Stop ora legale-Fonte Canva-Mandamentonotizie.it
Dopo oltre un secolo, una svolta inattesa scuote le abitudini di milioni di cittadini: l’ora legale è stata ufficialmente abolita.
Per più di cent’anni ha scandito le giornate, modificando il ritmo della vita quotidiana due volte all’anno.
Un gesto semplice, spostare le lancette dell’orologio avanti o indietro, che però ha sempre diviso opinione pubblica e istituzioni.
Eppure, a quanto pare, quella che sembrava una tradizione intoccabile è destinata a cambiare per sempre.
Che cosa sta accadendo davvero all’ora legale? Un cambiamento epocale, ma cosa succederà nel futuro per i cittadini?
Da decenni il cambio dell’ora genera dibattiti accesi. Da una parte chi lo considera utile, dall’altra chi lo vive come un fastidio pericoloso per il benessere. È un rituale che accompagna la vita di milioni di persone, segnando l’inizio della bella stagione con giornate più lunghe e il ritorno dell’inverno con serate anticipate. Ma c’è chi sostiene che i tempi siano maturi per voltare pagina, considerando l’evoluzione delle abitudini sociali ed energetiche.
I risparmi di consumo, un tempo principali motivi dell’introduzione dell’ora legale, oggi sembrano meno rilevanti in un contesto tecnologico avanzato. A prevalere sono le preoccupazioni legate alla salute: disturbi del sonno, cali di concentrazione e peggioramento di patologie croniche. Un insieme di fattori che ha spinto diversi governi a rivalutare seriamente la necessità di mantenere questa pratica.
Solo il 40% dei Paesi del mondo sposta ancora le lancette due volte l’anno. In Africa, lo fa soltanto l’Egitto, mentre in Asia il sistema è adottato in Cina, con l’eccezione della regione dello Xinjiang, ma non in Giappone. In Oceania, invece, non tutte le aree applicano il cambio orario. A questa lista si aggiunge ora l’Ucraina, che dal 2025 non utilizzerà più il sistema dell’ora legale. Una decisione presa per tutelare il benessere e la produttività dei cittadini.
In Europa, intanto, il dibattito resta aperto. La Commissione Europea aveva già proposto nel 2018 di abolire il cambio dell’ora, ma finora non è stata raggiunta un’intesa definitiva. Al momento, l’Italia e altri Paesi continueranno ad adeguarsi al sistema attuale almeno fino al 2026, quando il Parlamento Europeo deciderà il futuro di questa pratica. Introdotta per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale con lo scopo di risparmiare energia, l’ora legale è poi diventata consuetudine negli anni ’70, fino a essere regolamentata dall’UE nel 2001. Oggi, dopo oltre un secolo, la sua esistenza è più incerta che mai.
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