BIG BANG
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Pubblicato il: 25 Novembre 2020

Numeri errati e candidature invalide: il caos del bando della Protezione Civile per la Campania

di Stefano Cavaliero

Non sono poche le criticità che riguardano il bando indetto dalla Protezione Civile per l’assunzione temporanea di medici ed infermieri in Campania. Se il Presidente De Luca, nel consueto intervento del venerdì, aveva previsto un tasso di rinunciatari del 15-20%, i numeri reali sono molto più deludenti: 97 rinunce su 156 disponibilità, più del 60%. Il dato risulta ancora più sconfortante se si considera che il bando, pubblicizzato anche sulle reti televisive nazionali, si auspicava l’assunzione di 450 medici tra anestesisti, infettivologi, pneumologi e chirurghi d’urgenza. Le 97 rinunce sono probabilmente riconducibili a ripensamenti e valutazioni di profitto personale: l’ingaggio è a tempo determinato, e i medici saranno assegnati alle Asl campane fino a gennaio. L’urgenza di assunzione e i tempi di procedura avrebbero reso infruttuoso un bando di concorso ordinario, costringendo al ripiego sulla ricerca di volontari. E in effetti dei volontari sono stati trovati: soprattutto campani, soprattutto napoletani, ma anche due veneti, un piemontese, un sardo, un laziale e un cubano. In tutto sono 27, ed è rincuorante la presenza di tre anestesisti, il cui apporto è fondamentale nelle terapie intensive. Se nelle prossime ore saranno contattati altri 25 medici, che avevano dato previa disponibilità online, è sconcertante il riscontro di candidature invalide: oltre a 7 medici privi di requisiti (medici ordinari), risultano dei nomi fasulli, associati a numeri inesistenti. A questo proposito, verrà presentata una denuncia per accertamenti giudiziari. Il bando in questione è il sesto indetto dalla Protezione Civile dall’inizio dell’emergenza. Il primo, aperto il 20 marzo, richiedeva l’assunzione di 300 medici volontari per lavorare a tempo nelle regioni allora più in crisi: Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte. Risposero in 7900. Quello per la Campania, invece, è il primo bando limitato ad una singola regione. La necessità di personale sanitario in Campania deriva dalla carenza di assunzioni degli scorsi 10 anni. Prima del 2019, infatti, la Regione era in Commissariamento, condizione che ha causato tagli del personale delle Asl e divieti di assunzione. L’uscita dal Commissariamento dello scorso anno, ad opera dell’amministrazione De Luca, è ancora troppo recente, e i danni di 10 anni di mala gestione gravano sul presente, inaspriti dall’emergenza Covid. Le Regioni che disponevano di graduatorie di precedenti concorsi territoriali hanno potuto sopperire con facilità all’urgenza di ulteriore personale sanitario; la Campania, invece, è stata costretta a chiedere l’aiuto della Protezione Civile, e non sono ancora stati ottenuti i risultati sperati.