BIG BANG
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Pubblicato il: 21 Gennaio 2019

PROVINCIA. Turismo, Biancardi: “Che colpa ne ho io dei ritardi..?”

Nella giornata di domenica, in un articolo apparso sulle colonne de Il Mattino, alla Provincia di Avellino guidata dal sindaco di Avella Domenico Biancardi venivano imputate alcune responsabilità circa il mancato inserimento dell’Irpinia nei percorsi collegati a Matera Capitale della Cultura Europea per l’anno 2019.

Il presidente di Palazzo Caracciolo eletto solamente lo scorso primo novembre non ci sta e decide, con un suo intervento, di chiarire la situazione.

Quale colpa ha Biancardi? Quale errore ho commesso? Sono da addebitare a me i ritardi di anni di malapolitica irpina e campana sul fronte del turismo e della valorizzazione del territorio? Leggo con non poca meraviglia l’analisi di Generoso Picone, che punta l’indice contro di me e contro l’iniziativa che stiamo portando avanti da alcuni giorni. Ripeto: giorni, non mesi o anni. Sono in carica dall’1 Novembre e dalla prima seduta di Consiglio provinciale sono passati poco più di 60 giorni. Davvero pochi. Sin dal mio insediamento ho annunciato la volontà di puntare sul turismo e sulla promozione del territorio in una maniera organica e con una visione complessiva, coinvolgendo gli attori istituzionali e gli operatori del settore. La Provincia vuole creare le condizioni, mettere a disposizione gli strumenti, anche attraverso l’istituzione di una Fondazione nella quale non entreranno politici. Il miope ragionamento di Picone parte da Matera per arrivare ad accusare la Provincia e Biancardi. Chissà perché non si fa cenno ai ritardi di anni, non si parla dei veri responsabili della fallimentare politica culturale e turistica dell’Irpinia e della Regione Campania. Per analizzare il motivo per cui l’Irpinia sia indietro rispetto a tutti bisogna fare nomi e cognomi dei veri responsabili, che forse erano impegnati a leggere e a studiare filosofia oppure a leggere e rileggere i pregiati scritti di Domenico De Masi e Nunzia Berrino. Senza però trarne le consequenziali conclusioni programmatiche e politiche per l’Irpinia e per la Campania. Mi colpisce molto il modo in cui si sceglie di dimostrare un teorema partendo da presupposti figli di altri tempi e di altre scelte. Una modalità, insomma, non degna di un dibattito e di un confronto civile e democratico. Questa è una linea di confine per me insuperabile.

Le esperienze regionali di alcuni assessori al Turismo sono risultate non solo prive di effetti per l’Irpinia, ma anche prive di una visione globale che consentisse alle aree interne di recuperare gli antichi ritardi nel settore. L’estensore dell’articolo è un valente giornalista ed è stato anche amministratore della città di Avellino, anziché gridare alla luna ciò che potrei gridare anche io, venga qui in prima linea ad imbracciare armi e a indossare l’elmetto per il bene comune di questa terra. Sia chiaro: nessuno di noi a Palazzo Caracciolo ha la presunzione di avere la ricetta magica per risolvere i problemi. Anzi, le riunioni di questi giorni dimostrano l’esatto contrario. Chiediamo il contributo di tutti, ma ci siamo dati delle scadenze. In sei mesi vogliamo concretizzare questo progetto. Accetto critiche costruttive e seri dibattiti sul tema, ma al solo scopo di migliorare la proposta da mettere in campo. Ribadisco: quali scelte Biancardi ha compiuto in appena due mesi che hanno condizionato l’Irpinia? Forse sto dando fastidio a qualcuno? Ho avuto solo il tempo di dire che è arrivata l’ora di svegliarsi. Se questo è sbagliato….“.