BIG BANG
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Pubblicato il: 23 Aprile 2020

Esclusiva MN, Tulino:”Lavorare per l’Avellino è stato il coronamento di un sogno”

di Francesco Alfonso Barlotti

Luca Tulino, match analyst dell’US Avellino 1912, è stato uno degli artefici del “capolavoro” biancoverde la scorsa stagione, dopo che il sodalizio irpino è ripartito dalla Serie D per la mancata iscrizione al campionato cadetto e poi, la rimonta incredibile ai danni del Lanuesi. L’Avellino, il 12 maggio 2019, conquistò sul campo neutro di Rieti il pass per la Lega Pro, dopo aver battuto per due reti a zero i sardi e un mese più tardi la troupe di Bucaro conquistò la Poule Scudetto. Dopo le note vicissitudini legate alla proprietà Sidigas, il futuro del club biancoverde risultava incerto, ma alla fine gli irpini riuscirono ad allestire una rosa tra le mille difficoltà per il ritorno tra i professionisti. L’ottimo lavoro svolto dal prof. Tulino nell’anno di Purgatorio tra i Dilettanti è valsa la riconferma per l’attuale stagione, riuscendo a strappare in largo anticipo la salvezza e il decimo posto in classifica, valido per la qualificazione dei play-off (con riferimento alla classifica prima della sospensione del campionato di Lega Pro,ndr).

Il match analyst  mandamentale ha raccontato in esclusiva alla nostra testata i momenti più belli della scorsa stagione: dalla forte volontà di mister Bucaro di averlo tra lo staff tecnico, passando per la svolta di Cassino, la conquista della promozione in Serie C e successivamente lo Scudetto Dilettanti al “Curi” di Perugia e dulcis in fundo la riconferma per l’attuale stagione.

Con l’esonero di Archimede Graziani, la scorsa stagione Bucaro è stato insignito allenatore dell’U.S Avellino 1912. Il tecnico palermitano l’ha voluta fortemente tra lo staff tecnico, avendo collaborato ai tempi del Savoia. Che emozione ha provato al momento della chiamata? Cosa significa per Lei “lavorare” con l’Avellino, essendo del territorio?

“Per me è stata una grandissima emozione al momento della telefonata di mister Bucaro, quando mi ha espresso il desiderio di volermi al suo fianco nel rinnovato staff tecnico. Una grande soddisfazione per me, perché è stato il coronamento di un sogno e mai mi sarei aspettato di giungere a questo traguardo così importante. Ho sempre seguito le sorti del lupo e sono sempre stato tifoso, avendo seguito tutte le partite sugli spalti. Un traguardo inimmaginabile.”

L’Avellino anno lo scorso è ripartita dalla Serie D. Bucaro ha realizzato un vero e proprio miracolo, qualcosa di impensabile rispetto ai -12 punti dal Lanusei. Cosa è successo dal match di Cassino?

“Cassino è stato uno dei punti più bassi. Dopo la sconfitta, c’è stato un confronto negli spogliatoi con tutta la squadra e lì il mister ha cacciato fuori l’anima del gruppo, facendo comprendere l’importanza della maglia e il valore dell’Avellino. In quel momento abbiamo iniziato a credere ancora di più nelle nostre potenzialità ed abbiamo creduto nella rimonta.” 

Il 12 maggio 2019 l’Avellino ha realizzato un vero e proprio capolavoro, riuscendo a strappare il pass per la Serie C contro il Lanusei sul campo neutro di Rieti. L’emozione più bella di quel match? Un mese dopo è arrivata lo Scudetto, un capolavoro nel capolavoro?

“Abbiamo sempre creduto nella promozione in Serie C ed abbiamo solamente fatto il nostro, spendendo tutte le nostre energie. Dalla vittoria contro il Trastevere abbiamo compreso che potevamo dire la nostra, bastava solamente crederci. La conquista dello Scudetto è stata qualcosa ancora di più inatteso, perché abbiamo prima fermato il Bari, poi, abbiamo sconfitto il Picerno. Siamo arrivati alla finale, battendo la Pergolettese in semifinale a Gubbio e ricordo di essere andato a vedere l’altra semifinale Cesena- Lecco. Dopo appena due giorni c’era la finale contro il Lecco. Una partita preparata in pochissimo tempo, ma alla fine abbiamo conquistato lo Scudetto. E’ una forma di grande orgoglio veder stampato lo Scudetto sulla maglia biancoverde e vederlo portato su tutti i campi del Girone C di Lega Pro. Il “Curi” per me ha un ricordo amaro, soprattutto per lo spareggio contro l’Albinoleffe del 2006 in cui retrocedemmo in Serie C, dove ero presente sugli spalti.”

