BIG BANG
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Pubblicato il: 16 Ottobre 2020

Covid-19, De Luca sulle scuole: “Facciamo tutto ciò che è necessario”

di Stefano Cavaliero

L’improvvisa chiusura delle scuole da parte della Regione, comunicata in maniera del tutto inaspettata ieri sera e che dato vita a parecchie discussioni, ha spinto il Presidente Vincenzo De Luca a giustificare le proprie misure in una diretta sul suo profilo Facebook. In apertura, annuncia che utilizzerà il tempo a sua disposizione per fare il punto della situazione e “fotografare la realtà dei fatti”, senza commentare le “chiacchiere inutili e le critiche indegne” a lui mosse, ma focalizzandosi sugli “elementi di unione e di solidarietà della comunità, che devono essere favoriti in una situazione così grave”. Palese è il riferimento al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha definito la decisione di De Luca “gravissima, sbagliata e inopportuna”. Dopo aver vantato i successi “miracolosi” della sua amministrazione rispetto all’emergenza sanitaria, parla delle criticità territoriali della Campania: “L’epidemia si è distribuita uniformemente in tutta Italia, ma la Campania è ad oggi più a rischio a causa di problemi strutturali: è infatti la regione italiana a maggiore densità abitativa. In una situazione delicata come questa, sarebbe una follia trascurare l’area metropolitana di Napoli, che presenta delle problematiche di densità urbana che accentuano la congestione e ostacolano il mantenimento delle giuste distanze. E infatti, i dati ufficiali riportano 120 contagi nelle scuole di Napoli 1, 110 in quelle di Napoli 2 e 200 in quelle di Napoli 3. Le decisioni che facciamo non sono prese a cuor leggero, e siamo ben coscienti delle difficoltà sociali ed economiche che possono scaturire. Abbiamo parlato con chi di competenza, con i ministri dell’Università, della Salute e dell’Interno, ci siamo messi nei panni di studenti e genitori, e abbiamo valutato le misure da attuare. Bisogna agire oggi, per evitare di prendere misure ancor più dolorose domani. Ed è importante che i cittadini capiscano che i risultati non sono immediati, ma si misurano sul medio termine: la chiusura delle scuole mostrerà i suoi frutti tra una ventina di giorni. Abbiamo lavorato duramente per permettere la riapertura delle scuole. Abbiamo posticipato la data di apertura per poterci preparare al meglio, e abbiamo investito nei termoscanner. Ma, con i dati attuali, è impossibile contenere gli assembramenti incontrollati all’entrata e all’uscita degli istituti e sui mezzi di trasporto”. Punzecchiando più volte i media, aggiunge che “è falsa la notizia secondo cui le scuole sono chiuse. Non interrompiamo l’attività didattica, ma la convertiamo in didattica da remoto per quindici giorni, il tempo necessario per prendere ulteriori provvedimenti. Lavoreremo per pianificare ingressi scaglionati, magari con alternanza mattutina e pomeridiana delle classi, e apriremo il discorso con gli enti privati per potenziare i trasporti. Stanzieremo 4 milioni di euro per incrementare le corse ed offrire supporto ai comuni più in difficoltà. Le problematiche delle famiglie sono chiare a tutti, e per questo faccio un appello al governo: si devono stanziare dei sussidi nazionali e dei congedi parentali ai lavoratori con figli in età di asilo”. L’appello al governo riguarda anche la chiusura delle attività: “Stando ai dati, è necessario sopprimere la movida e limitare le attività di ristorazione ed intrattenimento. Per sostenere i cittadini il governo dovrebbe mettere a punto un piano socio-economico solidale, per andare incontro a chi lavora in questi ambiti. Si è cercato di consentire a queste attività di lavorare, ma la gente è stata irresponsabile: non sono state rispettate le norme comunicate ad agenzie matrimoniali e attività di ristorazione, e adesso ci ritroviamo in una situazione in cui è possibile ricondurre più della metà dei casi alla delinquenza e all’irresponsabilità della gente. Non c’è altra soluzione che chiudere tutte le attività che incentivano gli assembramenti. Inoltre, verrà istituito il coprifuoco dopo mezzanotte, per bloccare la mobilità, e bisognerà inasprire le sanzioni”. Per quanto riguarda gli ospedali, inoltre, saranno rimandati tutti gli intenti non-salvavita, per poter garantire la disponibilità di posti letto in caso di esplosione di contagi. Infine, si esprime sulla polemica dei tamponi: “I reagenti non sono un bene inesauribile, e abbiamo preferito testare soltanto la popolazione a rischio (pazienti di residenze sanitarie assistite e gente individuata attraverso il contact tracing) piuttosto che sottoporre al test tutta la popolazione, indiscriminatamente, col rischio di trovarci senza tamponi nel giro di un mese”.



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