BIG BANG
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Pubblicato il: 27 Febbraio 2021

MUGNANO. A breve la nomina del nuovo Rettore. Quanto pesa l’eredità di Don Giovanni?

L’attività del Santuario di Santa Filomena prosegue. Si guarda avanti. Senza sosta. Il dopo Don Giovanni Braschi è già cominciato. Domenica, infatti, riprende il cammino filomeniano con le tradizionali tre sante messe (ore 10, ore 12 e ore 18). Ad officiare le celebrazioni toccherà a Don Giuseppe Autorino (a cui la Diocesi di Nola, in qualità di parroco del paese, ha affidato l’incarico temporaneo della gestione del Santuario) e a Don Giuseppe Giuliano (uno dei sacerdoti che negli ultimi tempi è stato accanto a Don Giovanni Braschi, coadiuvandolo nel corso delle celebrazioni). Una decisione ufficiale della Curia di Nola circa il nuovo percorso ecclesiastico al riguardo del Santuario, potrebbe arrivare solo dopo la metà della prossima settimana. Toccherà sicuramente al vescovo Francesco Marino, procedere all’investitura del nuovo Rettore.

Dopo la morte di Don Giovanni Braschi, alla soglia del 50esimo anno di sacerdozio (l’ordinazione risale al 19 giugno 1971) è comunque destinata ad aprirsi, inevitabilmente, una nuova fase. La chiusura dell’ingresso principale del Santuario proprio negli istanti in cui il carro funebre con a bordo il feretro del Rettore lasciava piazza Umberto I, per recarsi al cimitero, ha rappresentato senza dubbio il momento spartiacque tra la fine di una fase storica, che è coincisa con il rilancio, in Italia e nel mondo, del culto di Santa Filomena, e l’inizio di una nuova era. In cui le sfide da approcciare saranno tante. Un discorso futuristico che deve assolutamente guardare al passato, senza sottovalutare le insidie del presente.

Riprendendo la falsa riga dei meriti riconosciuti da Don Giuseppe Autorino a Don Giovanni Braschi in occasione delle esequie, una duplice sfida attende la nuova vita del Santuario: quella “spirituale” e “materiale”.

Il punto di partenza sarà, inevitabilmente, il lavoro, straordinario, fatto di grande passione e assiduo impegno, svolto negli ultimi trentasette anni dal Rettore uscente. Negli anni ’80 e ’90, a Mugnano del Cardinale, il culto di Santa Filomena è riuscito a rialzarsi dal decreto della Congregazione dei Riti che declassificava la venerazione di Santa Filomena a secondo livello. Tutto ciò non ha affatto demoralizzato Don Giovanni che, da mugnanese doc, ha saputo riportare l’interesse per un vero patrimonio, e il Santuario all’attenzione del mondo. Ad accompagnarlo le manifestazioni al culto di Santa Filomena di Papa Giovanni Paolo II che, nel 1986, mentre era dinanzi alla statua della Martire, donata da Paolina Jaricot al Santo Curato d’Ars, e pervenute alle Carmelitane di Ars, incoraggiò le pie Monache del Carmelo a continuare a venerare serenamente Santa Filomena. Stesso discorso per San Pio, molto devoto di Santa Filomena che, proprio dopo la riforma del 1961, come riporta Don Giovanni in “Santa Filomena Stella del Paradiso” (anno 2010), “usava toni duri ed imperativi che non ammettevano repliche, verso quei suoi interlocutori che sprovvedutamente mettevano in dubbio l’esistenza della nostra venerata Santina“. Una missione lodevole e ricca di riscontri, quella effettuata, dove il sacerdote per più anni si è esposto anche dal punto di vista personale, in nome di Santa Filomena, probabilmente ben oltre la soglia del limite. Ha girato il pianeta, in silenzio, Don Giovanni. Ovunque andava era una festa per quello che lui cercava e venerava: la fede per la Santina. Ottenendo risultati incredibili. In America, in Africa, in Oceania, in Asia, senza dimenticare l’Europa, il culto di Santa Filomena, grazie a lui ha superato tutti i confini, ridando la giusta centralità anche alla storica Arciconfraternita Universale di cui è stato padre spirituale e ricoperto l’incarico di presidente onorario. Le sue pubblicazioni, che rappresentano un valore storico di rilievo, una guida invidiabile per comprendere e appassionarsi dell’evoluzione del culto e della storia di Santa Filomena, non a caso, sono state puntualmente tradotte in più lingue. Nei suoi volumi Don Giovanni Braschi ha offerto notizie importanti sulla vita di Santa Filomena, ha approfondito studi scientifici rispetto al ritrovamento del corpo nelle catacombe di Priscilla a Roma. Altra base importante del suo lavoro è stato quello di ricercare personaggi che sono stati devoti alla Santina, di concentrarsi sui miracoli ad essa attribuiti, e sugli avvenimenti più significativi della storia del Santuario mugnanese.

Accanto a lui negli anni non è passata inosservata la presenza di Suor Petronilla, autentico punto di forza, anch’essa, della gestione, molto delicata, del Santuario. Discorso analogo per tutti i suoi collaboratori alternatisi negli anni.

Un discorso di crescita, quello portato in porto con determinazione da Don Giovanni Braschi, che negli ultimi decenni, venendo ai giorni nostri, si è intrecciato, anche qui con successo, con la sfida della multimedialità. Un nuovo percorso che ha favorito le interazioni con tutti i devoti del mondo e che oggi, proprio attraverso l’utilità delle pagine social, ne piangono la scomparsa. A Mugnano del Cardinale gli effetti sono stati tangibili: i circa 20mila pellegrini all’anno che fanno tappa al Santuario non sono roba da poco. Come non bisogna dimenticare il maxi afflusso in occasione del Bicentenario del 2005 della Traslazione del Sacro Corpo di Santa Filomena da Roma.

Andrò avanti fino quando Dio vorrà“, affermò Don Giovanni nella prima omelia dopo l’infarto che nel 2016 lo colpì. Il sacerdote riuscì a riprendersi portando avanti ancora tanto lavoro nella sua opera nel contesto filomeniano mondiale, rinunciando alle dimissioni che si erano paventate in giro.

Le basi poste da Don Giovanni, insomma, non sono affatto da disperdere. Risultati di cui farne tesoro, fonti storiche e fonti di insegnamento che, a poche ore dalla scomparsa, costituiscono già un patrimonio di inestimabile valore.