BIG BANG
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Pubblicato il: 8 Ottobre 2019

SAN TOMMASO. Annino Cucciniello: “Andiamo a giocare a Montemiletto. Ostruzionismo dall’Avellino e Comune”

Il San Tommaso fa i bagagli e saluta la città di Avellino. I grifoni sono stati costretti a lasciare il Partenio-Lombardi, poiché hanno subito “ostruzionismo” dall’Avellino Calcio e dal Comune, in merito all’utilizzo dell’impianto di Contrada Zoccolari per disputare le partite di campionato.

La dirigenza del San Tommaso in una conferenza stampa fiume ha tenuto a precisare le condizioni di trattamento ricevute dalla società biancoverde e il futuro riservato al Roca di San Tommaso, struttura dimenticata dal progetto di riqualificazione dell’amministrazione comunale.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e la decisione di abbandonare il capoluogo irpina è stata la richiesta da parte dell’Avellino e dal Comune per il fitto del Partenio: 1500 euro a giorno, di cui 1000 all’Avellino e 500 a Palazzo di Città. Il San Tommaso già dal match di domenica giocherà a porte chiuse presso l’impianto di Montemiletto.

Il Direttore Generale Annino Cucciniello ha tenuto a chiarire e ad evidenziare la situazione di trattamento pervenuto: ““Ci sentiamo ostaggi di un Comune inesistente, con noi, e dell’Avellino Calcio. Dai giorni che hanno preceduto la prima gara, dello scorso primo settembre, abbiamo chiesto un colloquio con Comune e Avellino Calcio per parlare della struttura, stiamo ancora aspettando. Basta così, abbiamo sopportato davvero troppo. Vorremmo andare via da questa città come ha fatto la Sandro Abate, il regolamento non ce lo permette, altrimenti saremmo andati a giocare a Pordenone. Un avviso, però, mi sento di farlo: se qualcuno ci vuole mettere il bastone fra le ruote perché diamo fastidio, è quasi riuscito a farci passare la voglia di fare calcio.

Il direttore generale del San Tommaso tuona, ricostruendo il tutto dalla prima di campionato: “Col Savoia, prima giornata di campionato, dovevamo sostenere la rifinitura al Partenio nel giovedì precedente la gara. Ci hanno chiamato la mattina dicendoci che non potevamo perché Ignoffo doveva provare i calci piazzati. Sappiamo tutti che i calci piazzati non si provano il giovedì. Dunque, non ci siamo potuti allenare, siamo andati al Roca di San Tommaso, stadio che l’amministrazione non conosce nemmeno.”

Il futuro incerto del Roca di San Tommaso, dimenticato dal Sindaco: “Ieri, il sindaco Gianluca Festa in quasi mezz’ora ha parlato anche col campo di bocce a Rione Parco, il Roca non è stato nemmeno nominato. Si è poi giustificato parlando di dimenticanza, eppure siamo una squadra di Serie D, la stessa serie che ha fatto l’Avellino fino a qualche mese fa. Dicono che il Roca ha bisogno di un adeguamento, noi l’anno scorso siamo andati a Pratola Serra a giocare perché l’Eccellenza non si poteva fare lì. Ringrazio il sindaco di Pratola, Aufiero, per la disponibilità. Oggi però l’Eccellenza si gioca regolarmente al Roca senza aver speso un euro per lavori. Non giro in giacca e cravatta, ma stare in camicia o t-shirt non è sinonimo di competenza o incompetenza. Siamo penalizzati, per scelta della proprietà, dal colore politico: ogni 15 giorni facciamo 2000 kilometri per andare in Sicilia perché politicamente siamo schierati e questo lo abbiamo pagato. Questa è la realtà. Per il match col Troina abbiamo fatto la richiesta il 18 settembre e ottenuto risposta dal Comune il 27 settembre, giorno prima della gara: di cosa parliamo? L’assessore allo sport ha detto che ci incontreremo e troveremo una soluzione? Gliela do io. Il San Tommaso da domenica giocherà a Montemiletto a porte chiuse: dispiace per gli abbonati, ma questa comunità non ci merita. La colpa non è di Festa, ma dei 6, 7 consiglieri di San Tommaso, e ci aggiungo anche quei 2, 3 che non sono di qua, ma che qui hanno un ottimo bacino di voti. Mi auguro che il rione si svegli, spero che alle prossime elezioni via Due Principati la potranno percorrere in pochi. Proporrei, in maniera provocatoria, di chiudere l’accesso con un cancello. Ci sentiamo umiliati.

