BIG BANG
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Pubblicato il: 31 Luglio 2020

Toccata e fuga da Renzi, la Cacace torna nel Pd: “Rieccomi nella mia casa madre”

“E’ un ritorno alla casa madre”. Chiara Cacace è nuovamente nel Partito Democratico. L’ex componente del direttivo provinciale dei democrat, nonché segretario di Avella, ha ufficializzato la sua collocazione. In concomitanza dell’arrivo ad Avella del consigliere regionale uscente Maurizio Petracca, la consigliera comunale ha ritenuto “doveroso precisare le mie collocazioni. In politica nessuna giustificazione è ammessa, ma ogni occasione è utile per spiegare e razionalizzare alcune scelte”.

Chiara Cacace da circa un anno era in aperta contrapposizione con la direzione provinciale del partito. “Nel 2018, nonostante la segnalazione con bonifico dell’avvenuto pagamento delle tessere e i ripetuti inviti a rivedere le posizioni all’allora segretario Di Guglielmo, non fummo ammessi alla partecipazione per il congresso. Quell’episodio rappresentò un evento molto grave”.

La Cacace si distaccò dal Pd e lo scorso autunno partecipò anche alla Leopolda. “Intorno ad Italia Viva, il partito lanciato da Renzi, vi era grande entusiasmo, soprattutto da parte di chi si proponeva di andare in una direzione che poi non era tanto opposta alla strada di prima. Vi erano tanti buoni propositi, poi mi sono fermata a riflettere politicamente perché l’entusiasmo e i programmi non era più gli stessi”.

L’arrivo delle Regionali si intreccia, ovviamente, con le comunali 2021 di Avella. “L’idea è quella di dare vita ad un percorso alternativo ed in antitesi rispetto ad un modello di gestione amministrativa che mi ha visto sempre molto critica. Per Avella occorre un progetto politico serio e credibile dove venga spostato lo sguardo al futuro. Di queste prospettive ne abbiamo cominciato a parlare con un gruppo di amici. Di qui, unitamente al coinvolgimento di altri amici amministratori e vecchi esponenti del Pd nasce il sostegno a Maurizio Petracca. Ci siamo visti e confrontati con soddisfazione. È scaturita, dopo anni, la convinzione che diversi deputati non hanno prodotto nulla per l’Irpinia. Tornando nella mia casa madre del Pd è tempo di dare spazio ad un progetto di coerenza politica che propone un progetto e non sfrutta un territorio, come è sempre avvenuto, solo come un bacino di suffragi”.