BIG BANG
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Pubblicato il: 3 Novembre 2019

“L’avventura di un Semplice” del Baianese: Stefano Bocciero

di Nicola Montanile

Si è parlato, molto dei due scrittori di Storia Patria di Baiano, vale a dire Can. Stefano Boccieri ed il professore Enrico De Falco.

Essi, per il passato, sono stati autori di pregevoli scritti, di cui, spesso, se ne è parlato sul nostro Network. .

E bene, in questa rassegna, non si è mai accennato ad un altro autore baianese che, per l’edizione RO.MA., nell’aprile 1986, diede alla stampa, l’interessante volume “L’Avventura di un semplice“un romanzo, inserito nella “Collana – I Contemporanei Meridionali“.

Si parla di Stefano Bocciero, che, sull’antipagina del testo, afferma “Nel 1954 una giovane disse che zì Tonio, il personaggio di una mia novella, aveva le caratteristiche e la forza per fare molta strada nel campo letterario. Non so se questo avverrà. Ma a quella giovane, mia moglie, dedico ora questo romanzo“.

Come si evince era sposato, ma un’altra importante notizia o indicazione risalta dalla breve prefazione che egli fa sul libro, nella quale si legge, “La novella <zucca>, che ebbi a scrivere nel 1954 ed ottenne qualche riconoscimento di critica, mi è stata sempre particolarmente cara. Rileggendola ho pensato che l’avventura del povero Tonio poteva essere oggetto di un trattamento più ampio di quanto non lo consentì, allora, l’esiguo numero di pagine di quella forma narrativa. Ho così scritto questo romanzo che abbraccia un arco di tempo che va dal 1863 al 1943, date della nascita e della morte del protagonista. Molte vicende storiche di questi ottanta anni vengono in luce nel corso della narrazione, a volte in modo diretto e volte indirettamente, filtrate attraverso la reazione e il giudizio che di esse danno i personaggi del romanzo. I luoghi descritti sono reali e alcuni personaggi, se non proprio veri, sono verosimili dell’ambiente in cui si svolgono i fatti esposti. L’accenno ad un carabiniere morto in Etiopia è vero, come è vera la ricompensa al valore che gli fu assegnata. Anche altri fatti sono veri. Voglio sperare che il diletto che ha gratificato la mia fatica nello scrivere questo romanzo possa, anche se in minima parte, gratificare la fatica di chi arriverà eventualmente a leggerlo tutto – Avellino Aprile 1986″.

E’ chiaro, in questa prefazione, tra l’altro, il riferimento all’eroe Nicola Litto, ma i meriti dello scrittore su menzionato, vengono alla luce, quando l’editore, nella nota editoriale della collana, sottolinea, con lode che “Si registra, da qualche anno, una incorraggiante <ripresa> della editoria nel sud, con sempre magggiore disponibilità al contatto con narratori, ricercatori  e saggisti maridionali. Su questa linea intandono dirigere il loro futuro le Edizioni RO.MA. di Avellino. Pertanto nasce, con questo interessante romanzo di Stefano Bocciero, una nuova collana di narrativa. Una collana che vuole, appunto, contribuire ad offrire uno spazio  a scrittori meridionali, i quali rischierebbero di non poter far sentire la loro voce, per difficoltà oggettive di trovare editori che valorizzino facendoli conoscere ed apprezzare dal grande pubblico e dalla critica“.

In definitiva si parla di una famiglia, composta da tre persone e cioè il padre, il contadino Anselmo, la moglie, Rosa, casalinga ma che aiuta il marito anche nel lavoro dei campi e muore nel secondo parto,insieme al feto, e il loro figlio, all’anagrafe Antonio e poi Tonio, il quale, avrà nel crescere, dei problemi, oggi definibili, “diversamente abili”, ma che, un tempo, venivano bollati “scemi” del paese ed altri personaggi, come parroco, padroni; tutti vivono tra speranze, superstizioni, sacrifici, povertà, dolori, vessazioni, sfruttamenti.

Sicuramente, qualche baianese un po più “stagionato” si ricorderà di questa famiglia, come si può senz’altro riferire, appreso nell’ultima di copertina, la biografia dello scrittore che recita ” Stefano Bocciero, nato a Baiano (Av), nel 1929, è al suo primo romanzo ma ha scritto parecchi racconti, alcuni dei quali hanno già avuto pubblici riconosscimenti, nel Concorso Letterario Nazionale “Lipparini” e due volte ( con medaglia d’oro) nel Premio Letterario Nazionale dell’Accademia Pontano di Napoli. Vive ad Avellino e collabora ad alcuni periodici con articoli di critica musicale. E’ docente di ruolo nelle scuole statali. Di prossima pubblicazione, un volume di racconti”.

( Copertina del libro: Nicola Montanile)