BIG BANG
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Pubblicato il: 23 Settembre 2019

QUADRELLE. Rozza: “Non ho ceduto ai ricatti, via a testa alta. Chi tradisce una volta…”

L’esperienza da sindaco di Quadrelle di Simone Rozza termina. Dopo quindici mesi è arrivata la sfiducia. A firmarla i tre consiglieri di maggioranza Simone Schettino, Sebastiano Colucci e Salvatore Masucci, oltre che i consiglieri di minoranza Antonio Capriglione, Salvatore Isola e Filomeno Caruso. Del suo lavoro ne faranno le dovute valutazioni, al momento opportuno, i cittadini. La frattura con i tre consiglieri comunali eletti nella sua maggioranza alla fine è risultata insanabile. Ed il destino era praticamente segnato da qualche giorno.




Sindaco Rozza, come apprende questa sfiducia nei suoi confronti?

Il mio mandato è stato improntato sempre sul rispetto e sull’onestà, lavorando quotidianamente al fianco di dipendenti altamente professionali e motivati. Nonostante le mille difficoltà, hanno svolto il loro compito sempre nel migliore dei modi e molte volte anche oltre il loro orario lavorativo. Senza mai pretendere nulla in cambio, ma solo per portare a termine quanto dovuto nel rispetto della legalità e a favore della comunità. Tra i tanti sindaci che si sono succeduti nella nostra comunità forse sono stato quello più presente nella gestione della complessa macchina amministrativa. Tutto ciò a qualche consigliere dissidente ha dato fastidio, ma ho sempre ritenuto che fosse l’unico modo per capire e cercare di risolvere le tante problematiche del nostro territorio”.

E’ risultata determinante la frattura con tre suoi consiglieri di maggioranza.

L’improvvisazione non ripaga, anche se in questo caso mi devo ricredere, visto che a chiedere la sfiducia dell’amministrazione sono coloro che per interi mesi sono stati assenti dalla scena politica locale perché non avevano a loro dire tempo da dedicare ai problemi del nostro comune. Forse perché, aggiungerei, impegnati a fare inciuci, congiure e riunioni sotto banco per cercare di trovare un modo per affossare un’amministrazione che non rispettava i loro canoni, invidiosi di una operatività e di una crescente immagine di primo cittadino anche fuori dai confini comunali, fino ad allora offuscata. Considerato che questa è la prima volta che parlo pubblicamente di ciò che accaduto colgo l’occasione per porre qualche domanda ai consiglieri promotori della sfiducia: perché e per cosa vi siete candidati? Quali erano le finalità delle vostre candidature? Quali progetti o proposte hanno fatto in questi quindici mesi? Abbiano la bontà almeno di dare risposte a chi gli ha attribuito i suffragi. Sono stati gratificati con deleghe e qualcuno di loro si è permesso di dire che le deleghe non avevano alcun valore. Hanno proposto il nulla e non hanno compreso nemmeno l’importanza del ruolo che sono stati chiamati a ricoprire. Con il loro gesto, vile, hanno mancato di rispetto all’intera comunità e, ripeto, soprattutto a chi li ha sostenuti personalmente. Ma c’è dell’altro…”.

Prego…

I consiglieri in questione avevano ben tramato alle mie spalle fin dai primi mesi di inizio mandato. Il loro unico scopo, riferendomi all’invidia di cui prima accennavo, era quello di creare solo problemi o questioni sterili. Non hanno mai intrapreso un’iniziativa, non hanno mai presentato un progetto, non hanno mai apportato alcun beneficio alla comunità quadrellese. Il loro operato è stato contrassegnato da assenteismo totale e da chiacchere sui social. Li si che sono stati bravi. Ma gli esiti delle storie dei leoni da tastiera sono noti a tutti. Gli equilibri e le vicissitudini nel corso del tempo sono mutati, ma i fallimenti altrui non possono essere motivo per sfiduciare un’amministrazione contraddistinta dal senso di fare, di creare, e che dopo tanti sacrifici iniziali è riuscita senza non pochi problemi a ripartire più forte e motivata rispetto al passato”.

Secondo Lei perché è accaduto tutto questo.

