BIG BANG
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Pubblicato il: 3 Agosto 2020

Sidigas, ad ottobre la verità per De Cesare. Opzione “Recompra” dell’Avellino entro marzo 2021

La vicenda giudiziaria della SI.Di.GAS e del suo patron Gianandrea De Cesare vede l’avvio della difesa e dell’attacco da parte dello stesso imprenditore napoletano. Il tutto,“formalmente” inizia col sequestro preventivo disposto con Decreto del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino il 17 Luglio 2019, (qui c’è spazio per andare “indietro”) parzialmente riformato dallo stesso Tribunale. Ricordiamo, si tratta di un sequestro di circa 97,6 milioni, ridotto a grossomodo ad 8 e poi sostanzialmente “ripristinato”. L’Udienza preliminare, quella davanti al Giudice, per decidere l’eventuale fase dibattimentale si terrà il 29 Ottobre 2020. De Cesare attraverso i suoi Legali, Alfonso e Guido Furgiule si rivolge, tramite una Istanza, al G.I.P. che ha emesso il Decreto. Il sequestro preventivo è stato disposto “esclusivamente” al fine di garantire la futura confisca del presunto profitto dei reati per i quali si procede, ovvero, in caso d’impossibilità, di beni nella disponibilità dell’imputato di valore equivalente. Quindi la misura non è diretta ad impedire la protrazione o l’aggravamento delle conseguenze del reato, né la commissione di altri reati. Detto questo si ritiene e si rimarca che l’amministrazione giudiziaria avrebbe dovuto sottrarre a De Cesare quanto “cautelato” nelle forme previste ma lasciando ad Egli la gestione delle sue imprese. Ed è proprio questo il punto. Come già riportato da Cinquerighe, De Cesare con pacatezza reagisce alle accuse di ordine penale e si difende e difenderà nel pieno rispetto delle parti, della Magistratura e dei suoi interessi sia personali che imprenditoriali. Quanto all’amministrazione delle aziende, lasciata allo stesso, quindi con il management De Cesare, sarebbe stata portata avanti l’opera di risanamento, già in corso al momento dello sequestro, con il controllo patrimoniale dell’amministrazione giudiziaria, ottenere la revoca del sequestro sul denaro o sui beni contestualmente e proporzionalmente al pagamento dei debiti tributari, così come previsto ed incentivato dal legislatore. Questo al fine di arrivare al dissequestro del denaro o dei beni contestualmente o parzialmente al pagamento dei debiti tributari. De Cesare evidenzia che il regime di “coesistenza” di amministrazione giudiziaria dei beni aziendali in sequestro ed amministrazione privata dell’attività d’impresa rappresenta una consolidata prassi.   

