BIG BANG
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Pubblicato il: 9 Marzo 2019

MUGNANO. 28 anni fa la scomparsa dell’ex sindaco Salvatore Napolitano. Il ricordo

MUGNANO. 28 anni fa la scomparsa dell’ex sindaco Salvatore Napolitano. Il ricordo

9 Marzo 1991: una data che la comunità di Mugnano del Cardinale non dimentica facilmente. Era, come oggi (2019), un sabato qualunque. Gli usi e i costumi della comunità locale erano, però, completamente differenti da quelli dell’era attuale che registra il predominio dei social. A quei tempi i luoghi di ritrovo erano affollati. I bar e le strade rappresentavano ancora i veri punti di raccolta e di informazione per tanti cittadini, ma il vero punto di forza del paese erano i centri studi, veri e propri motori che, tra le molteplici funzioni sociali a cui erano preposti, formavano anche classi dirigenti politiche per passione. Qui era solito trascorrere il suo tempo libero il dott. Salvatore Napolitano, sindaco e medico del paese. Quella sera, mentre stava giocando a carte (uno dei suoi hobby preferiti) in compagnia di alcuni amici, un malore mise fine alla sua esistenza. Il dott. Salvatore Napolitano, 63 anni, stava espletando il mandato dopo la vittoria del 1988 (non esisteva ancora l’elezione diretta della fascia tricolore). In paese, insieme ad un gruppo di amici, era stato uno degli storici fondatori della civica dell’Aquila. Napolitano, tra l’altro, era già stato sindaco di Mugnano del Cardinale nel 1972 e nel 1978. Il paese, quel sabato sera, fu sconvolto, nel giro di pochi minuti, dalla terribile notizia. Dal dopoguerra ad oggi mai nessun sindaco era (ed è) deceduto durante l’espletamento del mandato elettorale conferito dagli elettori. La comunità mugnanese pianse ininterrottamente prima l’uomo, poi il dottore e poi il sindaco, stringendosi intorno al dolore della famiglia. Fu la stessa popolazione a decidere, senza non poche difficoltà, il luogo dove far riposare il dott. Salvatore Napolitano all’interno del cimitero. Dopo tantissimi anni i cittadini conservano un ottimo ricordo dell’ex sindaco e puntualmente non evitano di fargli un saluto alla sua lapide nella zona centrale del luogo scelto per il riposo eterno all’interno del cimitero.

Oggi ricade il 28esimo anniversario di quel 9 marzo 1991. In questo sabato qualunque, proprio come quello del 1991, alla guida del comune di Mugnano del Cardinale c’è il figlio di Salvatore Napolitano, Alessandro. La sua elezione a sindaco è avvenuta nel giugno scorso, ma non alla guida della storica lista dell’Aquila che suo padre aveva ideato facendone uno dei tessuti socio culturali del paese, ma bensì con un’altra lista, seppur di estrazione civica. Alessandro Napolitano decise di non “schierare” nella competizione elettorale lo storico simbolo da un lato per evitare paragoni e riferimento del passato, dall’altro per essere promotore di un nuovo rinnovamento al passo con i tempi del terzo millennio. Sebbene le ere politiche ed amministrative siano profondamente diverse, sebbene siano trascorsi solamente pochi mesi dall’approdo in politica di Alessandro Napolitano, i paragoni con il passato non mancano di certo. L’attuale primo cittadino di piazza Umberto I nel corso del mandato, dopo averne fatto tesoro nel corso della vita, starà mettendo in campo principi ed insegnamenti impartiti dal papà. In riferimento all’illustre passato, però, Alessandro Napolitano ha sempre volutamente evitato di accostarsi a paragoni o altro. Solamente in una occasione si è lasciato andare. In uno degli ultimi consigli comunali, quando all’attenzione dell’assise venne portata in risalto la possibilità di intitolare una strada all’ex parlamentare Stefano Vetrano, l’attuale fascia tricolore si sciolse e affermò: “Accettiamo tutto, ma non accetto che fino ad oggi, ad oltre venticinque anni di distanza, in paese non sia stata presa in considerazione nessuna ipotesi di intitolazione di una via o di realizzazione di una lapide non solo ad un ex sindaco deceduto, ma soprattutto ad un ex sindaco deceduto durante l’espletamento della carica…Per questo sono qui – aggiunge oggi Alessandro Napolitano nel giorno del ricordo di suo padre – anche per dimostrare la nullità di chi pensava di essere imperatore”.