Il rapporto incrinato con l’Avellino Calcio e le tensioni acuite: “Ieri sera ci ha chiamati l’Avellino dicendoci che domenica mattina gioca la Berretti, con la sfida che termina alle 12,15: noi giochiamo alle 15, a che ora dovremmo entrare negli spogliatoi?In estate abbiamo chiesto un’amichevole all’Avellino, ci hanno detto che Ignoffo non fa amichevoli. Ma il giorno dopo l’Avellino ha giocato a Mirabella contro l’Eclanese. Se diamo fastidio, l’Avellino lo dica a testa alta. Per me l’Avellino Calcio è morta, non meritano nulla. Nella partita in casa l’Avellino ci ha bloccato gli ascensori, ci ha detto che gli ascensori erano bloccati. Poi uno steward li ha smentiti, ha inserito una chiave ed è stato possibile utilizzarlo. Sono cose vergognose, non meritiamo tutto ciò. Abbiamo avuto sempre grande educazione e collaborazione con l’Avellino. Prima del Messina dovevamo fare la rifinitura la mattina, il venerdì ci hanno detto che non potevamo. Ma con tutto ciò non ci hanno tolto da quello stadio. Abbiamo sopportato tutto, ma questo no: ci chiedono 1500 euro al giorno per l’utilizzo del Partenio, al giorno e non a partita, ci tengo a chiarirlo. Se volessimo fare un allenamento settimanale, che allo stato attuale ci è impedito, con una rifinitura e una partita dovremmo dare 4500 euro all’Avellino Calcio e 1500 al Comune. Su questa PEC inviataci dall’Avellino io leggo un messaggio chiaro: “Odio il San Tommaso”. Calcio e politica dovrebbero andare su due linee separate, i problemi dell’Avellino con il Comune non li può risolvere il San Tommaso coprendo il costo del canone. Questi soldi sarebbero solo le utenze, ci sarebbero altre spese come le pulizie e quant’altro. Siamo l’unica società a pagare il Comune di Avellino prima di ogni partita, venendo puntualmente contattati il venerdì, dall’assessore allo sport, Giacobbe, per sapere se abbiamo fatto il bonifico versando ciò che dobbiamo, ovvero un anticipo di 500 euro, con il dovuto e doveroso anticipo. L’Avellino è moroso con il Comune, ma a noi chiede i soldi. Perché dobbiamo pagare anticipatamente? Se il San Tommaso dà fastidio ad Avellino Calcio e istituzioni lo dicano ad alta voce. Al momento la situazione è questa, ed è a dir poco drammatica. Il segretario ci ha confessato che è più facile organizzare trasferte in Sicilia che una partita qui al Partenio trovando un accordo con l’Avellino Calcio. Se chiami in società la risposta è che bisogna parlare con il presidente Mauriello e vieni richiamato, nella migliore delle ipotesi, dopo una settimana. Non ci rispondono. Non possiamo fare più questo: da Pratola Serra eravamo arrivati al Partenio, ora andiamo a Montemiletto. Forse col tempo andremo sempre più lontano.”

Ancora Cucciniello contro la società biancoverde: “Dovevamo fare una partita con la Juniores, Cicalese ci ha detto che se non avessimo pagato i 2000 euro di arretrati per costi della passata stagione non ci avrebbero aperto il Roca. Il presidente Marco Cucciniello è andato a pagare e ci hanno aperto, ma vorrei sottolineare che lui è l’unico che paga lo stadio Partenio. Il sindaco, ieri sera, ci ha promesso che si farà promotore di questa situazione con l’Avellino, per fare in modo agricolo il conteggio del pagamento. La situazione stadio non è definitiva, aspettiamo l’omologazione della struttura di Pratola Serra. Pratola è casa nostra, ma vorremmo almeno vedere uno spiraglio che ci permetta di sognare di giocare a San Tommaso. Non vedo, però, nulla muoversi in tal senso.”

Il futuro sempre più desideroso di giocare al Roca, ma c’è sempre lo spettro del baratro che ciò non si avveri: “La voglia di fare calcio dove si deve trovare? Le panchine a San Tommaso hanno quattro posti in meno, dietro c’è un muro di cemento e una proprietà. Avete visto i bagni del Roca? Il settore ospiti all’uscita conduce ad una rotatoria: come si può pensare di adeguarlo soltanto? Manca poco e arriveremo al punto di dare la squadra in mano al sindaco. Siamo soli, l’unica persona che mette la faccia oltre che i soldi dalla tasca è il presidente Marco Cucciniello. Siamo anche noi una realtà avellinese: chiunque voglia aiutare il San Tommaso, nelle difficoltà che ci sono, è il benvenuto.”

Il Direttore generale conclude, sottolineando già le distanze rispetto al passato: L’ho percepita già nella passata stagione, quando abbiamo chiesto alcuni giocatori all’Avellino e ci sono stati negati. Avevamo bisogno di un portiere 2001, ci sono stati negati 3, 4 portieri. Io mi vergogno di essere avellinese e tifoso dell’Avellino. Avellino non ci merita, questa società dell’Avellino Calcio non mi appartiene, non avremo più a che fare con loro. Ci volevano mandare via? Ci sono riusciti. Nella PEC c’è scritto che non solo non possiamo allenarci, ma anche che per gli oneri degli utilizzo dello stadio dovrà essere stabilito tra Comune e Avellino Calcio: parte dei soldi vanno a Palazzo di Città, parte viene scalato dalla convenzione con l’Avellino, quindi, loro vogliono pagarsi la convenzione con i nostri soldi. Il sindaco, ieri, ci ha detto che, se siamo disponibili, vuole assegnare il Partenio a San Tommaso e Avellino Calcio, a metà: vedremo. Restiamo nelle mani del sindaco, aspettiamo questo tavolo chiesto 39 giorni fa“.