BIG BANG
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Pubblicato il: 13 Luglio 2020

QUADRELLE. E’ il ritorno dell’ex sindaco Lucia Napolitano il sogno proibito della politica

Il sogno proibito dell’agone politico quadrellese inteso nella sua totalità: il ritorno in campo di Lucia Napolitano. Forte dell’ottimo ricordo lasciato nel decennio di guida del paese, 2003 – 2013, il nome dell’ex fascia tricolore, unico sindaco donna nella storia del Mandamento Baianese e del Vallo Lauro, torna puntualmente d’attualità in occasione di ogni competizione elettorale. È stato così nel 2018, ed è così anche in questa nuova circostanza che nell’autunno del 2020 porterà all’elezione del nuovo consiglio comunale.  

Una come la Napolitano, inutile girarci intorno, grazie all’esperienza amministrativa accumulata, oltre al fattore non indifferente del numero dei suffragi capace di mettere in fila uno dopo l’altro, farebbe senz’altro comodo. Una candidatura, a sindaco o a consigliere comunale, che in questo momento potrebbe fare le fortune di una o dell’altra sponda politica, ma non è assolutamente da sottovalutare la capacità autonoma della stessa, già dimostrata in passato, di metter su una compagine per proprio conto.

Il vero problema che presumibilmente dispiacerebbe un po’ a tutti gli attori in campo, è che la Napolitano, all’insegna della linea della coerenza e della trasparenza amministrativa tracciata nel suo decennio di guida del paese, è inamovibile rispetto alle decisioni intraprese. Aveva stupito tutti con una serie di decisione amministrative nel corso del decennio sindacale, e stupisce ora quando rispetto all’evoluzione delle dinamiche cittadine resta totalmente indifferente. Di inviti ufficiali veri e propri la diretta interessata non sembra averne ricevuti, ma è chiaro che viste le dimensioni del paese basta una piccola voce per farne il motivetto tormentone della compagna elettorale tanto da prevedere chissà quale scenario. Il tormentone, però, è destinato a non avere seguito.

Pertanto, così come capitò nel 2018, anche in questa circostanza, e anche per il futuro, Lucia Napolitano non tornerà indietro rispetto alle decisioni assunte e quindi, senza giri di parole ulteriori, non tornerà in campo.

Il 26 ottobre del 2016 la Napolitano decise di abbandonare la scena politica del paese. Dopo il duplice mandato sindacale, con la legge per il terzo non ancora approvata, decise di candidarsi consigliera comunale dello stesso “Ponte”. Venne eletta con il maggior numero di consensi mai ottenuto da un candidato (261) e poi, poco dopo la metà del mandato, a testa alta, decise di fare un passo indietro. “E’ giusto dare spazio a chi, in questa fase, rispetto alla sottoscritta, ha maggiori motivazioni e soprattutto maggior tempo da dedicare al servizio della comunità. La mia è una decisione responsabile”, afferma alle colonne di Mandamento Notizie la Napolitano.

Sono molto serena – ribadiva ancora la diretta interessata – ho riflettuto a lungo, ma i motivi personali e professionali che ho richiamato nella lettera di addio mi hanno spinto a prendere questa decisione molto sofferta. Sono sincera: per le ragioni che ho citato pocanzi in questo mandato cominciato nel 2013 non ho dato nessun contributo alla causa del paese. Questa circostanza mi ha rattristito più volte perché non è uno stile che mi appartiene: tutti sanno come mi sono sempre impegnata per la popolazione di Quadrelle e quanto ci tengo ad essere utile alla risoluzione dei problemi. Ho deciso a lungo se dimettermi o meno, oggi è doveroso dare spazio a chi in questo momento ha maggiori motivazioni”.

“Non ho nessun rimpianto, è stata una bellissima esperienza e nel bene e nel male ho sempre agito nell’interesse della comunità. Sicuramente – concludeva Lucia Napolitano – non ho fatto politica per perseguire interessi personali”.

Strategie occulte, colpi bassi, manovre politiche all’insegna del guadagnarsi poltrone negli ambienti istituzionali, anche a lunga scadenza, non hanno mai rappresentato un punto forte, o quanto meno apprezzato, dalla Napolitano. Lealtà, sincerità, oltre alla richiamata trasparenza e legalità al servizio, che ne hanno fatto il cavallo di battaglia per tanti anni, sono i volumi principali del capitolo di storia quadrellese che ha scritto. Testi consultabili da tutti e che per certi versi potrebbero comportare un po’ di malinconia, ma i colpi di scena non appartengono alla narratrice di una delle favole amministrative più importanti della storia del piccolo comune irpino.