di ritrovarsi (per davvero) senza stadio

Un mese dopo la promozione in Eccellenza, e a circa cinquanta giorni dall’iscrizione al massimo campionato dilettantistico regionale, il Carotenuto tocca sempre più con mano lo spettro di ritrovarsi senza stadio per la prossima stagione sportiva. Risolvere la nota e “salata” grana strutturale del “Sanseverino” richiederebbe un autentico miracolo. La situazione, insomma, non è delle migliori. In particolar modo per la società rossonera che in questi giorni sta cominciando a pianificare le strategie in vista del prossimo, lungo ed onorevole (e non solo economicamente), torneo.

Subito dopo il trionfo, un mese fa, appunto, il presidente dei mugnanesi Filomeno De Lucia non ebbe peli sulla lingua ed in un’intervista a Mandamento Notizie, fu protagonista di una dichiarazione sintetica, ma molto significativa. “Serve uno stadio…”. Il 30 giugno 2022 lo stadio mugnanese sarà nuovamente interdetto alla disputa di manifestazioni sportive ufficiali. La deroga dello scorso autunno, che fece seguito alla prima chiusura dell’impianto a causa di una serie di interventi di sicurezza, non sembrerebbe essere destinata ad avere un prosieguo. La Lnd Figc Campania, infatti, nel corso di queste ore, dovrebbe recapitare (o lo avrebbe già fatto) una nota agli uffici comunali mugnanesi (l’ente è il titolare della struttura) per ricordare dell’imminenza della scadenza, salvo la messa in atto degli interventi prescritti al rilascio dell’idoneità a tempo nei mesi addietro. Una linea all’insegna dell’intransigenza, quella della massima autorità federale, resasi necessaria a causa della “scoperta” della falla della manutenzione dell’impianto di gioco artificiale, profondamente datato, e mai oggetto di adeguamento per quasi due decenni. Secondo quanto prescritto dalle autorità federali competenti al comune di Mugnano del Cardinale lo scorso autunno, il manto sintetico andrebbe completamente rifatto a causa, oggi, anche dell’impossibilità di mettere in campo, in virtù del suo stato, interventi correttivi. A seguito della promozione del Carotenuto in Eccellenza, inoltre, potrebbero aggiungersi anche ulteriori interventi infrastrutturali destinati ad accrescere la sicurezza degli spettatori.

La domanda, lecita, che la società del Carotenuto si porrebbe, oggi, insieme ai tifosi ed appassionati, è la seguente: come si farà a garantire l’iscrizione al campionato e a permettere al Carotenuto di disputare le gare interne della stagione 2022-2023 allo stadio “Sanseverino”? Salvo piano B extra comunale della società, risulterebbe impossibile dare una risposta fondata. Il destino del Carotenuto, prima ancora degli adempimenti societari e tecnici, in questo momento sembrerebbe essere finito nelle mani dell’amministrazione comunale, che dovrà trovare, giocoforza, una soluzione all’annosa questione venutasi a creare. Quale strategia mettere in campo per provare a salvare il salvabile entro luglio? Quella di provare a reperire qualche finanziamento (ipotesi già imboccata con candidature di un progetto di circa 700mila euro) per mettere in campo gli interventi previsti per riportare l’impianto alla “Mugnanello” di un tempo, ma non risolutivi a stretto giro (a Baiano, per il medesimo intervento di installazione del nuovo manto erboso sono partiti da circa un anno e non sono ancora giunti alla conclusione), o quella di insistere per ottenere un’improbabile deroga dalla Figc Campania? In attesa che alla macchina comunale si accendano i fari, utile ad immettere luce provvidenziale sulla natura della vicenda, non sorprenderebbe il corteggiamento in atto nei confronti della dirigenza mugnanese per cercare di ottenere un trasferimento del titolo sportivo altrove che andrebbe a porre la parola fine alla storia del calcio locale. Non sorprenderebbe, al tempo stesso, ma potrebbe rappresentare quella sorta di “male minore” in una vicenda dove a breve, ne siamo sicuri, potrebbero scatenarsi polemiche, scambi di responsabilità e accuse, che uno dei piani alternativi della dirigenza possa prevedere una “migrazione”, dal raggio temporale indefinito, in un altro contesto strutturale per provare a garantire quella continuità sportiva che, comunque, in un altro scenario non avrà lo stesso sapore. Alla fine, la sensazione è il Carotenuto sarà costretto ad accontentarsi (dove e quando…), mentre il comune dovrà uscire allo scoperto per cercare comunque di accontentare con una soluzione (quale) la società sportiva.

Ciò che appare certo è che fino a questo momento, ovvero dal giorno della promozione del Carotenuto in Eccellenza (senza volgere lo sguardo ulteriormente al pregresso), tra le parti in causa sarebbe mancato il dialogo, o ancora un confronto sulla questione, o meglio ancora un approccio congiunto per muovere passi utili anche verso l’individuazione di un piano alternativo a partire dai mesi scorsi. Uno scenario, quello venutosi a creare in questo momento, che non aiuta sicuramente nessuna delle parti in causa.