BIG BANG
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Pubblicato il: 28 dicembre 2011

La Cava e l’addio alla Battipagliese: “Fin quando non è esplosa la crisi societaria i risultati erano positivi”

 

Le festività natalizie sono un’occasione per riflettere su ciò che è andato e cosa no. Lo ha fatto con noi il tecnico Sergio La Cava. L’ex allenatore di Turris e Battipagliese ci ha parlato dei retroscena relativi al tramonto del progetto ambizioso delle “zebrette”, proiettandosi anche sul suo passato corallino. Fine d’anno, tempo di bilanci..

Quanto rammarico c’è per l’avventura finita male con la Battipagliese?
Rammarico ce n’è, perché fin quando non era trapelato ancora nulla in merito alla questione societaria, i risultati erano stati positivi. Sai come vanno queste cose, i giocatori anche se in serie D hanno famiglia e di conseguenza erano preoccupati dalle insistenti notizie in merito al ridimensionamento del progetto calcistico. Dispiace perché in estate avevo rinunciato a progetti importanti per accettare la Battipagliese. Mi avevano chiamato da Casarano e da Grottaglie, ma rifiutai per scegliere i colori bianconeri”.
Cosa può dirci di De Cesare? Un attaccante che sembra aver ritrovato la giovinezza perduta a quarant’anni suonati.
Ciro è un ragazzo che era fuori dal giro importante. Non ha faticato poi ad inserirsi ed a tornare a segnare tanto, anche grazie ai suoi compagni. Ma non dimentichiamo che lo stesso Tortora stava facendo benissimo. La Battipagliese era una squadra costruita con intelligenza in sede di calciomercato, questo bisogna dirlo. Avremmo certamente fatto grandi cose se soltanto ci avessero dato la possibilità di continuare su quella strada”.
Cosa pensa di Foderaro, attaccante acquistato dalla Turris pochi giorni fa?
Con il suo arrivo sembra essersi rinforzata a dovere la squadra corallina. Il presidente Gaglione in questi ultimi anni ci ha abituati a rilanciare attaccanti che per un motivo o per un altro si erano persi per strada. Foderaro è una prima punta di movimento dal passato importante che potrà fare certamente bene con la maglia corallina. Un infortunio gli ha fatto rallentare la carriera, ma può certamente rifarsi”.
Come si spiega la contestazione nei confronti di Rosario Gaglione a Torre del Greco?
Io conosco bene la realtà di Torre del Greco avendoci allenato (nella stagione 2008/2009 ndr), certamente c’è un pubblico che di calcio ne capisce. Ma la contestazione nei confronti di Gaglione è ingiusta. Non lo dico perché è mio amico. Il presidente da solo non può fare di più e per questo andrebbe elogiato a prescindere dal piazzamento a fine campionato”.
Perché lei andò via dalla Turris se è così amico del presidente?
Vincere con la Turris sarebbe stato il mio sogno. Ma non ci furono i presupposti per restare a Torre anche l’anno dopo il sesto posto conquistato con una squadra normale. Il presidente alla fine del campionato mi offrì di restare, ma non me la sentii, perché il progetto fu ridimensionato tantissimo”.

(si ringrazia www.notiziariocalcio.com)