Hanno cercato di interrompere il mandato proprio quando si iniziavano a raccogliere i frutti di un duro lavoro svolto sin dai giorni successivi alla vittoria elettorale. Il mio percorso è stato sempre segnato da lealtà, disponibilità, dialogo, trasparenza e ascolto verso tutti, ma é stato difficile confrontarsi con chi per mesi e mesi si è allontanato dalla macchina amministrativa volutamente, rimettendo tutte le deleghe, o chi è arrivato a credere a ogni tipo di chiacchera senza che ci fosse nulla di vero. Hanno seminato odio e rancore e spero che semmai avranno l’intenzione di ricandidarsi, cosa ormai inverosimile, i cittadini sono sicuri che non dimenticheranno in fretta i loro trascorsi. Chi tradisce una volta tradisce sempre. Ai tre consiglieri gli auguro un bel ritorno al passato e un buon studio perché, credetemi, dal canto della mia breve esperienza, per amministrare ci vuole passione, impegno e tanta preparazione…e anche tanto tempo da dedicare…”.

Che giudizio trae da questa sua esperienza da sindaco?

Sono stati quindici mesi intensi, vissuti a pieno ritmo e sicuramente tra i più belli della mia vita. Ho profuso massimo impegna ed estrema serietà. Molto difficile è risultato garantire gli equilibri interni dovendo contrastare i continui ricatti, a cui non ho mai ceduto, e le puntuali ostruzioni di chi non ha mai avuto intenzione di amministrare la nostra comunità venendo meno al mandato elettorale, forse perché non in grado di espletarlo. Tatticismi, inciuci, pettegolezzi, ostruzionismi su tematiche inesistenti, problematiche inventate ad arte ed una spietata guerra, la solita guerra degli attori del passato nei confronti dei dipendenti comunali, hanno permesso di ritornare indietro nel tempo, di venti anni, riconsegnando il paese a chi è stato l’artefice di questa poco felice situazione economica”.

Quali sono stati i risultati raggiunti dal suo mandato sindacale giunto all’epilogo.

In primis è doveroso ringraziare i dissidenti del mio ex gruppo che, come Le accennavo, non hanno prodotto nulla per la nostra comunità. Infatti hanno remato sotto banco dal primo giorno con l’intento di sfiduciare chi ha dato loro la possibilità di essere candidati ed eletti, facendogli dimenticare in fretta le passate sconfitte elettorali. Mi corre l’obbligo di sottolineare che in pochi mesi di amministrazione abbiamo raggiunto alcuni obiettivi amministrativi fino a quel momento solo sperati e che ora rischiano di essere vanificati. Per sopperire alle carenze della pianta organica avevamo deliberato il passaggio da part time a full time di quattro dipendenti comunali: ora è tutto a rischio. Discorso analogo per i lavori di sistemazione del cimitero del paese per 50mila euro e il cui inizio era previsto per il prossimo quindici ottobre. Abbiamo ridato una sede consona alla scuola materna in via Luigi Auricchio con lavori di circa sessantamila euro dopo che un’ala era stata dichiarata inagibile. Abbiamo ottenuto significativi miglioramenti con la raccolta differenziata che è in procinto di raggiungere l’80%, e grazie al nostro impegno il comune aveva riguadagnato prestigio in ambito mandamentale, provinciale e regionale grazie alle referenze del territorio. Avevamo avviato tante progettualità anche per cercare di ottenere fondi europei. Oggi il nostro comune, al contrario di altri, rischia di non percepire nulla rimanendo penalizzato”.

Con la minoranza, invece, ha avuto qualche contatto in queste settimane?

Un pensiero lo rivolgo al consigliere Filomeno Caruso con cui nel corso di questi mesi c’è stata una stretta collaborazione nella promozione di diverse iniziative a scopo sociale. In cantiere c’erano anche altri appuntamenti che non hanno mai riguardato questioni amministrative. Non capisco però come un professionista dalla sua caratura riferisca di non occuparsi di beghe e complotti, per poi accettare di essere artefice e complice nello scrivere una delle pagine più brutte della politica locale. Come può restare in silenzio senza prendere una posizione personale cedendo ad altri il proprio peso politico. Così facendo ha rinnegato in un solo istante il suo essere”.