BIG BANG
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Pubblicato il: 1 Agosto 2020

Il mandamentale Ercolino “conquista” la Capanna Margherita del Monte Rosa. FOTO-VIDEO

Ho visto il paradiso nel silenzio della montagna”. Michele Ercolino, docente di Mugnano del Cardinale, appassionato e praticante di sport individuali di grande sacrificio come l’atletica, il duathlon, al suo ricco curriculum di esperienze negli ultimi giorni ne ha aggiunto un’altra di tutto rispetto. Forse la più dispendiosa tra tutte. Ercolino, infatti, ha preso parte alla spedizione per celebrare il quarantesimo anniversario della ristrutturazione della Capanna Margherita del Monte Rosa (in onore della Regina Margherita di Savoia che vi pernottò nell’anno dell’inaugurazione 1893), a circa 4.554 metri di altitudine (rifugio più alto d’Europa), costruita nel 1889 e situata nel cuore delle Alpi Pennine, al confine tra Valle D’Aosta, Piemonte e Francia.

Un’impresa vera e propria, quella che l’appassionato sportivo di Mugnano del Cardinale ha deciso di compiere in sinergia con le apposite guide, che lo ha visto per protagonista nei giorni scorsi.

La spedizione, organizzata dalla compagnia degli alpini della Vertical Life, ha preso il via dai 1.800 metri con apposite funivie. Arrivati intorno ai 3mila metri, ecco che il compito di tutta la carovana è cominciato a farsi arduo. Muniti di apposite attrezzature specializzate per permettere una cavalcata del genere, gli sportivi “coraggiosi” che hanno deciso di partecipare all’impresa hanno cominciato “salire” a piedi verso la vetta, passando inizialmente per i 3.400 metri del rifugio Gnifetti. Le regole da seguire per tentare la scalata sono poche, ma da osservare rigorosamente. Quella dell’alimentazione e del riposo sono fondamentali per non compromettere il cammino nelle ore successive. La cena è fissata intorno alle ore 19, e dopo un riposo di qualche ora, alle 3 del mattino, si è già in piedi per ricominciare a “salire”. “Mentre a valle il termometro registra quaranta gradi nelle ore centrali della giornata, a oltre quattromila metri di altitudine, la temperatura oscilla intorno agli zero gradi. Le pareti di ghiaccio possono cominciare a sciogliersi e creare qualche problema. Ed è per questo motivo che gli orari – racconta orgogliosamente Michele Ercolino – sembrano essere particolarmente insoliti”.

Dopo la prima notte trascorsa al rifugio Gnifetti, la spedizione, partita nel cuore della notte, ha toccato l’omonima vetta intorno ai 4.600 metri. Qui, a causa del forte vento, e quindi in presenza di condizioni meteorologiche davvero proibitive, non è stato possibile fotografare uno dei momenti più attesi dell’esperienza. Successivamente la spedizione ha fatto rotta verso la Capanna Margherita a 4.554 metri circa di altitudine. Anche qui le condizioni meteorologiche non hanno aiutato.

E’ stata esperienza bellissima – racconta alla conclusione Michele Ercolino – un momento davvero emozionante ed estremo che mi spingerà nel futuro a cercare sempre sfide emozionanti. E’ un enorme piacere condividere con tutta la popolazione del Mandamento Baianese le varie tappe dell’esperienza che mi hanno visto per protagonista”.