BIG BANG
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Pubblicato il: 3 Aprile 2021

E’ PASQUA. “Uova, Colomba e la grande domenica”

di Caterino

Ab ovo usque ad mala” (dall’uovo fino alle mele), espressione latina, indicante che, per i Romani, il pranzo iniziava con le uova per terminare con le mele, vale a dire dal principio alla fine. 

Un tempo, le Resurrezione, veniva denominata anche Pasqua d’Uovo, in quanto si donavano e si mangiavano uova sode colorate, benedette in chiesa, e spesso venivano regalate smaltate o in porcellana, o in vetro e persino in oro ed argento, decorate con i simboli e scritte pasquali.

Oggi, invece, vi sono uova di cioccolato, provenienti da pasticcerie e che non vedono la chiesa nemmeno lontanamente.

Eppure non tutti, forse, sanno che il dolce rappresenta il Cristo risorto e della “Natura”, tanto è che, un antico proverbio, recita “Omne vivum ex ovo” (ogni essere vivente nasce dall’uovo).

A riguardo sussistono varie leggende come quella che esisteva la Notte, nelle sembianze di un grande uccello, fecondato dal Vento, il quale depose un uovo d’argento nel grembo della oscurità e da questi uscì Eros, con le ali d’oro, svelando il celato: il cosmo con le sue creature.

Ma, l’uovo simboleggiaa, soprattutto la resurrezione ed è per qesto motivo, che, a Roma, si sono trovate uova nelle tombe dei Martiri.

Inoltre, c’è  da rammentare che la Chiesa era solito benedire, proprio il Sabato Santo, l’uovo che si sarebbe consumato, la Domenica ed il mattino di Pasqua, tutti i fedeli, portavano, nella casa del Signore, un cestino, ripieno di uova, dipinte e non bisogna, tra le tante, dimenticare la bellissima leggenda ucraina del demonio, legato da catena, fatta di tanti anelli quante sono le uova, decorare nell’arco dei dodici mesi.

La Colomba, invece, significa il Cristo e lo Spirito Santo e viene mangiata, in famiglia, in forma di dolce, dopo il capretto e l’agnello. 

la Resurrezione, non è altro che il sorgere del “Giorno Nuovo” che i padri della chiesa, sogliono definirlo “l’ottavo giorno”, annunziante anche l’era futura che comporta la vita, per i giusti e la condanna per malvagi. 

Ma la Pasqua si potrae, a sua volta, per cinquanta giorni, chiamati “Beata Pentecoste“e questi che, si susseguono dalla domenica della Resurrezione a quella della Pentecoste, si cebrano nell’esultanza e nella gioia come la “Grande Domenica“.

Da annotare che è il periodo cadente, per la maggior parte nei mesi primaverili di aprile e maggio, quando il sole invia sulla terra i suoi raggi benefici e salutari di risveglio.

Ironia della sorte, oggi, è bastato un Covid19, per farci comprendere e rimpiangere i “Virus” della visita ai Sepolcri, (Venerdì Santo), la rappresentazione della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo, lo scambio della Palma Benedetta, il suono festoso delle campane, i casatielli, il capretto, l’agnello, la colomba “Morta“, – come la chiamò un amico, mentre un altro, vedendola esposta in una pastecceria, ne mangiò quattro o cinque ma alla fine non voleva pagare, in quanto  credeva che fosse tutto gratis, avendo letto l’invito “Alè… Magna” e tante altre tradizioni.

Sopraggiunge un dubbio”Dare la colpa al lupo, fa comodo alle pecore“, proverbio già riportato sul nostro Web e speriamo che “Dopo Pasqua è festa ancora“, come dicono i francesi,- e scherzando, – si augura BUONA PASQUA e, soprattutto, coraggio perchè il Signore è con noi.