BIG BANG
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Pubblicato il: 15 Febbraio 2020

REGIONALI. De Mita: “De Luca è il più candidabile, ma i programmi?”

Discutendo solo di nomi non si costruisce una vera rappresentanza”. Ciriaco De Mita, ex premier ed oggi, a 92 anni, sindaco di Nusco, dice la sua rispetto all’avvicinarsi della competizione elettorale delle regionali. “Si discute e si ci anima – spiega dalle colonne de Il Mattino – solo ed esclusivamente di nomi. Se non si definisce il quadro dove collocare i temi della democrazia rappresentativa e dell’equilibrio tra le forze politiche la disputa diventerebbe ridicola”.

Tra i diversi argomenti affrontati, ovviamente, c’è quello della ricandidatura del governatore uscente De Luca. “E’ il più candidabile, ma non ci si può ridurre ad un nome solamente. Guai a ritenere che questa condizione lo garantisca. Se un sistema democratico ha sempre bisogno di personalità di rilievo, è anche vero che l’insufficienza di programma inevitabilmente indebolisce il governo. Il potere non può ridursi ad una faccenda personale, per quanto si possa governare bene la solitudine non aiuta mai”.

Da De Mita frecciate a Rotondi e Pomicino sul tentativo di ricostruire un polo centrista. “Gli ex democristiani – spiega l’ex premier – sono quelli che sono rimasti democristiani, non coloro che hanno fatto o sono l’appoggio di Berlusconi. Quelli che si sono comportati in un modo del genere sono gli accattoni della politica”.

Il passaggio su Berlusconi. “Il suo tentativo è quello di confondere le idee con lo spauracchio del comunismo”.

Su Renzi: “La sua abilità è di chi fa discorsi da bar, senza un pensiero o un’analisi politica. Credo che il Governo Conte non debba temerlo“.

Zingaretti. “Un segretario che si affatica a descrivere i problemi evitando di proporre soluzioni praticabili“.

Infine Salvini. “Vuole interpretare il nuovo con una comunicazione politica che è soltanto un suono, senza pensiero e senza programma. Il fatto che riesce a raccogliere molti consensi è un fenomeno che sfugge alla dimensione nazionale per collocarsi all’interno degli elementi che minacciano l’equilibrio politico europeo. La vera partita si gioca in Europa”.