BIG BANG
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Pubblicato il: 28 Febbraio 2019

De Caro presenta il suo Pd : “Partito plurale e libero da imposizioni”

Necessitiamo di una grande comunità, di un partito che non ha bisogno di yes man”. Umberto Del Basso De Caro lancia a Baiano la sua volata per la segreteria regionale del Pd.

Rappresentiamo le aree interne – ha affermato nel suo intervento mandamentale – ma anche le voci libere contro il pensiero unico”. De Caro non nomina mai il Governatore De Luca, ma il destinatario dei suoi attacchi è lui. “Il nostro è un pensiero plurale che punta sul confronto e che mira ad ottenere una sintesi. Non esiste, nel nostro ideale, una che comanda e gli altri che obbediscono. Noi non abbiamo mai obbedito a nessuno, se non agli elettori. Non siamo mai stati oggetto di imposizioni di qualcuno. In politica non si è mai contro, ma si punta ad affermare l’identità e i valori che non muoiono mai, a cominciare dalla libertà. La nostra battaglia guarda avanti, intendiamo discutere e aprirci a tutti per un partito responsabile ed autonomo. Un partito che non sia lo zerbino di qualche istituzione, ma una fonte per elaborare progetti e proposte. Il partito vive una fase non facile a livello regionale. Prendiamo ad esempio la città di Napoli dove da dieci anni non riusciamo ad accedere nemmeno al ballottaggio con percentuali che si attestano al di sotto della media nazionale. In più l’anno prossimo ci attende la difficilissima sfida delle elezioni regionali”.

Sulle primarie nazionali, invece, De Caro sottolinea: “Martina è il candidato per l’unità del partito: senza di lui non credo che questa condizione possa verificarsi. Il nostro obiettivo non è quello di perdere altri pezzi, ma di tenere tutti dentro, a cominciare dall’ex premier Matteo Renzi che resta una valida risorsa considerando che ha soli quarantaquattro anni. La svolta riparte da Martina e Richetti. Con gli altri candidati si torna indietro, alla storia dei democratici di sinistra che è terminata con la caduta del muro di Berlino. Ad undici anni dalla nascita del Partito Democratico non dobbiamo assolutamente considerare la possibilità di girarci indietro per avere una prosecuzione di un mondo politico che già non c’è più”.