BIG BANG
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Pubblicato il: 29 Settembre 2020

La nuova giunta di De Luca senza irpini

di Stefano Cavaliero

Tempestiva ed inaspettata arriva la notizia di ieri mattina della formazione della nuova giunta regionale. Il rieletto governatore De Luca ha preferito bypassare gli esiti di incontri già programmati, evitare le dinamiche di mediazione partitica e lungaggini di ogni sorta. Preme sull’acceleratore per avere un team operativo fin da subito, ancor prima della proclamazione ufficiale. Risulta evidente l’incombenza di iniziare subito a lavorare, anche per gestire al meglio una eventuale seconda ondata di pandemia. Dopo cinque anni di squadra tecnica, il Presidente apre ai partiti. Ma è lui in prima persona a scegliere i nomi. Pertanto, vanno quattro seggi al PD, uno a IV e uno a Mastella, ma il team rimane ristretto a dieci persone. Confermati il salernitano Bonavitacola (vice-presidenza) e i napoletani Cinque (bilancio), Marchiello (lavoro), Fortini (scuola), Fascione (ricerca) e Discepolo (urbanistica). Le quattro new entry –Casucci al turismo, Morcone alla sicurezza, Filippelli alla formazione e Caputo all’agricoltura– vengono dal casertano e dal beneventano. De Luca mantiene per sé le deleghe di sanità e trasporti. Salta subito all’occhio l’assenza di Consiglieri avellinesi. La delusione tocca coalizioni e partiti e, ovviamente, i candidati esclusi, che sperano in un ripescaggio. Altrimenti, possono puntare a collaborare in organismi collaterali alla giunta. Il dato delude le aspettative del PD, che proprio in Irpinia ha raggiunto una consistente maggioranza, in controtendenza rispetto al resto della Regione. Erano vive le speranze della capolista Rosetta D’Amelio, consigliere regionale uscente che aveva buone possibilità di rientrare in Regione, sebbene il collaboratore Maurizio Petracca, che neanche è riuscito ad ottenere un seggio, l’avesse superata in preferenze ad personam. E se si parla di preferenze personali, è impossibile non citare Vincenzo Alaia, già Consigliere durante lo scorso mandato, che ha ottenuto 15mila voti, e che ha senza dubbio orientato il successo esclusivo di Italia Viva nel territorio, che ha raggiunto il 12%. Uguale sorte è toccata ai demitiani, che con la candidatura di Pino Rosato, ex direttore generale del Moscati, hanno oltrepassato i 105mila voti. Chiaramente, si paventa che la nuova giunta trascuri le aree interne, occupandosi principalmente delle zone costiere e metropolitane, e che le prospettive di sviluppo territoriale vengano abbandonate. “Mi auguro che le aspettative dell’Irpinia”, dice con rammarico il commissario del PD Aldo Cennamo, “così ampiamente espresse in questi mesi di campagna elettorale, possano raggiungere il giusto riconoscimento, ed essere presentate alla giunta con uguale dignità di quelle delle altre province della Campania”.



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