Il Sequestro è stato disposto dal G.I.P. ma quanto accaduto successivamente e per quanto detto in precedenza, De Cesare assolutamente non si aspettava. Con l’Amministrazione Giudiziaria è stata disposta la revoca di Amministratore Unico, Presidente o Amministratore Delegato ricoperti da Giannandrea De Cesare in tutte le sue società conferendoli a Dario Scalella con un compenso ritenuto esorbitante (successivamente si spiegherà anche la “ratio”). De Cesare comunica al Giudice che egli ricopre solo la carica di consigliere di amministrazione della Sidigas S.p.A., senza deleghe né compenso. De Cesare, al momento della presentazione dell’istanza contesta il fatto che gli sarebbe stato impedito di assolvere pure a tale incarico e gli sarebbe stato precluso l’esame di scritture contabili e documentazione sociale della Sidigas S.p.A., ivi compresa quella oggetto delle riunioni del consiglio di amministrazione alle quali era chiamato a partecipare. Su questo ci si affida anche a delle videoriprese. La contestazione è al momento della presentazione dell’Istanza, ribadiamo. De Cesare, in ordine ad una ipotesi emersa nel Consiglio di Amministrazione di Maggio, in relazione alla eventuale vendita del ramo di azienda preposto alla distribuzione del gas, del valore di circa €30 milioni, non ha avuto visione dell’offerta di acquisto ricevuta né del piano di risanamento con l’indicazione dei debiti che si intenderebbe estinguere attraverso il ricavato. Nell’Istanza viene anche riportato che a Giugno, nella seduta prevista per l’approvazione della proposta di Bilancio al 31 Dicembre 2019, tale non resa disponibile allo stesso; su questo è stato allegato un video di circa due ore. A Giugno, De Cesare ha intrapreso “passi” per visionare la documentazione arrivando anche a conferire Procura a due Avvocati del Foro di Avellino affinchè visionassero le scritture contabili e la documentazione sociale della SI.Di.GAS. S.p.A. ma nelle ore successive anche gli stessi non hanno avuto modo di accedervi; quanto “contestato” al momento dell’Istanza. L’Istanza riporta inoltre che nel frattempo, è stata invece preannunciata al De Cesare la convocazione dell’assemblea ordinaria per la revoca del suo incarico di consigliere di amministrazione. Qui si chiede il Perchè, anche di questo? Giannandrea De Cesare dispone, quale unica fonte d’informazioni sulla gestione delle sue imprese (e del suo patrimonio), delle videoriprese delle riunioni del consiglio di amministrazione della Sidigas S.p.A., dalle quali non lo si può escludere. De Cesare è il proprietario, è l’azionista della SI.Di.GAS. De Cesare contesta, anche con relazione di un emerito professore, a suffragare quanto ritenuto ovvero che con questo modo si potrebbe rischiare di pervenire ad una sorta di liquidazione di fatto. E’ questo il timore, l’ipotesi paventata da De Cesare attraverso Legali e Consulenti. Alcune operazioni, si chiede e chiede De Cesare, avrebbero dovuto “transitare” attraverso Delibere del Consiglio di Amministrazione? Questa “domanda” aggiunta a quella ad inizio ossia a cosa previsto in ambito. De Cesare, contesta, ritiene non opportuno, anche in relazione al tipo di amministrazione indicata, l’esborso di determinati compensi, sia allo Scalella (… per il ruolo di amministratore unico di Sidigas.com S.r.l.; … per il ruolo di presidente del c.d.a. di Sidigas S.p.A.; … per il ruolo di amministratore unico di Sistemi Integrati S.r.l.; premio aggiuntivo pari al 10% dell’eventuale utile annuale) che per quanto riguarda gli “Oneri Procedurali”. Il tutto si aggirerebbe su 5,5 milioni.

Chiudiamo l’U.S. Avellino, ex della Si.DI.GAS e qui sembrerebbe arrivare una sorta di colpo di scena ma che in realtà, non lo è per chi conosce le dinamiche ed il “sentimento” di De Cesare. Risulta già venduta l’intera partecipazione della Sidigas S.p.A. nell’impresa sportiva professionale U.S. Avellino 1912 S.r.l. e su questo De Cesare porta a conoscenza il Giudice, nell’Istanza che egli non è più titolare della sua quota (sostanzialmente “personale”) nella medesima società pari al 5% del capitale sociale. Rispetto a tale vendita era previsto il pagamento del prezzo in quattro rate, la prima alla stipula dell’atto e le altre tre alle scadenze del 31/1/2020, 31/3/2020 e 31/5/2020. Sino ad oggi, perlomeno con riguardo al prezzo delle quote spettante a Giannandrea De Cesare, non risulterebbe pagata neppure una delle tre rate successive alla prima –  (allegati a supporto come su tutto quanto dichiarato, contestato attraverso richiesta di delucidazioni); Importo che De Cesare contesta in merito al Quantum ovvero al valore egli ritiene essere giusto. (Il riferimento è al momento della “scrittura” dell’Istanza, qualche giorno addietro). Alla luce delle contestazioni, delle richieste di chiarimento, Giandrea De Cesare chiede al Giudice di nominare un nuovo amministratore giudiziario. In ogni caso s’invita ad ordinare all’amministratore giudiziario di revocare l’incarico a Scalella e, soprattutto, di rinegoziare il compenso a costui spettante per l’attività svolta da Settembre 2019. De Cesare ed i suoi Legali non ritengono accettabile che egli percepisca il compenso (…) annuale da un’impresa sottoposta a sequestro preventivo.

In questa Istanza emergono delle richieste di chiarimento in merito al “divenire” al Provvedimento iniziale. C’è un altro dato che emergerebbe e che interesserebbe i tifosi biancoverdi. Il Diritto di Recompra sarebbe opzionabile sino a Marzo 2021 e questo cambierebbe, eventualmente diverse azioni. Sembrerebbe, De Cesare, intenzionato a “riprendersi” l’U.S. Avellino ma al momento, il tutto sarebbe condizionato alla gestione che non ha, al momento, della sua SI.Di.GAS.

In tutto questo, De Cesare va verso la definizione del Ricorso alla Corte Suprema di Cassazione al fine di ottenere la gestione della sua SI.Di.GAS.



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