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Pubblicato il: 10 Aprile 2019

SIRIGNANO. Nuovo buco di 200mila euro; e ne “ballano” altri 500mila euro

SIRIGNANO. Nuovo buco di 200mila euro; e ne “ballano” altri 500mila euro

Il piano di rientro finanziario del comune di Sirignano dovrà fare i conti con una perdita di circa duecentomila euro. A tanto, infatti, ammonterebbero gli introiti che il comune avrebbe dovuto riscuotere per i tributi comunali e che, invece, sono stati evasi come certificato dallo studio degli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze nei mesi scorsi.

Il recente decreto fiscale che ha optato per una sanatoria per tutti i tributi non corrisposti dal 2001 al 2010, dunque, finisce per penalizzare l’azione del recupero crediti che l’esecutivo comunale guidato dal sindaco Raffaele Colucci ha intenzione di mettere in campo. Ammonterebbero circa a 200mila gli euro che il comune sirignanese non avrebbe incassato nel primo decennio del nuovo millennio. L’ente comune, dunque, ora dovrà studiare una nuova strategia per far rientrare i crediti vantati. Del resto quello dell’evasione è un problema che affigge il comune di Sirignano su larga scala. Sempre la recente relazione degli ispettori del Mef pone in risalto cifre piuttosto considerevoli rispetto alla periodicità dell’annoso fenomeno.

Prendendo a riferimento gli anni che vanno dal 2011 al 2015 il comune, così come accertato dal Ministero, su un totale di 1,5 milioni di euro (circa) di introiti previsti, non ha riscosso oltre 320mila euro, lasciando “fuori” circa il 20%. La situazione si “aggraverebbe” con la situazione degli anni 2016 e 2017 dove ancora non sono stati eseguiti gli accertamenti e i contribuenti continuerebbero a “sfilare”. Nel 2016 su un costo totale della Tari di 290mila euro, il comune ha riscosso 185mila euro (37% di evasione). All’appello, per l’anno oggetto di analisi, mancherebbero 105mila euro.

Pressoché identica la situazione del 2017 dove a fronte di un ruolo Tari di oltre 300mila euro, il comune ha riscosso 190mila euro, lasciando evasi 111mila euro. (37%)

Ovviamente in tutto questo contesto aumentano i numeri dell’evasione totale del tributo. Ai 320mila euro di evasioni fino al 2015 si aggiungono i 105mila euro del 2016 e 111mila del 2017 per un totale di circa 536mila euro. Con il rischio che in casa di mancato recupero anche questa somma, che farebbe bene al bilancio comunale, potrebbe essere oggetto di sanatoria, e quindi di un nuovo vuoto nelle casse comunali.