BIG BANG
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Pubblicato il: 15 Maggio 2019

Del Giudice lascia la Lega e approda in FdI: “Lascio il partito dei fotografi”

La notizia, nell’area da qualche giorno, è stata confermata nelle ultime ore. I primi lanci delle agenzie ed ecco l’ufficialità: Antonio Del Giudice lascia la Lega Nord. Lo storico esponente leghista del territorio (“A partire dal 2009 quando mio padre alle Europee collezionò 600 consensi per il partito guidato oggi da Salvini”, tiene a rimarcare Antonio Del Giudice) passa con Fratelli d’Italia. “Sono tornato a casa, approdo nuovamente nei veri valori della destra sociale”, commenta a caldo l’imprenditore di Mugnano del Cardinale, punto di riferimento nel Baianese e nel Vallo Lauro, oltre ad aver ricoperto diversi incarichi a livello provinciale nel corso degli anni.

Del Giudice, cosa è accaduto durante questo periodo?

Diversi mesi fa ho fatto la scelta di rimanere nelle file del partito di Salvini, continuando così la mia esperienza leghista, e ho contribuito in maniera rilevante alla crescita delle percentuali del partito in occasione delle diverse competizioni elettorali susseguitesi. Oggi con la scelta di passare in un altro partito tengo a precisare, innanzitutto, che passo da una formazione attestata al 34% dai sondaggi, ad un partito decisamente minore. Quindi voglio precisare che con questa scelta ho tutto da perdere e nulla da guadagnare. Pertanto il mio non è un passaggio di convenienza, ma solo ed esclusivamente di visione e di agire politico”.

Perché ha deciso di lasciare, quindi, il partito di Salvini?

Le cause sono riconducibili tutte alla gestione del partito in Campania e in particolar modo in Irpinia. La Lega nella nostra regione è un partito fatto solo di chiacchiere e di propaganda elettorale. Le principali colpe della situazione venutasi a creare sono da attribuire all’on.le Cantalamessa che si è dimostrato un vero e proprio fantasma in tutto questo periodo, salvo catapultarsi in campagna elettorale con il tour di Salvini la settimana scorsa che ha toccato anche Avellino. Venendo proprio alla situazione nella nostra provincia, invece, sono stati diversi i momenti in cui la situazione è cominciata a sfuggire di mano. Uno dei primi segnali di dissenso si è avuto lo scorso anno quando all’Irpinia, proprio da Cantalamessa, è stato sottratto il seggio elettorale spettante per l’elezione in Parlamento. In quella circostanza è stato messo fuori dal partito Marco Pugliese che aveva solo cercato di difendere un suo legittimo diritto. Poi la situazione è cominciata a sfuggire di mano quando nel partito è stato consentito l’ingresso di amici e di amici degli amici. Ulteriori dissidi si sono verificati quando Ettore De Conciliis, segretario del Movimento Nazionale per la Sovranità, che in tutta Italia appoggia i candidati di Fratelli d’Italia alle Europee, mentre in Irpinia, invece, è a favore della Lega, è diventato portaborse del senatore Barbaro. Grazie alla sua posizione ha forzato la nomina di Sabino Morano a coordinatore della Lega in Provincia di Avellino. Una nomina che mi ha visto in totale disaccordo visto che la guida in Irpinia è stata affidata ad un esponente che arriva dal centro democratico di Pionati. Una scelta azzardata, nata dalla sera alla mattina, che ha investito un personaggio che in qualità di candidato sindaco ad Avellino lo scorso anno, benché supportato da quattro liste, non è riuscito nemmeno a raggiungere il ballottaggio. Sul carro della Lega in Irpinia, poi, con il trascorrere del tempo sono continuati a salire i soliti personaggi che militano a convenienza in uno o nell’altro schieramento. Tra questi annotiamo ex della vecchia scuola della Dc, quella che il ministro Salvini ad Avellino ha fortemente condannato, e che invece, purtroppo per lui, lo affiancavano sul palco del teatro Partenio”.

In questa situazione venutasi a creare Del Giudice ha cercato dialogo o confronto quanto meno per rimediare?

La mia idea di politica è sempre stata basata sul rapporto diretto con le persone. Sono una mente pensante, e già in questo ero scomodo a qualcuno. Non critico Salvini, ma questo partito appare molto lontano rispetto alle problematiche da affrontare. L’esperienza della Lega in Campania, oltre ad essere fallimentare, oggi è molto lontana proprio dall’essere vicino ai cittadini. La mia idea di Lega è un’altra. Non è certamente quella del partito dei fotografi o delle cene accanto al capitano. Cantalamessa, a cui attribuisco le colpe maggiori, non ha saputo gestire il progetto; il sottosegretario Castiello, invece, è una vera e propria leggenda…Il mio appello in questo momento è per tutti coloro che al pari del sottoscritto vivono la stessa situazione. Ecco, sono pregati di uscire allo scoperto e farsi sentire. Io mi sono sentito tradito dalla Lega e dal coordinamento regionale. E per questo motivo ho deciso di prendere strade diverse”.

Una scelta sofferta e, immagino, non facile.

Guardi ho avuto il coraggio di prendere una decisione molto forte a soli dieci giorni dal voto. Avrei potuto attendere, attribuirmi meriti per il risultato elettorale del 26 maggio, e poi fare anche dell’altro. Purtroppo tutto questo non rientra nel mio modus operandi. Per questo ho deciso di lasciare”.

Perché oggi la scelta di aderire a Fratelli d’Italia?

Ho fatto questa scelta perché per me è praticamente un ritorno a casa, in quei nei valori della destra sociale i cui mi sono sempre riconosciuto. La candidatura di Caio Mussolini, inoltre, ha costituito un’attrazione in più per ritrovarmi con me stesso e le idee politiche”.

Quindi ha già scelto chi sostenere alle Europee del 26 maggio.

Oltre a Mussolini sono impegnato per la Rescigno. Il mio obiettivo è quello di far sentire la vera voce della destra sociale. Ora sto seguendo un altro capitano per cercare di contribuire ad un altro tipo di risultati. Nei prossimi giorni a Mugnano del Cardinale arriverà proprio il candidato Mussolini: ci sarà una manifestazione a suo sostegno e che suggellerà il passaggio del sottoscritto nella nuova formazione”.