Il 2019 è stato dalla polvere al ritorno. Prima il fallimento sportivo targato Taccone, poi, l’avvento della Sidigas fece ritornare quel barlume di speranza tra i tifosi. A febbraio 2019, però, l’Avellino era lontanissima dal primo posto e tra i supporter biancoverdi era svanita di nuovo la fiducia. Qual è stato il momento più difficile?

“Il momento più difficile sono state sicuramente le sconfitte con Cassino e Latte Dolce, ma abbiamo continuato a lavorare sodo perché credevamo di poter agguantare la capolista Lanusei.”

L’Avellino sembrava essere in una botta di ferro con la conquista della promozione in Serie C, poi, si è verificato l’epilogo Sidigas ben conosciuto. I biancoverdi sono partiti con 15 giorni di ritardo rispetto alle altre compagini del campionato, ma Di Somma è riuscito nel miracolo con un budget limitatissimo. In questa situazione così nebulosa cosa vi aspettavate?

“Purtroppo la situazione della Sidigas ha colpito tutti i rami dell’azienda, anche se comunque noi abbiamo continuato a lavorare per il bene dell’Avellino. Non nascondo  la gioia per essere stato riconfermato dalla società, nonostante la dipartita di mister Bucaro e l’arrivo di un nuovo staff tecnico. È stato un motivo di vanto e ne vado molto fiero.”

Qual è stata la difficoltà maggiore riscontrata dal passaggio dai Dilettanti al professionismo?  Tatticamente la differenza è notevole tra i due campionato?

La differenza tra Dilettanti e Serie C inevitabilmente si fa sentire, anche perché il campionato di Lega Pro è molto più complesso per le tante corazzate presenti nel girone come Reggina, Bari, Catania, Catanzaro, Ternana. E’ un campionato molto tattico e tecnico, pertanto è ancora più complesso da studiare e da preparare.”

Con l’esonero di Ignoffo, i lupi bazzicavano nelle ultime posizioni in classifica con 4 sconfitte consecutive. L’arrivo di Capuano ha stravolto il tutto, riuscendo nel regalare l’impresa con tante giornate d’anticipo, ma sul rush finale di giocarsi l’accesso play-off è piombata la sospensione del campionato. I lupi possono dire la propria?

“Capuano ha avuto un forte impatto sulla squadra, in quanto è un allenatore esperto della categoria, tatticamente meticoloso e molto carismatico. Io non sono in grado di dire se i campionati  possano riprendere, questo sarà deciso dagli organi competenti (Governo e FIGC). Le priorità sono la salute e la sicurezza dei tesserati e dei cittadini tutti. Qualora si riuscisse a riprende il campionato, l’Avellino darà il massimo per regalare gioie e soddisfazioni  alla nuova società, presieduta dalla famiglia D’Agostino e l’Irpinia intera.

In queste settimane di quarantena e lo stop dell’attività agonistica, come continua la propria attività?

“Guardo costantemente partite degli avversari, continuando sempre a studiare video su video. Riguardo le partite nostre, analizzando ogni fase. Ogni giorno mi sento costantemente con lo staff tecnico, confrontandomi sempre e facendoci trovare non impreparati per un’eventuale ripresa.”

Qual è stata la partita più difficile da prepara tatticamente in assoluto per l’Avellino?

Ogni partita è complicata di sé e va preparata in modo differente. Il campionato di Lega Pro presenta diverse insidie, sia perché ci sono numerose corazzate, sia perché ogni anno mette in mostra compagini attrezzate e propositive (Monopoli, Potenza, Virtus Francavilla, etc). Ciascuna formazione presenta particolarità, schemi e disposizioni tattiche diverse da individuare, evidenziare e mostrare allo staff tecnico, in vista della preparazione della gara.