BIG BANG
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Pubblicato il: 17 Ottobre 2020

Covid-19, la sanità si riorganizza: in arrivo nuovi posti letto ad Avellino

di Stefano Cavaliero

Le urgenze dell’attuale seconda ondata di Coronavirus ha spinto la Regione Campania a richiedere all’Ospedale Moscati specifici interventi nella provincia di Avellino: l’obiettivo è quello di passare dagli attuali 49 posti letto (del Covid Hospital di Avellino) ad un numero di 103. A tale scopo è stata programmata la conversione dell’Ospedale Landolfi di Solofra in Covid Hospital, che dovrebbe ospitare 30 o 40 ulteriori posti letto. Tuttavia, questa conversione è fortemente osteggiata da Michele Vignola, Girolamo Giaquinto e Vito Pelosi, rispettivamente sindaci di Solofra, Montoro e Serino. I primi cittadini lamentano la marginalizzazione degli enti locali nelle decisioni di questo tipo, e accusano Renato Pizzuti e Rosario Lanzetta, direttori generali dell’Ospedale Moscati, di non aver interpellato i diretti interessati durante il processo decisionale. L’incontro di ieri tra i cinque si è rivelato infruttuoso, al punto da spingere i tre sindaci a richiedere una convocazione d’urgenza alla Procura di Avellino. Landolfi specifica che la Regione non ha fatto riferimento a Solofra in particolare, ma agli enti sanitari di tutta la provincia. L’opposizione deriva dal fatto che durante la prima ondata il Landolfi fosse stato nominato ospedale “no-covid”, sospendendo le attività di pronto soccorso ed accogliendo tutti i pazienti trasferiti dal Moscati. Un’ulteriore conversione comporterebbe la sospensione delle attività di chirurgia, ostetricia, ginecologia e pediatria previste per i pazienti non complessi. “Insomma, l’ospedale di Solofra non funzionerà più”, dice Vignola, “ e non capisco perché ci si appelli al Landolfi, quando durante la prima ondata Contrada Amoretta ha gestito circa 100 casi Covid. Non ci sono piaciuti neanche i modi di Pizzuti e Lanzetta, che hanno negato tutto quando invece è chiaro che la decisione è già stata presa”. Ribatte Giaquinto: “Rivendichiamo la necessità di riprendere un discorso di collaborazione. La nostra è una rivendicazione di cittadinanza”.

Oltre ai 103 posti richiesti al Moscati, Palazzo Santa Lucia sollecita anche l’Asl a provvedere alla creazione di ulteriori 58 posti letto agli ospedali di Sant’Angelo dei Lombardi ed Ariano. Quest’ultimo intende rispondere all’appello senza attuare modifiche interne ai reparti o soppressione di attività: ma adibendo a reparto Covid entro la fine del mese una vecchia ala ospedaliera, che ospiterà 7 posti di intensiva, 10 di sub-intensiva e 16 ordinari. Ovviamente, ci sarebbe il problema del reclutamento di ulteriore personale sanitario specializzato, ma si aspetta lo scorrimento delle graduatorie per gli anestesisti e si è lanciato un avviso pubblico per gli internisti. Intanto, si provvede al potenziamento delle unità mobili, che da quattro passano a sette, al fine di permettere la cura domiciliare dei malati Covid e la somministrazione dei tamponi, su segnalazione dei medici di base, da cui ci si aspetta piena collaborazione. Allo stesso modo, viene raccolta la richiesta del Governatore di differire tutti gli interventi non urgenti, in modo da poter garantire assistenza e ulteriori posti letto in caso di inasprimento dell’epidemia.



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