BIG BANG
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Pubblicato il: 1 Settembre 2021

Settembre, “I dolci grappoli arrubina”

In definitiva è il mese che ha “l’uva d’oro e di rubino”, così ci dice, in una sua famosa poesia, il poeta E. Bossi, non tralasciando le altre numerose filastrocche sfiziose e didattiche, che nelle scuole, docenti dovrebbero far studiare ai discenti, per imparare i mesi dell’anno così come ce ne stanno anche per le dita delle mani, i giorni della settimana, le quattro stagioni e via dicendo.

Signùri mièi àggio  ‘rrivàto

ècco cà che sò Settèmbre,

v’àggio fàtto ‘bbène sèmpe

e sèmpe ‘bbène ve farò.

A mè accussì me rìsse màmma:

<figliu mìo, fà bène a tùtti

ca Uttòbre à avùto frùtti

ùva e fìche ‘nquantità.

E si coccherùno ‘e vùje,

che se murèsse ‘e fàmma,

se ne và pe ‘stì campàgne,

tròva ùva, fìche, pèrzeche e castagne

e tùtto tròva ra mangìa.

I’ sò tùtto sciampagnòne,

sò Settèmbre e tànto v’abbàsta

e mò pàsso a chèsta pàrte

e Uttòbre passerà.

Indubbiamente esistono anche quelle in vernacolo, – e ci si riferiisce alla su indicata – di cui ogni mese il nostro Web ve ne propone qualcuna, tratta dalla canzone folcloristica di carnevale ” ‘E mìse“, (i Dodici mesi), una cantata per augurare, la prosperità e la fertilità del nuovo anno.

E bene, questo mese, in questione,  era intepretato da Alessandro Salapete, detto ” ‘O mitt’fuoco“, il cui papà, tra l’altro, era il compianto Pasquale, uno dei tanti presidenti della Polisportiva  Avella, mentre l’interprete su indicato è stato un roccioso difensore.

Quando, per il passato, tutto fu scritto ed oggi, superficialmente, cancellato dall’uomo, per il dio denaro, che ha inquinato la natura, si  diceva che l’autunno era l’ultima stagione dell’anno e per gli astronomi era compresa fra il ventitrè settembre ed il ventidue dicembre, per cui, anche, il su indicato, faceva parte di questa stagione, unitamente, ad ottobre, novembre  e dicembre e si suole affermare “Quando sposa a castagna/a tortora è ‘ncampagna“.

Per quanto, ancora, concerne “autumnus – autunno“, presso gli antichi romani, indicava il periodo dall’otto o tredici agosto fino al nove o quattordici novembre e pare che la parola, etimologicamente, incerta, forse, deriva da “autem più nego“.

Si appella Settembre dal latino september ad indicare settimo mese, quello che una volta era, anticamente, prima che gennaio e febbraio, da ultimi, divennero i primi.

Da ricordare la data del 14, 1321, in quanto muore, in esilio, a Ravenna, l’autore della Divina Commedia, Dante Alighieri, non dimenticando il 29 del 1870, con l’entrata delle truppe italiane a Roma, strappata al potere temporale dei papi, col chiudere con l’8 del 1943: l’Italia in seguito all’armistizio con gli alleati, esce dalla Guerra “Lampo”, ma gli uomini della Resistenza combattono contro nazifascisti tedeschi per cacciarli dal nostro Paese e contro i fascisti italiani loro alleati nella cosiddetta “Repubblica Sociale Italiana”,creatasi nel Nord.

E’, tuttavia, un mese, molto povero di proverbi ed uno ci porta alla mente che, sul finire di settembre e, precisamente, il 29, giorno dei festeggimenti di San Michele Arcangelo, un tempo, patrono dei Longobardi, termina la caccia alle quaglie e comincia quella ai tordi, ragion per la quale ” A San Michele/a quaglia va’ e o marvizzo vene“.

Settembre, intanto, è anche tempo di pellegrinaggi e tra i tanti si ricorda  quello di Montevergine dalla Mamma Schiavone; a piedi, si recavano i fidanzati e lungo il percoso legavano le punte della stessa ginestra , in segno di eterno vincolo d’amore, perchè se i due ritornavano insieme, significava di aver coronato il loro sogno, per cui andavano in chiesa a ringraziare la Madonna.

Ricorre anche la Natività della B. Vergine, che, in molte località della nostra provincia, ed anche, ad Avella, che si festeggia, col il Patrono San Sebastiano Martire, hanno in comune la leggenda del ritrovamento miracoloso di un immagine della Vergine, secondo l’indicazione della stessa ed, in proposito, si dice “….una notte, dopo anni ed anni/, la Madonna apparve in sogno a un cristiano:/<Fate la casa mia un’altra volta/dove era un tempo./Però, il giorno della mia festa/ cada l’otto di settembre…>/.