BIG BANG
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Pubblicato il: 11 ottobre 2018

Dal sindaco senza stanza… al trono provinciale: “capitan Biancardi” e la sfida per il popolo irpino

Non è una sfida personale. Non è una sfida di un partito. Non è una sfida di una coalizione. E’ la sfida di tutti. Rigorosamente con Mimmo Biancardi. La sfida del popolo che parte dal basso. Dall’ascolto delle esigenze, alla risoluzione dei problemi. La sfida di un nuovo approccio, di un modello nato ad Avella e poi trasferito già con successo sulla scala della Comunità Montana Partenio Vallo Lauro. La sua cresciuta e il suo contagio sono sottoposti alla prova provinciale. Al primo posto per Biancardi ci sono i cittadini. Sono loro i suoi principali interlocutori.

E’ vero, la Provincia non è più quella di una volta, quella eletta dal popolo e intasata di funzioni. Oggi è un ente di secondo livello, eletto dagli eletti del popolo nei singoli comuni, con meno funzioni, ma comunque significative. Per questo da non bistrattare perché gli atti di indirizzo si prevedono importanti e determinanti, e le dinamiche e le complessità della gestione non sono affatto escluse (meglio chiedere al presidente uscente Domenico Gambacorta…). Insomma, niente passerelle…

Biancardi alla candidatura, viste le premesse, non ci è arrivato per caso. E’ partito in sordina nel proprio comune, ma appena eletto sindaco non si è fatto mancare nulla e non gli è stato fatto mancare nulla. A cominciare dall’assenza della stanza del sindaco. Strano ma vero: il giorno dopo la sua vittoria nel 2011 il neo sindaco, recandosi al comune, non riuscì a trovare un luogo istituzionale per ricevere i cittadini. In pochi mesi ha recuperato quei siti archeologici (ah, nell’anfiteatro fino al 2011 pascolavano le pecore) che oggi rappresentano uno dei fiori all’occhiello del proprio comune tanto da giungere all’occupazione di diversi addetti; ha risolto un’annosa e storica vicenda legata alla siccità nelle zone alte del paese, con la sua determinazione ci ha messo la faccia dinanzi alle esigenze dei cittadini, e ha promosso una serie di eventi, progetti che hanno mutato lo stato del paese amministrato. Il suo bagaglio da visita non ha rappresentato affatto un problema quando si è trattato di provare l’investitura alla Comunità Montana Partenio Vallo Lauro (la più vasta e numerosa della Regione Campania). Anche qui due mandati all’insegna della più totale convergenza tra tutti. Un discorso territoriale, quello di Biancardi, che ha dato risultati importanti al cospetto di quelle che potevano essere le linee partitiche. Del resto, lui, non si è mai dichiarato, nel corso di questi anni, un uomo dei partiti, ma solo del popolo. Azione, determinazione, impegno, provvedimenti e prospettive mirati esclusivamente nel dare risposte esaurienti. A lungo, dopo la prima adesione all’Udc e poi al Nuovo Centro Destra, è rimasto nel limbo. E’ stato a lungo corteggiato, ma alla fine una decisione finale vera e propria non l’ha mai presa nel rispetto del popolo che rappresenta. Al tempo della recessione, delle limitate risorse finanziarie degli enti, della disoccupazione che cresce, dell’emigrazione che fa registrare dati allarmanti, del disinnamoramento nei partiti, Biancardi è pronto ad un’azione all’insegna della responsabilità. Per difendere il difendibile di chi crede ancora nei valori della politica intesa come servizio agli amministrati.

Sulla scorta dei risultati ottenuti nella sua breve ma significativa carriera politica, ha invocato a lungo le larghe intese con la convinzione e la necessità di dare un governo stabile e responsabile ad una popolazione provinciale (circa 400mila abitanti) per questo appuntamento del 31 ottobre 2018. Qualcuno ha storto il naso, qualcuno ha fatto finta di non sentire, qualcuno ha preferito voltare la faccia; ma sulla sua nave Biancardi non ha fatto fatica a crearsi seguito e consenso per la nuova partita. Un “imbarco” non occasionale, ma frutto comunque di riflessioni e considerazioni. Il progetto e il territorio prima di tutto. I due principali partiti di centro destra, Forza Italia e Lega, hanno abbracciato il suo progetto; il gruppo civico che fa capo al consigliere regionale Enzo Alaia anch’egli non ha avuto dubbi, prendendo le distanze dalla deriva del Partito Democratico e del centro sinistra. Poi ci sono i dissidenti che non hanno avuto, anche loro, dubbi e perplessità nel decidere da che parte stare.

La sfida, ora, entra nel vivo. La navigazione di Biancardi ha preso il via. Sulla sua nave anche il sostegno di un Mandamento Baianese che mai come in questo momento sente odore di rivincita. Dopo anni e anni trascorsi nell’anonimato e nella più totale indifferenza, l’azione centrale della Provincia è pronta a partire, inevitabilmente, da questo territorio di cerniera che potrebbe far capo al suo presidente (e non è poco…). Il trono di piazza Libertà già attende il suo nuovo occupante. Almeno qui, in caso di vittoria, scherzi nell’individuazione dell’ufficio personale per Biancardi non ce ne dovrebbero esserci…