BIG BANG
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Pubblicato il: 31 Maggio 2020

QUADRELLE. La triste fine del sogno “Bernabeu”. FOTO

Opere pubbliche abbandonate al proprio destino, la fiction quadrellese fa registrare una nuova puntata. Ora siamo al centro sportivo di via Fusaro. Anche qui l’incuria regna sovrana. Un fiore all’occhiello, quella della cittadella dello sport messa in piedi poco più di un decennio fa, che ha perso centralità, decoro, attenzione, e man mano anche la pratica agonistica, divenendo sempre più preda di vandali e ladri.

La storia. Realizzare un campo da calcio è sempre stato uno dei principali obiettivi delle amministrazioni quadrellesi alternatisi tra gli anni ’70 ed ’80. Intorno agli anni ’90 la zona viene individuata nell’area del Fusaro e, complice anche la costituzione di una compagine calcistica (la Polisportiva Quadrelle ’89), il progetto va in porto. I primi segnali di inadeguatezza strutturale dell’impianto sportivo quadrellese salgono alla ribalta agli inizi degli anni duemila quando ci si convince che i servizi offerti non rispondono al passo dei tempi. L’amministrazione Napolitano decise dunque per il suo allargamento oltre che per la ristrutturazione dell’annesso centro sportivo. Diverse centinaia di migliaia di euro, quelli spesi, per dare nuovo lustro alla struttura ed un’attrattiva di livello per i giovani locali. Campo sportivo che, seppur in terra battuta (il ricorso al manto sintetico di ultima generazione non era ancora di moda), vedeva servizi all’altezza della situazione seppur con la discutibile collocazione degli spazi per gli spettatori collocati dietro la porta (e non come tradizionalmente lungo la tribuna). Centro sportivo, invece, rimesso a nuovo con un campo di calcio A5 con manto sintetico, completo di fari di illuminazione notturna, reti di contenimento laterali, e spogliatoi nuovi dotati di docce e servizi.

Anno 2020. Oggi, quel “mitico” Bernabeu che fece discutere (e non poco) agli inizi degli anni Duemila per le procedure di allargamento, e non certamente per prepararsi ad ospitare una finale di Champions League, non esiste più. Diventando, giorno dopo giorno, terra di nessuno. Non esiste più né il terreno di gioco, divenuto una foresta; né gli spogliatoi, “spogliati” degli impianti idrici, elettrici, e di tutti i servizi accessori (e che andrebbero completamente rifatti); né gli spalti che sono diventati un ostacolo tant’è che nessuno ci si azzarderebbe a prendere posizione per gustarsi uno scenario di poco gusto. Con i lucchetti delle aperture forzate oggi, con tutti i rischi connessi, tutti possono accedere all’interno della struttura per un giro turistico di primo livello tra le bellezze della rovina delle opere, in questo caso sportive, quadrellesi. Tra cui spicca anche l’incendio di materassi e reti. Uno scenario che somiglia sempre più ad una pattumiera.

La situazione, anno dopo anno, è completamente sfuggita dal controllo. Vuoi per l’assenza di una squadra di calcio del paese, vuoi per gli scarsi stimoli per incentivare, semmai, la disciplina sportiva giovanile, la chiusura del plesso ha contribuito alla redazione di una cartolina nefasta.

Annesso al campo sportivo abbiamo quel che rimane del resto del centro. Il manto erboso sintetico del rifatto campo di calcio A5 e tennis è stato completamente “divorato” dall’incuria perpetrata negli anni. Abbandonato anche l’altro campo da basket con gli spogliatoi. Infine da qualche anno è terminata la disciplina che ogni pomeriggio vedeva per protagonisti gli anziani: le bocce. Anche i due annessi campi riservati per la pratica della disciplina all’interno dell’ormai inqualificabile polo sportivo, non esistono più. E come confermano le foto, negli spazi del centro sportivo c’è anche l’opportunità di sversamenti e conseguenti incendi di rifiuti, spesso di tipologia nociva.

Soluzioni. Lo scenario è praticamente insalvabile. Per ripristinare una struttura degna alla pratica delle discipline sportive occorrono ingenti quattrini. Milioni di euro che anche in questo caso, come per l’ex edificio delle scuole elementari di via Circumvallazione, solo un maxi finanziamento europeo potrà permettere di mutare l’aspetto. Con il dilemma legato, inevitabilmente, alla futura destinazione e con il rischio, sempre fattibile, che l’occasione non possa rappresentare uno sperpero di denaro pubblico.

Per preservarne la sua funzionalità negli anni scorsi l’amministrazione comunale in carica (Masi, ndr) decise di concedere in gestione la struttura. Vuoi per gli ingenti costi manutentivi cui adempiere per rimettere in sesto l’impianto, vuoi anche per i canoni richiesti, e vuoi ancora per le incertezze legate all’impossibilità di prevedere una fruizione regolare da parte dell’utenza, il tentativo fallì tant’è che nessun imprenditore o società sportiva (locale e non) decise di rispondere alla gara per l’affidamento. 

Ecco le FOTO dello stato della struttura sportiva (foto fonte Facebook – Sei di Quadrelle).